Diari

L’Eroica a modo nostro: diario

L’Eroica a modo nostro: diario

L’Eroica protagonista delle pedalate dei lettori. Ecco il diario di Graziano Majavacchi, 70 anni, cicloturista lento, in sella e in viaggio da 30 anni.

Tre lunghe, bellissime giornate passate a pedalare sulle nostre gravel; litri di sudore, sorrisi e bocche spalancate (dallo stupore e dalle “tremende” rampe) lungo le più famose strade bianche del ciclismo, in quel di Siena.

Nei paraggi, a Gaiole in Chianti, ai primi di ottobre, ormai da molti anni, gli “eroici” del pedale, (su bici ed abbigliamento d’antan) sfidano la legge di gravità tra il Chianti, la val d’Orcia e le Crete senesi.

Io e Marco invece, che “eroici” non lo siamo per niente, abbiamo percorsi i 210 km e quasi 4000 metri di dislivello in 3 tappe, adattando le nostre scarsissime qualità di cicloturisti molto stagionati (…. 132 anni in due) ad un percorso che sembra pennellato di pura magia.

Sono stati lunghi attimi di felicità cicloturistica ed anche, per la verità, di qualche raro momento di sconforto, specialmente quando le salite sembravano imprigionarci per l’eternità.

Si parte per la nostra Eroica

davanti al castello di brolio Eroica diario Majavacchi
Davanti al Castello di Brolio

Partendo da Gaiole in Chianti abbiamo seguito semplicemente i cartelli marrone con la scritta “Eroica”. Il percorso è segnalato benissimo, non abbiamo usato il GPS. Gli occhi si sono persi dentro un territorio che ci ha lasciato spesso senza fiato per la bellezza paesaggistica. E per le innumerevoli rasoiate “spaccaossa” (almeno le nostre).

Da Gaiole a Montalcino, la seconda tappa ad Asciano e infine ancora a Gaiole. Un ritorno nel Medioevo. Tra borghi merlati, vigneti a perdita d’occhio, casali, pievi e castelli, il verde dei boschi e dei prati si perdeva dietro le ondeggianti e dolci colline. Che poi, a pedalarci sopra, così tanto dolci non si sono rivelate affatto.

In questa strana e volubile estate sole, vento e pioggia hanno impreziosito ogni nostra lenta pedalata che si perdeva nel rumore delle ruote sui sassi dello sterrato tra silenzi quasi assodanti.
“Le discese ardite e le risalite” sono state le nostre fedeli compagne di viaggio. Vedere, dall’alto, le loro bianche traiettorie era uno spettacolo incredibile, fili sottili che univano il formidabile, stupendo “puzzle” tra Natura e lavoro dell’uomo.

Eroica diario Majavacch Segnaletica

Qui dentro le nostre gravel hanno profumato di fiori, di sapori gustosi, di amicizia e cordialità. Una magica alchimia che ci ha preso alla gola ci ha scosso nel profondo e lasciati senza fiato, complice anche le continue difficoltà altimetriche e qualche crampo assassino che mordeva senza pietà i nostri poveri adduttori.

Nelle ultime pedalate, prima di piombare in discesa su Gaiole, un pensiero vagava tra i miei pochi neuroni rimasti indenni. Immaginare, disegnare e mettere in atto un giro così è certamente lavoro di un genio e quindi lunga vita ed un grazie enorme a Giancarlo Brocci l’inventore dell’Eroica, che ha reso possibile, con il percorso permanente e fruibile a tutti (anche a gente come noi), di pedalare, vivere e godere di posti così.

E finire, finalmente, molto confusi ma felici e sorridenti davanti al busto di Luciano Berruti, l’eroico numero uno! Credetemi ragazzi, ne è valsa la pena, eccome!

Per le tratte e l’evento, visita anche il sito ufficiale de l’Eroica

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