Mobilità

Pedalate in Faccia | Tutta colpa dei ciclisti

Pedalate in Faccia | Tutta colpa dei ciclisti

Un autorevole rappresentante di un’autorevolissima associazione di ciclisti, in un’intervista fatta per l’inaugurazione di una nuova pista ciclopedonale a Bolzano (il 18 maggio 2022, ndr) si è sorprendentemente lanciato in una tirata sull’indisciplina di ciclisti, cui bisognerebbe insegnare a badare di più alla sicurezza propria e degli altri.

Pedalate in faccia ciclabile sul marciapiede Bolzano
La pista “pedo-ciclabile” in Via Lancia (Bolzano)

Vedendo la ciclabile in questione, ci saremmo aspettati di sentire anche un accenno sull’indisciplina dei progettisti, cui andrebbe ricordata l’esistenza di norme che non consentono realizzazioni di tal fatta.

Ma la colpa, si sa, è sempre dei ciclisti, e se lo dicono pure le loro associazioni…

Leggi anche: Percorsi ciclopedonali: che cosa sono e perché dovremmo smettere di realizzarli

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Commenti

  1. Mauro Fiorio ha detto:

    siamo nel momento storico in cui il debole deve essere schiacciato l onesto colpito viene promossa l evasione e la supremazia sui deboli spero passi in fretta non sto più bene in questo paese

  2. eures ha detto:

    La doppia curva serve in pratica per evitare collisioni tra le bici e i mezzi che escono dal cancello

  3. Giovanni iacobellis ha detto:

    Ma che veramente? sta ubriaco?

  4. Sandro ha detto:

    Perché non spiegare perché quella a Bolzano non si poteva fare? Assumo che sia legato al fatto che una ciclopedonale non può essere fatta in quei contesti urbani?

  5. ett ha detto:

    Come membro del Comitato Autonomo Cittadini Ciclisti Automobilsti Difendo le categorizzazioni!!! Mi taggo, #pedone, #ciclista, #automobilista, #cittadino, #progettista, #attivista. DIFFIDO chi si mette solo un tag!!!
    Il progettista che va in bici, ma anche in auto (quando non ne può fare a meno) e conosce da cittadino la realtà urbana in cui si muove, forse è la categoria che mi sembra più affidabile! Specialmente se non ha solo il tag #burocrate

  6. Marcello Messori ha detto:

    Vero, sarebbe un errore incolparsi a vicenda, trasferendo sui progettisti le accuse che, come ciclisti, riceviamo da altri utenti della strada; cosa da non fare mai, in generale, è ragionare per categorie.

    Viceversa, dobbiamo rispettare i nostri ruoli, essere alleati e collaborare: lo dico da assessore e ciclopendolare, ricordando come nel mio comune di 8600 abitanti stiamo cercando di ottenere il massimo della ciclabilità, con progettazioni non banali, da un contesto urbano che per sessant’anni si è sviluppato come ben sappiamo.

    La ciclabile dell’articolo è ricavata in uno spazio di risulta e, osservando la foto della strada, viene in mente almeno un’altra possibilità “più coraggiosa”, ma da fuori è difficile dire se si sarebbe davvero potuto fare diversamente; se sì, non sapremo mai se la mancanza sia stata lato progettista o lato amministrazione.

    Per esperienza personale, gli spazi urbani si trasformano con la cultura e il coraggio di almeno quattro soggetti: politici, utenti, progettisti e polizia; fra questi, c’è quasi sempre qualcuno che “tira indietro”, rifugiandosi nelle vecchie soluzioni (anche quelle che sappiamo non funzionare), per ridurre le responsabilità e i rischi legati al proprio ruolo, perciò servono pazienza e convinzione.

    Poi vabbè, la-comunicazione-questa-sconosciuta: se vogliamo insistere sull’uso del caso, diciamolo chiaramente, senza fare generici pistolotti sull’indisciplina che non portano da nessuna parte.

  7. Gennaro Guida ha detto:

    Uno alla volta, per carità. Vorrei confidarvi perché sono favorevole ai percorsi pedociclabili. Simo persone civili, ci amiamo reciprocamente, ci rispettiamo e anticipiamo jn gentilezza quanti incontriamo sul nostro cammino. L’incontro con un pedone è per me occasione di sorrisi reciproci, di cenni di saluto, qualche volta di una breve chiacchierata, specie fra gente fragile. Questo per me è scopo e obiettivo dei percorsi pedoni labili. Condivisione e rispetto reciproco. Stesso discorso per le bc contromano. Un abbraccio a tuttie da un vecchio illuso che vede il mondo che forse ancora non c’è.

