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Liegi-Bastogne-Liegi: tutto quello che devi sapere sulla più antica delle Monumento (e dove vederla in tv)

Liegi-Bastogne-Liegi: tutto quello che devi sapere sulla più antica delle Monumento (e dove vederla in tv)

La Liegi-Bastogne-Liegi chiude la cosiddetta “campagna del nord”, ovvero quel mese e mezzo circa dove le corse di un giorno che si corrono tra Belgio, Olanda e nord della Francia diventano il palcoscenico del grande ciclismo mondiale. È una delle cinque Classiche Monumento (con Sanremo, Fiandre, Roubaix e Lombardia) e una delle tre classiche delle Ardenne (con Amstel e Freccia); è la più antica di tutte e per tale motivo è soprannominata la Doyenne (la Decana).

Le pietre sono un ricordo, qui si corre tra i boschi e le colline delle Ardenne sfidando salite affilate come lame. Spariscono i “passistoni” e tornano a galla scalatori e uomini di fondo. La Liegi è considerata una delle classiche più dure dell’intero calendario. Lunghezza, dislivello, côtes ripide e discese insidiose da affrontare in serie, il tutto spesso accompagnato da un meteo inclemente. Una Liegi non la si vince per caso, per trionfare alla Doyenne ci vuole “stoffa”, cioè classe e grinta insieme. 

La storia e i personaggi della Doyenne

Le Ardenne (Liegi Bastogne Liegi) crediti Romano Brizzi
Le Ardenne (Liegi Bastogne Liegi) crediti Romano Brizzi

La Liegi-Bastogne-Liegi vide la sua nascita nel 1892 con l’obiettivo (cosa comune ad altre Classiche) di promuovere le vendite di un giornaleL’Express. Fu creata dalla Liege Cyclist Union, club amatoriale della periferia della città di Liegi. La prima edizione prese il via da Spa verso Bastogne per far ritorno sempre a Spa, dopo 250 chilometri. Trentatré corridori si presentarono alla partenza, tutti belgi e tutti dilettanti visto che la prova era loro riservata. Solo 17 di loro riuscirono ad arrivare al traguardo. A vincere fu Leon Houa, nato a Liegi nel 1867, che si aggiudicò poi sia la seconda edizione l’anno successivo che quella del 1894, primo anno cui la corsa venne aperta ai professionisti. 

Dal 1895 al 1907 la corsa non si disputò, per riprendere poi nel 1908 con partenza e arrivo spostati a Liegi. Vinse un francese Andrè Trousselier, che resterà l’unico vincitore non belga fino al 1930, anno in cui trionfò il tedesco Hermann Buse

La Liegi fu interrotta ancora nel 1910 e nel 1914-18 per la Prima Guerra Mondiale. Durante il secondo conflitto si saltarono le edizioni dal 1940 al 1942 e quella del 1944, invece si corse regolarmente nel 1943 durante l’occupazione tedesca, con il trionfo di un corridore belga, Richard Depoorter, ciclista la cui storia si interruppe nel 1948 al Giro di Svizzera, dove perse la vita dopo essere caduto in un burrone. Nel 1945, nel territorio ripreso dagli Alleati, si gareggiò il 5 agosto, il giorno prima del lancio della bomba atomica su Hiroshima. Da quell’anno la Liegi si disputa senza interruzioni.

La Liegi – Bastogne – Liegi dagli anni ’60 ad oggi

Gli anni Sessanta videro la vittoria di tre nomi altisonanti della storia del ciclismo. Nel 1961 vinse per l’unica volta il belga Rik Van Looy, il primo nella storia a conquistare tutte e cinque le Classiche Monumento (Roubaix ’61 e ’62, Fiandre ’59 e ’62, Sanremo ’58 e Lombardia ’59). Nel 1966, ci fu la vittoria del campione transalpino (5 tour de France) Jacques Anquetil, mentre nel 1969 ci fu il primo sigillo di Eddy Merckx, con un attacco ai meno cento dall’arrivo. Il Cannibale si ripeterà nel 1971, 1972, 1973 e nel 1975 divenendo così l’unico della storia a vincere la Liegi per ben 5 volte.

