[Riceviamo e pubblichiamo in versione integrale il comunicato sull’azione di disobbedienza civile compiuta a Brescia nella notte tra giovedì 14 e venerdì 15 dicembre 2023 sul ring di Via Turati, dove i cittadini hanno disegnato una corsia ciclabile]
Ciclabile delle persone per le persone
Siamo cittadine e cittadini di Brescia. Nella notte tra giovedì 14 e venerdì 15 dicembre abbiamo disegnato una corsia ciclabile su via Turati. A Brescia è la seconda volta che accade: la prima, sempre in via Turati, era successo nella notte tra il 13 e il 14 ottobre 2022. Non chiamatela ciclabile clandestina: è un’azione di disobbedienza civile compiuta a beneficio di tutte le persone per mandare un messaggio chiaro alla città e a chi la amministra.

Via Turati è un passaggio cruciale per la mobilità di Brescia: occupa il lato est del famoso anello – il cosiddetto ring – che circonda il centro storico e funziona da importante raccordo tra la parte sud e sud-est e la zona nord della città.

Tuttavia la via è pericolosa e insicura, soprattutto per chi si sposta in bicicletta: la carreggiata è molto larga, è sprovvista di cordoli salvagente sugli attraversamenti pedonali, i mezzi motorizzati procedono a velocità oltre i limiti consentiti (50 km/h), il traffico motorizzato è intenso, non esiste né pista né corsia ciclabile. Via Turati è un esempio evidente di inadeguate infrastrutture e scarsa cultura ciclabile.

Il mancato intervento su quella via favorisce ancora chi si sposta in auto: se da sud devi spostarti a nord in bicicletta hai due possibilità, o percorrere Via Turati in condizioni di totale insicurezza o allungare il tragitto passando per il centro storico. Il messaggio è chiaro: se usi la bici, sei utente di serie B della strada. Eppure la nostra è una delle città più inquinate d’Europa, con un tasso di motorizzazione di 64 auto per 100 abitanti (Milano 49, Barcellona 36, Berlino 33, Parigi 25).

Il fervido clima di una campagna elettorale avvincente è alle spalle da mesi, il 14 e 15 maggio la città ha espresso il suo parere: è tempo di scelte coraggiose, è il momento di mettere in atto l’obiettivo di ciclabilità diffusa intorno a cui si sviluppa tutto il Biciplan, è ora di tradurre in fatti le promesse elettorali (città dei 15 minuti, città a zero emissioni, Brescia European Green Capital, città giusta e inclusiva, Brescia più gentile) della sindaca Laura Castelletti, del suo vice e assessore alla mobilità Federico Manzoni e della sua maggioranza.

Crediamo che la bicicletta sia parte essenziale del cambiamento a beneficio non solo di chi la usa, ma di tutta la comunità. Lo spazio pubblico non è infinito, auspichiamo una città che metta al centro le persone.
Chiediamo quindi che il ring smetta di essere l’autostrada urbana di Brescia ad uso esclusivo delle auto in un’ottica di rigenerazione dello spazio pubblico.
















Non concordo assolutamente con Vittorio. La ciclabile di cui parla (ampio percorso protetto sotto gli alberi) è una sterrata abbastanza dissestata da un lato della strada, quello opposto alla ciclabile apparsa nottetempo. Attualmente tale percorso è pericoloso, sconnesso e scivoloso a causa del ghiaietto. Quando piove diventa anche infangato e quindi non può essere considerato un percorso ciclabile. Se il Comune decidesse di sistemare quel tratto sarebbe anche buona cosa. Il problema è che diventerebbe uno dei tantissimi tratti a doppio senso su un lato della strada, che tanto piacciono al comune di Brescia; questi tratti ti costringono ad attraversare la strada per cambiare direzione o quando terminano, contribuendo a rallentare notevolmente la percorrenza. Come fai se percorri quella ciclabile verso nord, quando arrivi in cima alla salita di via Turati, a proseguire? L’unica corsia attuale per le auto di via Turati, in direzione nord, andrebbe ristretta visto che viene usata in modo improvido e fuorilegge come doppia corsia. In quel modo si ricaverebbe spazio per una corsia ciclabile come quella disegnata.
Premetto che in generale guardo con simpatia a queste iniziative che mirano a smuovere le acque, ma proprio in questo caso faccio fatica a capire, anche perchè un po’ conosco la zona: c’è un ampio percorso protetto sotto gli alberi (si vede in foto sulla sinistra); non si farebbe prima a utilizzare quello con la bici? Perchè la ciclabile semplicemente dipinta sull’asfalto non protegge dalle auto che sfrecciano
E più facile pensare alla casa della CULTURA ( 40..milioni) che risolvere il problema delle ciclabili. Le ultime in zona via Diaz non sono altro che un’esposizione di fittoni e chi le usa non si sa. In via BETTOLE dopo anni di segnalazioni e richieste manco i cartelli e la segnaletica orizzontale controllata dai “Tecnici”. Incidenti giornalieri, lampioni divelti, recinzioni e cancelli sfondati. A compenso 2 ciclabili oscene che A2 a non pulisce per mancanza di mezzi idonei. Però il parco cave con RSA e l’ anacronistica rotonda e le 3 ore giornaliere di coda il sempiterno Ass. Manzoni non c’è le fa mancare.
Ciclabili apparibili dovrebbero disegnarle la notte ogni fine settimana