La campagna delle Classiche del Nord si avvia verso il suo epilogo stagionale e, come da tradizione, il sipario calerà sui continui saliscendi delle Ardenne. La Liegi-Bastogne-Liegi 2026, la Doyenne (la Decana) delle Classiche Monumento, domenica 26 aprile è pronta a regalarci l’ennesima domenica di puro spettacolo ciclistico.
Gambe che bruciano, polmoni in fiamme e quelle iconiche côtes incastonate nei boschi della Vallonia: vincere a Liegi significa entrare nell’Olimpo del ciclismo. Se volete rinfrescarvi la memoria sul perché questa corsa è così leggendaria e scoprire gli aneddoti che l’hanno resa grande, vi consigliamo di leggere il nostro articolo di approfondimento sulla storia della gara pubblicato l’anno scorso.
Ora, però, concentriamoci sull’edizione 2026: ecco tutto quello che dovete sapere per arrivare preparati alla domenica più dura di primavera.
Il percorso: le trappole delle Ardenne

Il menù della Liegi non cambia i suoi ingredienti principali e si conferma una delle prove più esigenti dell’intero calendario UCI World Tour. Parliamo di 259,5 chilometri con un dislivello complessivo che sfiora i 4.500 metri. Una vera e propria tappa alpina, ma senza le Alpi.
La prima metà di gara, nel viaggio d’andata da Liegi a Bastogne, servirà come consuetudine a far faticare il gruppo e a far partire la fuga di giornata. Il vero inferno inizierà al ritorno, quando le pendenze si faranno brutali e in rapida successione.
Il trittico Côte de Wanne, Côte de Stockeu (con la statua di Eddy Merckx a fare da guardiano) e Côte de la Haute-Levée farà la prima grande selezione.

Ma è negli ultimi 35 chilometri che si deciderà la Monumento:
- Côte de La Redoute: il mito. Pendenze che superano il 16%, il pubblico delle grandi occasioni e il punto esatto in cui, spesso, i campioni decidono di rompere gli indugi.
- Côte des Forges: uno strappo breve ma doloroso per chi ha le gambe già imballate.
- Côte de la Roche-aux-Faucons: l’ultimo vero trampolino di lancio. Uno scoglio durissimo a soli 13 km dal traguardo. Chi scollina da solo qui, ha mezza vittoria in tasca verso la picchiata finale nel centro di Liegi.
Lo scontro generazionale: Pogačar contro Seixas
Se c’è un motivo per rimanere incollati allo schermo in questa edizione 2026, è il duello annunciato che sta già facendo sognare gli appassionati: il “nuovo Cannibale” contro “l’Enfant Prodige” del ciclismo moderno.
Da una parte abbiamo Tadej Pogačar. Lo sloveno non ha bisogno di presentazioni: quando punta a una Monumento, è il logico e naturale favorito. La sua capacità di attaccare da lontano, magari già sulla Redoute, obbligherà tutte le altre squadre a correre sulla difensiva.
Dall’altra parte c’è la nuova e dirompente realtà del ciclismo mondiale: Paul Seixas. Il giovanissimo talento francese ha bruciato le tappe in maniera clamorosa fin dal suo approdo nel World Tour. Esplosivo, resistente e senza alcun timore reverenziale, Seixas – fresco vincitore del Giro dei Paesi Baschi – rappresenta lo sfidante perfetto per Pogačar sui muri brevi e ripidi delle Ardenne. Riuscirà la freschezza e l’incoscienza del transalpino a resistere alle fiammate dello sloveno sulla Roche-aux-Faucons?
Gli outsider: chi può far saltare il banco?
Mai dare la Liegi per scontata. Se Pogačar e Seixas dovessero marcarsi troppo stretto, ci sono corridori pronti ad approfittarne:
- Remco Evenepoel: l’idolo di casa non può mai essere considerato un semplice outsider, ma dovrà inventarsi qualcosa di speciale per staccare i diretti rivali. Se parte da lontano, riprenderlo è impossibile.
- Tom Pidcock: il britannico ha il talento e la leggerezza per volare su queste salite. Se arriva in volata in un gruppo ristretto, è letale.
- Ben Healy e Maxim Van Gils: due specialisti di queste corse. Non hanno lo scatto bruciante dei primissimi, ma la loro resistenza li rende mine vaganti nei chilometri finali.
- Antonio Tiberi: per i colori azzurri, la speranza è riposta nell’italiano, che ha dimostrato di avere il fondo per reggere oltre i 200 km e potrebbe tentare l’anticipo prima della Redoute.
La gara femminile: spettacolo assicurato
La Liegi-Bastogne-Liegi Femmes promette altrettante scintille. Il percorso femminile, lungo circa 150 chilometri, partirà come di consueto da Bastogne per ricalcare fedelmente il micidiale finale della corsa maschile, affrontando Wanne, Stockeu, Haute-Levée, La Redoute, Forges e Roche-aux-Faucons.
La corsa si preannuncia come una battaglia aperta. Da una parte la super corazzata del Team SD Worx-Protime con Demi Vollering (campionessa uscente) e la fuoriclasse Lotte Kopecky, in grado di tenere sui muri e dominare in volata.
A sfidarle ci saranno atlete del calibro di Katarzyna Niewiadoma, sempre all’attacco e mai doma su questi terreni, e la nostra Elisa Longo Borghini, che ha l’esperienza e la classe per indovinare il momento giusto per salutare la compagnia. Attenzione anche alla giovane Shirin van Anrooij, sempre più a suo agio nelle corse di un giorno vallonate.
Liegi-Bastogne Liegi 2026 | Dove vederla in TV
Per non perdervi neanche un metro della Decana, ecco la programmazione TV e streaming (ricordatevi di preparare i viveri sul divano, la giornata sarà lunga):
- Gara maschile: Diretta integrale garantita fin dal mattino su Eurosport 1 e in streaming su Discovery+. Per chi preferisce la programmazione in chiaro, la Rai seguirà le fasi cruciali della corsa nel pomeriggio su Rai Sport per poi spostarsi su Rai 2 per il gran finale (solitamente dalle 15:00 in poi).
- Gara femminile: Il finale della corsa femminile precederà l’arrivo degli uomini. Sarà visibile su Eurosport/Discovery+ nella tarda mattinata/primo pomeriggio e con ampie finestre su Rai Sport.




















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ma perché la rai non trasmette il ciclismo? Il canone però lo paghiamo
perchè eurosport <(discovery+) ha pagato per i diritti e la fa vedere ai suoi abbonati, e la rai che prende il canone no
Ma perché non si possono vedere queste gare sulla Rai?
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