Saltiamo al 1980 per ricordare un’altra mitica e tremenda edizione dalla quale uscì vincitore (e sopravvissuto) il campione bretone Bernard Hinault, che compì la sua impresa eroica spingendosi talmente oltre il limite da portare ancora oggi (a distanza di 45 anni) i segni di quella gara leggendaria. Quell’anno le condizioni atmosferiche furono talmente proibitive che solo 21 corridori (dei 174 ciclisti partiti) riuscirono a portare a termine la gara. Hinault attaccò a 80 km al traguardo, resistette alla neve e al gelo e con un principio di congelamento alle mani arrivò in solitaria a Liegi con un minuto e mezzo sul secondo. 

Infine, ci fa piacere ricordare l’impresa di Franck Vandenbroucke che nell’edizione del 1999 diede vita ad una delle azioni più spettacolari della storia della Doyenne, quando staccò Bartoli (detentore della corsa) con il 53 sulle rampe al 18% della Redoute. Un’azione spettacolare e indimenticabile.

I numeri della Leigi

L’edizione numero 111 della Liegi-Bastogne-Liegi prenderà il via domenica 27 aprile 2025 da Liegi, per concludersi sempre a Liegi dopo una cavalcata di 252 chilometri su e giù dalle côtes (11 quest’anno) delle Ardenne e con il classico “giro di boa” posto nella cittadina di Bastogne.

Sono 15 le nazioni che hanno visto trionfare un proprio portacolori sulle strade della Doyenne. Il Belgio occupa il gradino più alto del podio con ben 61 successi, staccatissime tutte le altre nazioni. L’Italia segue sul secondo gradino del podio a quota 12 successi, precedendo la Svizzera e la Francia rispettivamente con 6 e 5 vittorie. Breve citazione curiosa per la Slovenia che fino al 2020 non compariva nell’albo d’oro della manifestazione, ma che nelle ultime cinque edizioni ha portato a casa ben 3 successi.

Il plurivittorioso della corsa è il grande Eddy Merckx, l’unico ciclista della storia ad averla vinta per 5 volte, nel 1969, tre volte di fila dal 1971 al 1973 e l’ultima volta nel 1975. Seguono a ruota, con 4 vittorie ciascuno, Valverde (2006-08-15-17) e Argentin (1985-86-87-91), due grandi campioni che sulle Ardenne han spesso dato spettacolo. A quota 3 vittorie troviamo tre Belgi: Houa (vincitore delle prime tre edizioni 1892, 1893, 1894), Schepers (1929, 1931, 1935) e De Bruyne (1956, 1958, 1959).

Liegi Bastogne Liegi 2024 -crediti A.S.O. Gaetan Flamme
Liegi Bastogne Liegi 2024 – crediti A.S.O. Gaetan Flamme

Gli Italiani alla Liegi

La Liegi è anche definita “la corsa degli italiani” perché Liegi e dintorni ospitano una delle più grandi comunità di emigrati italiani al mondo. Inoltre, come scritto, è stata vinta dodici volte da corridori italiani anche se abbiamo dovuto attendere fino al 1965 per vedere la prima vittoria dei colori azzurri, arrivata grazie a Carmine Preziosi davanti a Vittorio Adorni.

Anche la storia di Preziosi è una storia di emigranti: la sua famiglia lasciò la Campania per cercare lavoro e fortuna a Parcennes, nelle Ardenne, dove il padre trovò impiego in una miniera. Dopo tantissimi umili lavori, Carmine riuscì a coltivare la sua passione per il ciclismo e nel 1963 passò professionista. Solo due anni dopo vinse una Liegi da sogno.

Il secondo trionfo azzurro arriva nel 1982 con Silvano Contini che in una Liegi diventata durissima a causa di pioggia e grandine (partirono in 250 e tagliarono il traguardo in 55) riuscì a battere in volata i suoi tre compagni fuga. Una grande impresa in un giorno da tregenda.

