Sabato 22 marzo 2025 torna la Milano-Sanremo, la prima Monumento della stagione
Come per il “testa o croce” della moneta, le corse ciclistiche hanno due facce: quella delle corse a tappe, che si svolgono su più giorni (per un massimo di tre settimane per i grandi giri) e quella delle corse di un giorno. Tra tutte le corse di un giorno del calendario annuale spiccano le cosiddette classiche, quelle che per storia, fascino e difficoltà hanno accumulato prestigio col passare delle varie epoche ciclistiche. Tra le classiche ci sono poi le “Monumento”. Sono solo cinque e sono quelle in cui, ogni ciclista che si attacca il numero sulla schiena, vorrebbe almeno una volta in carriera passare per primo sulla linea d’arrivo.
Cosa sono le Monumento
La caratteristica che le accomuna è che i loro percorsi sono tutti in linea (non circuiti come ad esempio il mondiale e l’olimpiade) e superano i 250 chilometri.
In ordine di calendario sono: Milano-Sanremo, Giro delle Fiandre, Parigi-Roubaix, Liegi-Bastogne-Liegi e Giro di Lombardia. Ognuna di esse è “griffata” da veri e propri elementi iconici: il pavè, i muri, i capi, le cotes, che hanno reso immortali le imprese dei campioni in più di cento anni di ciclismo. Chissà che in un prossimo futuro le monumento non possano diventare sei, con l’inserimento nell’élite delle corse di un giorno della Strade Bianche, la meravigliosa gara che si corre sugli sterrati delle colline senesi e che nemmeno a dirlo ha da poco visto il terzo trionfo di Tadej Pogačar.
Con oggi iniziamo una mini-rubrica sulle storie e gli aneddoti delle “Monumento”, iniziando dalla Milano-Sanremo che sabato 22 marzo apre la stagione delle grandi classiche.
I numeri della Milano-Sanremo
Quando si è alle presentazioni di solito si parte con il nome, poi l’età, il luogo di provenienza, poi via via tutto il resto. “Classica di primavera” e/o “Classicissima”, così viene chiamata quella che è sicuramente la corsa di un giorno più prestigiosa che si corra su suolo italico ed una delle più importanti di tutto il calendario internazionale.

Sabato 22 marzo prenderà il via l’edizione numero 116, tante ne sono passate dalla prima edizione svoltasi in data 14 aprile 1907.
In passato si correva in data fissa (il 19 marzo in occasione della festa di San Giuseppe) ma da quando non è più festa nazionale, la gara si corre il sabato più vicino al 19 marzo.
Il plurivittorioso della corsa è… indovinate un po’? Sì, proprio lui, il cannibale Eddy Merckx, primatista con ben 7 vittorie, seguito da Costante Girardengo con 6 successi e da Gino Bartali ed Erik Zabel con 4 vittorie a testa. A 3 successi troviamo altri tre grandi campioni del passato: Fausto Coppi, Roger De Vlaeminck e Oscar Freire.
Son 13 le nazioni che han visto trionfare un proprio portacolori sulle strade della Classicissima; Italia primatista di vittorie (51), seguita sul podio da Belgio (23) e Francia (14).
L’anima della Classicissima
L’anima della Classicissima si può racchiudere in due parole: tradizione e imprevedibilità. Qualcuno aggiungerebbe anche la parola “noia” e a pensarci bene non siamo poi così tanto lontani dalla realtà.
La tradizione è data dal percorso che in più di cento anni di storia è rimasto (a parte qualche modifica contingente) sostanzialmente invariato. Partenza da Milano (o nei pressi), una prima parte pianeggiante, poi lo scollinamento del Turchino che porta al mare. Da qui l’Aurelia con il suo percorso sinuoso, i tre capi (Mele, Cervo e Berta) e i due “trampolini di lancio” di Cipressa e Poggio.
La lunghezza (quasi 300 chilometri) e il vento che sale dal mare fanno il resto.