  8. Alessandro Mietner ha detto:

    I ciclisti in Italia sono pochi, e la categoria più rappresentata è quella di pedoni – che in genere non sanno guidare – che oggi hanno preso la bici, e la usano per vagabondare tra marciapiedi, strade contromano, incroci tagliati eccetera. Perché in Italia va in bici solo chi non ha la patente, o la macchina.
    Se invece ci fossero tanti ciclisti, di quelli che oggi hanno lasciato a casa la macchina, e girano in bici, avendo perfettamente chiare le regole del traffico, probabilmente la questione sarebbe diversa, come del resto lo è negli stati nord europei, dove appunto i ciclisti hanno la patente, sanno guidare, e rispettano le regole della strada.

    1. Manuel Massimo ha detto:

      Il suo commento è infarcito di luoghi comuni e dati non verificati: le sensazioni/convinzioni personali non sono statisticamente rilevanti. Invece che ragionare per categorie – pedoni/ciclisti/automobilisti – sarebbe utile ragionare di equa redistribuzione dello spazio pubblico: se l’80% delle strade è fatto a uso e consumo di chi le percorre in automobile ci sarà sempre meno spazio per chi va a piedi e in bicicletta. Se poi si realizzano tratti di ciclabile sul marciapiede si crea anche un conflitto di utenza.

      Manuel Massimo – Direttore responsabile di Bikeitalia.it

  9. gianluca ha detto:

    ha ragione, dire altro è superfluo

  10. Alberto Piccinotti ha detto:

    L’indisciplina è in tutte le persone maleducate, che siano automobilisti pedoni o ciclisti. Uso le ciclabili quasi ogni giorno per andare al lavoro attraversando la città da nord a sud e viceversa. Devo dire che è quasi più sicuro andare per strada che in ciclabile. Tra le macchine che escono dai cancelli senza minimamente pensare, dando su una ciclabile e dovrebbero accertarsi che non sta arrivando una bici, auto in sosta sulla ciclabile come niente fosse, vigili, carabinieri o polizia stradale che piazzano i loro veicoli in ciclabile per controllare il traffico, pedoni che camminano tranquillamente in ciclabile anche se ha mezzo metro c’è per loro la corsia dedicata e anche ciclisti, e questo mi fa ancora più incazzare, che percorrono bellamente la ciclabile in contromano. Il rispetto mi viene da pensare che non esista più. Ognuno in Italia fa quel che gli pare. All’ estero, Germania, Olanda, Danimarca questo non è la norma. Dove stiamo andando? Che paese di anarchici e maleducati sta sempre più diventando il nostro caro paese?…. Comunque nonostante tutto continuo ad usare la bici, con gli occhi belli aperti, se non altro ne guadagno personalmente in salute e non concorro all’aumento dell’inquinamento.

  11. Marco ha detto:

    Un marciapiede colorato o con disegnato sopra una bici non diventa magicamente una ciclabile.

  12. Marco ha detto:

    La maggior parte non sono a norma perlopiù non viene fatta manutenzione….più che ciclabili sembrano piste da motocross…e pericolose per l uscita delle auto dalle proprietà private…vicino a casa mia hanno ridipinto di rosso persino l erba che usciva dall asfalto….si vuol fare le nozze coi fichi secchi…..

  13. Antonio ha detto:

    vivo a Roma e la maggior parte delle ciclabili sn a dir poco pericolose,fatte male,perennemente sporche e piene di vetri.per nn parlare delle tante auto parcheggiate sulle ciclabili e auto che escono dalle stradine senza curarsi minimamente di rispettare noi ciclisti.pedoni che bivaccano e se chiedi permesso ti alzano subito il dito medio.ecc.ecc.

  14. Roberto Greco ha detto:

    Non avete neanche idea di quanto sia difficile progettare una ciclopedonale a norma, quando non vi é disponibilità di spazio a cui si aggiunge la carenza cronica di fondi e l’incredibile aumento dei costi… Non parlate per favore di indisciplina dei progettisti.
    Lo dice un biker progettista

  15. Giacomo ha detto:

    La gente ignorante parla ,piu delle volte ,tanto per parlare ,dando la colpa sempre a quella categoria ,i ciclisti mentre gli altri tutti perfetti

  16. Claudio ha detto:

    Potrà anche essere vero, ma come la mettiamo con le auto parcheggiate sulle ciclabili e con i pedoni che perennemente ci passeggiano?

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