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Gli stipendi delle donne nel ciclismo sportivo sono bassissimi. A volte inesistenti.

Gli stipendi delle donne nel ciclismo sportivo sono bassissimi. A volte inesistenti.

Come sono gli stipendi delle donne nel ciclismo? Il gender pay gap, cioè la differenza salariale tra uomini e donne nel ciclismo professionistico, è una delle disuguaglianze più evidenti nello sport moderno. Nonostante la crescente popolarità del ciclismo femminile e i progressi verso la parità di genere, le cicliste continuano a guadagnare significativamente meno rispetto ai loro colleghi maschi.

Questa disparità salariale si manifesta non solo nei contratti annuali dei ciclisti, ma anche nei premi delle competizioni più prestigiose, come il Tour de France. Mentre gli uomini competono per milioni di euro, le donne lottano per cifre ben inferiori, con differenze che possono arrivare fino a dieci volte meno. Questo squilibrio riflette problemi più ampi relativi all’attenzione mediatica, alle sponsorizzazioni e all’infrastruttura del ciclismo femminile, dimostrando quanto sia ancora lunga la strada verso una vera parità economica nello sport.

Il Tour de France

Prendiamo come esempio il Tour de France 2024. Il montepremi della gara maschile ammontava a 2,3 milioni di euro, di cui €500.00 destinati al vincitore e €11.000 a ogni vincitore di tappa.

Montepremi Tour de France 2024
Montepremi maschile TDF

Il montepremi totale del TDF Femmes ammontava a €500.000. Di questi, €50.000 erano destinati alla vincitrice, che per la cronaca è stata Kasia Niewiadoma del team Canyon-SRAM. La ciclista polacca ha battuto Demi Vollering del team SD Worx-Protime e Pauliene Rooijakkers della Fenix-Deceuninck.

Le vittorie di tappa sono state premiate con €4.000.

Montepremi Tour de France Femmes 2024
Gli stipendi delle donne nel ciclismo: montepremi TDF

In breve, il montepremi femminile rappresenta il 10% del totale dei premi in denaro disponibili nel Tour de France maschile.

I ciclisti più pagati (sono tutti maschi)

Tadej Pogacar A.S.O./Charly Lopez
Tadej Pogačar A.S.O./Charly Lopez

Passiamo agli ingaggi. Qui la sproporzione è ancora più evidente. Il ciclista più pagato è (dato del 2024) Tadej Pogačar, con 6 milioni di euro annui, per un contratto con la UAE fino al 2027. Nella classifica troviamo poi il suo connazionale Primož Roglič che con il nuovo contratto in RedBull-BORA-hansgrohe arriva a guadagnare 5,5 milioni di euro annui. Remco Evenepoel, percepisce “solo” 2,5 milioni annui alla Soudal-Quick Step, qualcosa in più del danese Jonas Vingegaard (2 milioni), di Wout van Aert e di Mathieu van der Poel. Tra gli italiani è Filippo Ganna ad avere il contratto più interessante: 2 milioni di euro con la INEOS Grenadier.

Gli stipendi delle donne nel ciclismo

E gli ingaggi delle donne? A febbraio sono usciti diversi articoli riguardanti un’offerta di 1 milione di euro da parte della UAE a Demi Vollering, vincitrice del Tour del 2023, per strapparla al Team SD Worx – Protime. Al momento in cui scriviamo la Vollering corre ancora per la SD Worx – Protime, che forse avrà rilanciato.

Quello che sappiamo è invece che gli sponsor della squadra – SD Worx, Protime e Specialized – hanno rinnovato il contratto fino al 2028, andando a supportare un team unico nel ciclismo femminile. Infatti il manager, Erwin Janssen, ha sottolineato che la loro è “una delle poche squadre di vertice nel gruppo che si concentra interamente sul ciclismo femminile.” Nel frattempo, Lotte Kopecky e Lorena Wiebes hanno rinnovato i loro contratti e rimarranno fedeli alla squadra fino al 2028. Non si dice niente, nel comunicato, della Vollering.

Demi Vollering e il Momento leMond

Demi Vollering, A.S.O./Thomas Maheux
Gli stipendi delle cicliste: il contratto milionario a Demi Vollering, A.S.O./Thomas Maheux

Se fosse confermata l’offerta di 1 milione di euro, si potrebbe parlare del Momento LeMond del ciclismo femminile. Greg LeMond è stato infatti il primo ciclista professionista a firmare un contratto superiore al milione di dollari, aprendo la strada ai contratti che vediamo oggi nel mondo maschile. Erano gli anni ’80.

Abbiamo dovuto attendere solamente 40 anni per sentire parlare di una cifra simile per le donne (anche se un milione di dollari nel 1984 corrisponderebbero a oltre 3 milioni di dollari nel 2024- n.d.r.). E non siamo nemmeno sicuri che sia stata davvero messa sul piatto.

Quello che sappiamo di certo è che la situazione degli ingaggi e degli stipendi nel ciclismo femminile rasenta l’assurdo.

Secondo i dati pubblicati dalla Cyclists’ Alliance, nel ciclismo femminile professionistico, il 57% delle cicliste guadagna meno di €15.000 all’anno, una cifra che evidenzia le gravi disparità economiche rispetto ai loro colleghi maschi. Inoltre, il 43% delle atlete ha dovuto rimborsare la propria squadra per servizi standard come l’assistenza meccanica, i test medici o i costi di viaggio per partecipare alle gare. Solo le squadre che fanno parte del World Tour Femminile sono obbligate a un salario minimo per le atlete (si parte da €35.000 annui), mentre non risulta nessun obbligo per le altre squadre.

Se si considera inoltre che il 77% delle cicliste firma contratti senza alcuna assistenza legale, si capisce che possono facilmente esporsi a condizioni contrattuali sfavorevoli e ulteriori incertezze professionali.

Certo, direte voi, ma a fare l’offerta contribuiscono anche la visibilità, la pubblicità, l’indotto, ancora ben diverso da quello generato dal mondo maschile. Tutto vero, ma l’attenzione è in crescita e lo sport femminile sta conquistando i meritati spazi. Per questa ragione non dobbiamo dimenticarci mai delle atlete, e parlarne il più possibile.

Il Gender Pay Gap in Europa

La disparità di trattamento salariale e contrattuale nel ciclismo professionistico non è altro che il riflesso di un problema ben più ampio che coinvolge tutti i settori economici.

I dati della Commissione Europea a disposizione fanno riferimento al 2022, ma sono chiari e significativi: per quanto riguarda l’economia nel suo complesso, nel 2022, il guadagno lordo orario delle donne è in media inferiore del 12,7% rispetto a quello degli uomini nell’Unione Europea (UE) e del 13,2% nell’area dell’euro.

Gender Pay Gap in Europa
Gender Pay Gap in Europa: gli stipendi delle donne vs quelli degli uomini

Nei vari Stati membri dell’UE, il divario retributivo di genere varia di 22,0 punti percentuali, oscillando da -0,7% in Lussemburgo a 21,3% in Estonia. In Italia va benino (4%), probabilmente perché siamo democratici nel tenere bassi tutti gli stipendi…

La notizia non confermata relativa al contratto proposto a Demi Vollering è lo spunto per tenere accesi i riflettori sulla disparità di genere e per ribadire quanta strada ci sia ancora da fare. Ma rappresenta comunque una speranza.

Commenti

  1. Dario ha detto:

    uomini e donne sono pari livello ognuno con le proprie caratteristiche quindi……VERGOGNATEVIIIIIII pari trattamento e soprattutto economicooooo

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