L’imprevedibilità
L’imprevedibilità è data dal fatto che la si può vincere o perdere in tanti modi. La Milano-Sanremo non ha le salite e il dislivello del Giro di Lombardia, non ha le pietre della Parigi-Roubaix, non ha i muri del Giro delle Fiandre, né le cotes della Liegi-Bastogne-Liegi. Non ha nemmeno il meteo da girone dantesco dell’inferno del Nord.
La Milano-Sanremo è solo la più lunga, con la maggior parte del percorso in pianura e lungo la costa, caratteristica che la rende poco vivace per buona parte delle sue sei ore circa di gara. Ma proprio per questo la Sanremo rimane aperta a tante soluzioni. Può essere risolta con una volata di gruppo, con una volata ristretta, con un contropiede, con un attacco in salita oppure in discesa, con una fuga da lontano o con un ventaglio sull’Aurelia. È rarissimo che una corsa di un giorno si apra a possibilità così varie.
Per farvi cogliere l’anima della corsa chiudiamo con due definizioni illustri sulla Classicissima. La prima è dello scrittore e giornalista Peter Cossins che nel suo libro The Monuments: The Grit and the Glory of Cycling’s Greatest One-day Races, scrive che “..la Sanremo è l’essenza di ogni corsa ciclistica di un giorno…”. L’altra citazione è del campione sloveno Tadej Pogačar che ha detto queste parole ”…è una corsa lunga e noiosa finché arrivi sulla costa, poi diventa ad alta tensione. Hai una sola carta da giocare…”.
Tra storia e leggenda
La Classica di Primavera nasce sulle ceneri di una corsa automobilistica dei primi del 900, la Milano-Acqui-Sanremo, che vide delle trenta vetture in gara l’arrivo nella città dei fiori di sole due auto. Eugenio Costamagna, l’allora direttore del Gazzetta dello Sport decise di accontentare Armando Cougnet (organizzatore del primo Giro d’Italia nel 1909) e dare vita ad una gara ciclistica sullo stesso percorso.
La prima edizione del 1907 è quasi una corsa amatoriale. Il 14 aprile sono le 4.30 del mattino quando, fuori dall’Osteria della Conca Fallata (esiste tutt’ora lungo il Naviglio Pavese) sotto una pioggia battente, prende il via la prima Milano-Sanremo della storia. Iscritti 66 corridori, solo 33 si presentano alla partenza per affrontare 281 km di freddo, vento e pioggia (neve sul Turchino), in una prima edizione che rimarrà epica. Vincerà la prima edizione il francese Petit Breton che copre i 281 chilometri del percorso alla media di 26,206 km/h (Philipsen lo scorso anno nella Sanremo più veloce della storia ha fatto la media dei 46,100 km/h).
Due anni dopo (1909) il primo vincitore italiano: Luigi Ganna, che si presenta sulla linea di arrivo a Sanremo con più di un’ora di vantaggio sul secondo classificato. L’edizione del 1910 è avvolta nel mistero e nella leggenda. Freddo e gelo bloccano i corridori, alcuni si ritirano, altri abbandonano la bici e scappano a piedi.
Dagli anni ’20 agli anni ’60
Gli anni 20 e 30 sono caratterizzati “dall’omino di Novi Ligure”, il grande Costante Girardengo, il primo campionissimo italiano della Milano-Sanremo, che in undici anni vince ben sei edizioni (1918, 1921, 1923, 1925, 1926 e nel 1928).
Sulle strade della Classicissima si intrecciano negli anni seguenti due grandi dualismi. Prima l’epoca di Binda e Guerra, il primo vinse due edizioni (’29 e ’31), il secondo una sola (’33).
Quindi il duello per antonomasia del ciclismo italiano quello tra Bartali e Coppi. Ginettaccio vince quattro edizioni (’39, ’40, ’47 e ’50, rimasta celebre quest’ultima per la vittoria allo sprint su Rik Van Steenbergen) mentre l’Airone di Castellania ne porta a casa tre, nel ‘46, ‘48 e ’49. Molto significativa la Milano-Sanremo del 19 marzo 1946. Il primo successo di Coppi in un’Italia che rinasceva dopo la fine del conflitto mondiale vede un così largo vantaggio sul secondo che Nicolò Carosio commentò l’arrivo del vincitore con la celebre frase “Primo Fausto Coppi. In attesa degli altri trasmettiamo musica da ballo”.
Dopo la doppietta di Loretto Petrucci che nel ’52 e nel ’53, gli anni d’oro dei campioni italiani alla classicissima subiscono un brusco stop, assistendo a 16 anni consecutivi di successi stranieri, fino al 1970 con la vittoria di Michele Dancelli dopo una memorabile fuga in solitaria.
Il Cannibale, i dualismi e l’era moderna

Qualche anno prima (1966) un certo Eddy Merckx inserisce per la prima volta il suo nome nell’albo d’oro della corsa, battendo nove compagni di fuga con una lunghissima volata. Il grande campione belga nel decennio successivo conquisterà la Sanremo altre sei volte, diventando il corridore con il maggior numero di successi (ben 7) nella Classicissima.
Gli ultimi dualismi del nostro ciclismo vedono sulle strade della Sanremo i duelli prima tra Saronni (1983 vincitore in maglia iridata) e Moser (1984), poi tra Bugno (1990) e Chiappucci (1991).
A cavallo deli anni 2000 emergono due grandi nomi stranieri: Erik Zabel (vittorioso per ben quattro edizioni ’97, ’98, ‘00 e ‘01) e Oscar Freire (tre successi ’04, ’07, ’10).
Il 2002 e il 2003 ci regalano due successi di due campioni italiani, prima Mario Cipollini con uno sprint regale e l’anno dopo Paolo Bettini.
Al 2018 risale infine l’ultimo successo italiano, grazie a Vincenzo Nibali che si porta a casa un’indimenticabile edizione della Sanremo attaccando nella discesa del Poggio e resistendo da solo fino all’arrivo. Colpo da manuale.
La Sanremo non è fatta solo di vittorie, è celebre anche per le sconfitte, i tentativi falliti e le beffe a pochi metri dal traguardo. Ci piace ricordarne solo uno, lo scatto sulla Cipressa di Marco Pantani (1999), un lampo romantico in una corsa non sua.
Edizione 2025