E siamo al poker di Moreno Argentin, il “re delle Ardenne”. Prima il tris consecutivo nel 1985, 1986 e 1987 (volata regale su Roche nel suo anno di grazia) e quindi la quarta firma nel 1991 in maglia Gewiss-Ballan quando taglia il traguardo battendo l’idolo di casa Criquielion. Il campione di San Donà del Piave ha dato spesso spettacolo nelle Ardenne se si considera che oltre a quattro Liegi ha messo nel suo palmares anche tre Freccia Vallone, la classica che precede di qualche giorno la Doyenne.

Gli anni Duemila

Seguono, a cavallo tra la fine dei novanti e i primi del duemila, due doppiette regali di altri due nostri campioni. Nel 1997 e 1998 tocca a Michele Bartoli, mentre nel 2000 e 2002 (podio tutto italiano con Garzelli e Basso) sarà Paolo Bettini ad alzare le braccia al cielo sulla linea d’arrivo di Liegi.

Nel 2004 Davide Rebellin diede una bicicletta in volata a Boogerd, portando a casa in una settimana Amstel, Freccia e Liegi, per quello che nella storia è rimasto il primo storico Tris delle Ardenne (poi imitato da Gilbert nel 2011).

L’ultima vittoria italiana risale al 2007 (ahimè quasi vent’anni fa) e porta il nome di Danilo Di Luca, che sulla rampa finale verso il traguardo riuscì a togliersi di ruota il campione murciano Valverde, arrivando a braccia alzate sulla linea bianca.

L’anima della corsa

Liegi Bastogne Liegi 2024 - Liegi - crediti A.S.O. Gaetan Flamme
Liegi Bastogne Liegi 2024 crediti A.S.O. Gaetan Flamme

L’anima della Doyenne si respira nei 250 chilometri di percorso calati in un territorio dal fascino unico. L’elemento principale che caratterizza la corsa sono le côtes, ovvero l’alter ego dei muri in pavé delle Fiandre. Le côtes sono in genere leggermente più lunghe dei muri e completamente in asfalto, ma le pendenze rimangono comunque da brivido e a doppia cifra. Il lungo chilometraggio, l’assenza di tratti di riposo e le numerose côtes disseminate lungo il percorso, in particolare negli ultimi 80 di gara dove si susseguono senza sosta, rendono la corsa molto dura. Non si ricordano arrivi di gruppo alla Liegi.

Tra le côtes più importanti e con più presenze nella storia della corsa ricordiamo: Saint Roich, Roche en Ardenne, Stockeu, Rosier, Redoute e Roche aux Faucons. Queste ultime due si trovano nella parte finale e risultano quelle più importanti ai fini del risultato. La Redoute è la côte simbolo della Liegi. Alta solo 292 metri sul livello del mare, questa salita ha un fascino ed una nomea unici. Una coltellata nelle gambe di circa 2 km, con pendenza massime in alcuni punti del 20%. 

Dalla cima della Redoute, sali e scendi continui portano poi all’imbocco della Roche aux Faucons, una delle più giovani côtes, inserita nella corsa per scremare ancor di più i corridori in vista di Liegi. Ha una lunghezza di circa 1,5 km, il suo punto più alto a 224 m e continua a salire per altri 1,5 km dopo la sommità. La pendenza media è di 9.8%, con punte al 17%.

Edizione 2025

Liege Bastogne Liege 2025

La prova maschile numero 111, partirà come detto da Liegi per concludersi sempre a Liegi in Quai des Ardennes, dopo il passaggio da Bastogne (al km 83,5), per un totale di 252 chilometri. In questa edizione sono previste 11 côtes, per un dislivello totale superiore ai 4000 metri (come un tappone alpino di un grande Giro). La prima côte, la dura côte de Saint Roch si trova al chilometro 70. Negli ultimi cento saranno concentrate 9 côtes, per un finale come da tradizione durissimo e senza un metro di pianura.