Il percorso della 116° Milano-Sanremo prenderà il via da Pavia (come lo scorso anno e confermate anche le partenze delle edizioni 2026-2027) per concludersi in via Roma a Sanremo dopo 289 chilometri.
Per il resto, percorso classico con la prima parte di pianura fino al passo del Turchino dove inizia la discesa verso la riviera Ligure di Ponente. Da qui si si segue la via Aurelia con i tre storici capi (Capo Mele, Capo Cervo e Capo Berta) che si affacciano sul mare, rendendo il percorso davvero unico e suggestivo. Dopo l’attraversamento di Imperia ci sono le ascese della Cipressa (inserita nel 1982) e del Poggio (inserito nel 1960) prima della tecnica picchiata su Sanremo e del gran finale in Via Roma.
La partenza: non più Milano, ma perché?

Piccola riflessione tra l’amaro e il polemico, che possa chissà servire da spunto per il futuro. La partenza deve tornare a Milano, nel cuore di Milano, in piazza Duomo. Agli organizzatori, agli sponsor, alle autorità, diciamo di fare un salto a vedere una classica del nord. Nessuno si sognerebbe di far partire il Fiandre a trenta chilometri da Bruges (o Anversa dipende dagli anni). Avete mai visto la partenza dal Markt di Bruges? È festa nazionale. Non una macchina per strada. Biciclette, bandiere, musica, birra. Cicloamatori, appassionati, semplici curiosi, turisti di passaggio, bambini, famiglie, tutti insieme per le vie della città a guardare e applaudire i corridori che partono.
È davvero indispensabile spostare la corsa a trenta chilometri da Milano per non recare disturbi al traffico? Davvero il problema è chiudere qualche strada per un evento di questo tipo? Un mattino di un solo giorno all’anno non si può fare?
La partenza della Milano-Sanremo deve tornare ad avere come obiettivo quello di conservare e promuovere la storia di questa corsa. Con villaggio, stand ed eventi la sera prima in centro, con ospiti che tramandino storie e leggende della corsa. Con incontri e spettacoli. Coinvolgere le scuole e le famiglie per far pedalare i bambini e i ragazzi in bicicletta in un breve percorso cittadino al mattino. Fare sfilare i più piccoli sul palco, fargli sentire l’anima della Classicissima. E poi fermarsi a vedere i corridori alla partenza. Una buona occasione per sensibilizzare tutti sul tema della sicurezza stradale e sull’uso di mezzi alternativi all’auto privata. Deve essere una mattina di festa per la città. Un inno all’uso della bici.
Chi vincerà quest’anno?
Ma torniamo alla corsa. L’anno scorso vinse il velocista belga Jasper Philipsen, ottimamente lanciato dal suo capitano Mathieu Van der Poel (vincitore della Classicissima nel 2023).
Quest’anno tutto lascia presuppore che la vittoria finale esca dall’attesissimo duello tra Van de Poel e Pogačar (terzo lo scorso anno e mai vittorioso a Sanremo).
E voi su chi puntereste la vostra ipotetica fiche? Sull’olandese o sullo sloveno? O su un terzo nome, magari un outsider in grado di estrarre dal cilindro una giornata di gloria? Diteci la vostra.
Tornano le donne