Le 11 côtes incluse nell’edizione di domenica

1 – Côte de Saint-Roch (Al km 70,7)

2 – Col de Haussire (Al km 119,4)

3 – Côte de Mont-le-Soie (Al km 158,7)

4 – Côte de Wanne (Al km 167)

5 – Côte de Stockeu (Al Km 173,5)

6 – Côte de la Haute-Levée (Al Km 177,7)

7 – Col du Rosier (Al Km 192)

8 – Côte de Desnié (Al Km 205,3)

9 – Côte de la Redoute (Al Km 218)

10 – Côte des Forges (Al Km 228,7)

11 – Côte de la Roche-aux-Faucons (Al Km 238,7)

I possibili protagonisti della corsa

Liegi Bastogne Liegi 2024 - Pogačar- crediti A.S.O. Gaetan Flamme
Liegi Bastogne Liegi 2024 – Pogačar- crediti A.S.O. Gaetan Flamme

Chi vincerà la quarta monumento del 2025? Nelle prime tre abbiamo assistito allo show di coppia Pogačar – van der Poel, con il vantaggio per ora di due classiche a uno dell’olandese (Sanremo e Roubaix) sullo sloveno (Fiandre). VdP non dovrebbe essere tra i partenti, così come altri uomini protagonisti sulle classiche delle pietre che invece non trovano terreno favorevole alla loro caratteristiche nelle Ardenne.

Dopo l’edizione del 2020, dove Roglič ha beffato all’ultimo centimetro un Alaphilippe già a braccia alzate, le ultime quattro edizioni si sono giocate sul duello Pogačar -Evenepoel. Nel 2022 e 2023 vittoria del campione belga, nel 2021 e lo scorso anno vittoria dell’asso sloveno. Come caratteristiche del percorso e come doti fisiche e tecniche il favorito numero uno è Tadej Pogačar. Il candidato principale per contendere la vittoria allo sloveno è sicuramente Remco Evenepoel. Il campione belga, dopo quattro mesi lontano dalle corse causa incidente, è appena rientrato e in una settimana ha vinto il Brabante (in volata a due su Van Aert) ed è salito sul podio dell’Amstel. Vedremo se la condizione non ancora perfetta lo sosterrà in una battaglia lunga e dura come quella della Liegi.

Altri partecipanti di primissima fascia che hanno già dimostrato di andare forte nelle Ardenne sono il danese Skjlemose (fresco vincitore dell’Amstel), Hirschi, Pidcock, Vlasov, Mas, Carapaz e infine, perché no, Alaphilippe, quanto sarebbe bello rivedere un colpo di classe del “vecchio Loulou”.

La Liegi delle donne

Liegi Donne, crediti A.S.O. Billy Ceusters
Liegi Donne, crediti A.S.O. Billy Ceusters

Sempre domenica 27 Aprile 2025 si correrà l’ottava edizione della LBL femminile (prima edizione nel 2017) su di una lunghezza di 152,9 chilometri, con partenza da Bastogne (Place McAuliffe) e arrivo a Liegi, in Quai des Ardennes come per gli uomini. 

Le salite che dovranno affrontare le cicliste sono dieci (rispetto alla gara maschile l’unica non è presente è il Col de Haussire). Come per gli uomini, la Côte de Saint-Roch sarà la prima della gara, mentre la Roche-aux-Faucons sarà l’ultima ai meno 13,3 km dal traguardo.

Le due pretendenti principali alla vittoria sono la campionessa iridata in carica, la belga Lotte KopeckyDemi Vollering, prima a Liegi nel 2021, 2023 e terza nella scorsa edizione (2024).

Le speranze tricolori sono ancora una volta sulle spalle di Elisa Longo Borghini che, dopo la brutta caduta al Giro delle Fiandre Women, sogna di migliorare con una grande vittoria il suo secondo posto dello scorso anno.

La Liegi – Bastogne – Liegi in TV

La Liegi – Bastogne – Liegi 2025 verrà trasmessa in diretta tv in chiaro sui canali Rai e, in abbonamento, su Eurosport. Sarà inoltre visibile in streaming su RaiPlay e, in abbonamento, su Discovery+, NOW tv, SkyGo e DAZN.

La Liegi per i cicloamatori e i cicloturisti

La Redoute crediti Romano Brizzi

Il giorno prima della corsa dei pro (sabato 26 aprile 2025) è in programma la Liege-Bastogne-Liege Challenge, dedicata ai cicloamatori e a tutti gli appassionati della bicicletta in generale.

Non si tratta di una vera e propria gara (o granfondo), bensì come dice il nome stesso di una challenge che consente, a poche ore di distanza dal passaggio dei professionisti, di percorrere buona parte del percorso della corsa, scalandone anche le sue côtes più belle e famose. Il quartier generale (partenza e arrivo) della manifestazione è Banneux, un paese nel cuore delle colline delle Ardenne posto a circa 25 chilometri a sud di Liegi. 

È possibile scegliere fra tre differenti percorsi a difficoltà crescente:

  • Km 80 con 1.500 metri di dislivello.
  • Km 163 con 2.600 metri di dislivello.
  • Km 253 con 4.200 metri di dislivello e 12 cotès, in pratica si ricalca la fatica che percorreranno i pro il giorno dopo. 

Non ci sono chip, né griglie di partenza (partenza alla francese), né classifiche finali all’arrivo. Ci sono i ristori lungo il percorso (lo scorso anno abbiamo trovato anche i fusilli al pesto!) e le strade sono regolarmente aperte al traffico. Traccia gpx disponibile da scaricare e percorso segnalato “frecciato”. Cicloamatori e appassionati da tutto il mono, biciclette e abbigliamenti di ogni tipo. Una vera festa.

Una vacanza nelle Ardenne

Oltre alla partecipazione alla LBL – Challenge potete pensare a qualche giorno di vacanza in sella alle due ruote per scoprire le Ardenne. Chi non teme vento, qualche goccia di pioggia e le pendenze velenose delle côtes, si ritroverà a pedalare in un contesto naturale e paesaggistico ricco di fascino tra boschi, colline e laghi dove regna il rispetto assoluto per chi pedala.

Non lontano da Liegi e dalle côtes della LBL, non fatevi scappare due vere e proprie chicche che potreste mettere nel vostro personale palmares (o album dei ricordi) di cicloamatori. Vi buttiamo lì un paio di idee.

A nord di Liegi

Puntando a nord di Liegi, seguendo il corso della Mosa, in meno di quaranta chilometri vi ritroverete nel centro storico di Maastricht, cittadina affascinante e sorprendente del Limburgo olandese. Usciti da Maastricht siete subito nel cuore delle côtes e potete percorrere l’anello finale dell’Amstel Gold Race, la classica della birra.

Percorso senza un metro di pianura, curve e controcurve in un labirinto di stradine di campagna in mezzo ai prati. Bemelerberg ed Eyserbosweg in sequenza, poi si resta in quota con qualche mangia e bevi ed è la volta della breve salita del Fromberg, discesa secca e si arriva a Schin op Geul.

Usciti dal paese, si prende a sinistra ed è la volta del Keutenberg con un dritto iniziale al 17% che morde le gambe. Stradina di crinale sulla collina, qualche breve dentino e poi inizia la picchiata su Valkenburg.

Svolta secca a sinistra nel centro del paese e si attacca il rettilineo del mitico Cauberg (1,2 km al 6,8%), salita simbolo e di solito momento clou dell’Amstel. Poco più a est potete scalare il Vaalserberg, raggiungendo quota 321 m s.l.m. ovvero il punto più alto dei paesi bassi, e girare la bici a Drielandpunt, punto di confine dove si toccano Belgio, Olanda e Germania.

In Vallonia

Puntando invece le due ruote in direzione ovest rispetto alla città di Liegi, dopo circa una trentina di chilometri tra continui “mangia e bevi” nel cuore delle verdi colline della Vallonia, farete ingresso nella cittadina di Liegi e qui troverete davanti a voi la salita simbolo della Freccia-Vallone

Che dire, la poesia applicata alla fatica.

Commenti

  1. Luca ha detto:

    Feci la Challenge nel 2018 , percorso lungo, quasi 12 ore in sella:una giornata fantastica,una vera festa, indimenticabile!!!

  2. Juri ha detto:

    ottima descrizione del percorso ed anche della storia della doyenne, ne va un plauso all’autore con un complimento a livello professionistico per l’accuratezza descrittiva!!!

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