Una gradita sorpresa di quest’anno è il ritorno dopo ben vent’anni della Milano-Sanremo donne, che si disputerà nello stesso giorno della prova maschile.
La corsa femminile prenderà il via da Genova la mattina di sabato 22 e dopo aver raggiunto Voltri seguirà il medesimo percorso dei professionisti (con i tre capi più Cipressa e Poggio), fino al traguardo di Sanremo dopo 156 chilometri.
Con l’ingresso nel calendario UCI Women’s World Tour 2025, la Classicissima donne si aggiunge alla Strade Bianche Women Élite e al Giro d’Italia Women. Un’ottima notizia.
Dove vedere la Milano-Sanremo in tv
La Milano-Sanremo 2025 presumibilmente sarà trasmessa in diretta integrale dal chilometro 0 sui canali Rai, con le prime fasi della corsa visibili su RaiSport HD e il finale su Rai Due (palinsesto da confermare). Gli spettatori potranno seguirla anche in streaming su RaiPlay.
Inoltre, la Classicissima di Primavera sarà disponibile sui canali di Eurosport, sempre in diretta dal chilometro 0, per gli abbonati a Sky e in streaming su Dazn o sull’app di Discovery Plus.
La Milano-Sanremo per cicloamatori e cicloturisti
E se noi comuni mortali volessimo cimentarci lungo i 300 chilometri della Classicissima come potremmo fare? Per prima cosa possiamo iniziare ad interrogarci su quale sia la nostra indole. Sentiamo battere un sano agonismo e abbiamo un po’ di spirito corsaiolo in corpo oppure quando saliamo in sella ci piace prima di tutto rilassarci e prendercela comoda?
Per chi vuole competere

Se avete “gamba” e volete mettervi alla prova con animo battagliero la scelta deve ricadere sulla Milano Sanremo AMATORI. Nata nel 1970 su iniziativa dell’Unione Ciclistica Sanremo, questa manifestazione amatoriale, che si corre solitamente a inizio giugno (quest’anno domenica 8), è giunta alla sua 54° edizione.
È una non competitiva (le strade sono aperte al traffico) che consente di pedalare sulle strade dei pro. Prende il via alla periferia di Milano (Settala) e a parte lo scollinamento appenninico che avviene al passo del Giovo e non al Turchino, ricalca il percorso della classicissima in maniera fedele fino al traguardo di Sanremo.
Sul sito della manifestazione è possibile trovare tutte le info necessarie (tempi, modalità e costi di iscrizione, regolamento, logistica, altimetria e planimetria del percorso, ecc..).
Per chi vuole pedalare alla scoperta del territorio
Chi ha invece “un’anima più tranquilla” la può organizzare per proprio conto, meglio se in compagnia di qualche amico di pedalata. In tal caso partenza d’obbligo nel cuore di Milano in piazza Duomo e arrivo a braccia alzate in via Roma a Sanremo, magari con scatto dimostrativo sul Poggio stando ben attenti a non farsi mordere dai crampi.
Rifocillarsi
Se vi dovesse prendere un po’ di fame (e di sconforto) dopo gli interminabili “drittoni” della pianura lombardo-piemontese, o doveste essere colti dalla classica nuvola di Fantozzi durante lo scollinamento del Turchino (a proposito: il temuto visconte Cobram cita proprio la Milano-Sanremo nel film Fantozzi contro tutti) potete trovare conforto e ristoro in un’osteria dal colore bianco a bordo strada, su una curva a destra scendendo di pochi tornanti verso il mare. Trofie al pesto o pansotti in salsa di noci e siete pronti per l’Aurelia. Se qualche ora più tardi vi assale la stanchezza (spinta dal vento che sale dal mare), gustatevi un listello di focaccia ligure con vista sull’isola Gallinara.
Un’altra piccola chicca da provare verso il finale è quella di scostarsi leggermente dal percorso dell’Aurelia (dopo Imperia) per percorrere un tratto della bellissima ciclabile dei Fiori che si sviluppa sul sedime della vecchia ferrovia e corre in sede propria a bordo mare.

Quando andare e come tornare
Consigliamo un giorno festivo (senza traffico pesante e scuole chiuse) e di evitare magari i periodi troppo turistici sia per il traffico sull’Aurelia che per il caldo. Metà maggio o settembre inoltrato possono essere due buoni periodi per intraprendere questa avventura.
Zainetto sulle spalle e una volta tagliato il traguardo a Sanremo c’è la possibilità di rientrare a Milano in treno, se si vuole organizzare tutto in autonomia. Piano B niente male è quello di farsi raggiungere da qualcuno con un mezzo a Sanremo e una volta terminata l’impresa, optare per un tuffo in mare e una buona “beccata di pesce” a tavola. Rientro in auto in tutta calma.
La Milano-Sanremo in sella alla vostra bici vi regalerà una giornata indimenticabile.
Foto di apertura: Milano Sanremo 2024 La Cipressa, crediti Alessandro Garofalo LaPresse




















Uno scritto interessante e intelligente che fa venir voglia di affrontare questa impresa anche da amatore, complimenti!
nella galleria tra san remo e Ospedaletti
bellissima mostra fotografica permanente sulla corsa.
Aneddoti cifre record del secolo scorso.
Forza Italiani
L’unico motivo per cui non parte da Milano è quello di non far vedere al mondo le condizioni in cui si trova la Milano Pavia e l’anno scorso hanno trovato la Abbiategrasso Sanremo riuscita molto bene ma la Milano Sanremo vera parte dalla Conca Fallata
grazie per questo meraviglioso articolo