C’è un nuovo capitolo nella controversia riguardante i portabici per auto, riaccesa dalla recente sentenza del TAR del 28 agosto. Questa decisione ha confermato la validità delle due circolari emesse dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) nel settembre 2023 – attualmente ancora sospese – che imponevano restrizioni significative all’uso di questi dispositivi.
La questione, già dibattuta a lungo a suo tempo, è tornata così al centro dell’attenzione, sollevando dubbi e preoccupazioni tra i ciclisti di rientro dalle ferie estive. E naturalmente tra i produttori del settore – che in prima battuta avevano vinto il ricorso al Consiglio di Stato, facendo sospendere le circolari – ma che ora sono pronti a una nuova battaglia legale.
Ma andiamo con ordine per contestualizzare meglio il tema e cercare di fare chiarezza.
Portabici per auto: cosa sono e come funzionano
I portabici per auto sono dispositivi progettati per trasportare biciclette in modo sicuro e pratico, utilizzando il portellone del bagagliaio o il gancio traino. Esistono diversi tipi di portabici, tra cui quelli a tetto, a gancio traino e a portellone, ognuno con caratteristiche specifiche in termini di capacità, stabilità e facilità di montaggio.
Le nuove regole (sospese) e la sentenza del TAR
Nel corso del 2023, una circolare del Ministero dei Trasporti ha introdotto nuove regole sui portabici gancio traino per auto (attualmente sospese, ndr), stabilendo criteri più rigidi in termini di dimensioni e modalità di montaggio. Tra le novità più rilevanti, la necessità di effettuare una prova post-montaggio presso la Motorizzazione Civile, con conseguente aggiornamento del libretto di circolazione.
Queste norme sono state oggetto di un acceso dibattito. Dapprima “bocciate” dal Consiglio di Stato, che aveva accolto il ricorso delle aziende produttrici, e sospese a tempo indeterminato dal Ministero. Poi “riabilitate” dalla sentenza del TAR del 28 agosto 2024 che ha respinto il ricorso di nove aziende produttrici di portabici, ma ancora sospese. Creando così una situazione di incertezza normativa.
Le aziende produttrici e la reazione alla sentenza
Le aziende del settore, rappresentate da Co.Ra. spa, come riporta Il Giorno hanno espresso il loro disappunto per le motivazioni fornite dal Tar, ritenendole irragionevoli. Secondo Luigi Pini, consulente legale di Co.Ra., la decisione si basa su considerazioni che non tengono conto dell’importanza del trasporto di biciclette, sia per motivi ricreativi che ambientali.
Pini ha dichiarato che, qualora la circolare venisse riattivata, le aziende sono pronte a rivolgersi al Consiglio di Stato per un ulteriore ricorso, dimostrando quanto la questione sia ancora aperta e potenzialmente controversa.
Intanto i possessori di portabici gancio traino per auto stanno contattando le aziende per avere delucidazioni. L’azienda Peruzzo – in prima fila tra le ricorrenti – oltre a rassicurare i propri clienti sulla possibilità di continuare ad utilizzare i portabici (finché non ci saranno ulteriori novità, ndr) sottolinea in una risposta a un post su Facebook l’assoluta mancanza di dialogo con il MIT guidato da Matteo Salvini: “Abbiamo inviato una quarantina di mail tramite pec, cercato di contattare il Ministro direttamente tramite social, ma non abbiamo mai ricevuto risposta. I tecnici stanno studiando un’eventuale alternativa, sperando comunque che la circolare non entri in atto. Le tempistiche però non sarebbero delle più brevi, in quanto sarà eventualmente necessaria l’omologazione di un eventuale accessorio e non possiamo predirne i tempi burocratici”.

La posizione di FIAB: critiche e proposte
In merito alla controversia sui portabici per auto, la FIAB (Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta) ha espresso un’opinione fortemente critica nei confronti delle recenti decisioni del TAR del Lazio e delle circolari emesse dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) nel 2023. Secondo la FIAB, le motivazioni alla base della sentenza del TAR e le interpretazioni normative proposte dal MIT sono prive di logica e non tengono conto della realtà pratica e delle esigenze dei ciclisti.
La FIAB, tramite il proprio Centro Studi, ha sottolineato come l’applicazione delle norme in modo restrittivo renda di fatto impossibile l’uso dei portabici a sbalzo sulla maggior parte delle autovetture, contestando la validità delle argomentazioni che equiparano le biciclette a carichi orizzontali difficilmente visibili come pali o sbarre. FIAB critica anche l’obbligo di visita presso la Motorizzazione Civile, ritenuto un aggravio inutile, e il requisito di occultare le luci del veicolo trainante, considerato insensato dal punto di vista della sicurezza stradale.
La Federazione, inoltre, denuncia l’illogicità di esentare gli automobilisti stranieri dall’obbligo di conformarsi alle stesse regole, mettendo in discussione la coerenza delle misure in termini di sicurezza. L’affermazione del TAR secondo cui le biciclette non sono mezzi di trasporto essenziali è stata definita da FIAB come irresponsabile e contraria ai principi normativi italiani che promuovono la mobilità sostenibile.
FIAB auspica che, in mancanza di una revisione delle circolari da parte del MIT, il Consiglio di Stato possa correggere le interpretazioni normative in modo da allineare l’Italia agli altri paesi dell’Unione Europea, dove le regole sono meno restrittive e più favorevoli all’uso della bicicletta come mezzo di trasporto. Posizione e analisi che come Bikeitalia condividiamo in ogni suo punto.
Ricapitolando: qual è la situazione attuale?
Al momento, le nuove regole rimangono in stand by. Per essere riattivate sarebbe necessario un ulteriore intervento da parte del Ministero dei Trasporti, che dovrebbe formalizzare l’annullamento del provvedimento precedente. Cosa che non al momento non ha fatto. A tutt’oggi, dunque, i portabici “fuorilegge” secondo le nuove regole possono continuare a circolare.
Questa situazione di incertezza non riguarda solo l’aspetto legale, ma anche economico. In Italia, si stima che circolino almeno 250-300 mila portabici, un numero significativo che evidenzia l’importanza di una soluzione chiara e definitiva.
Che cosa significa per i possessori di portabici per auto?
Per i possessori di portabici gancio traino per auto, la situazione attuale permette ancora l’uso di questi dispositivi, ma è consigliabile tenersi aggiornati sulle eventuali modifiche normative da parte del MIT, qualora ce ne fossero.
In caso di riattivazione delle nuove regole contenute nelle circolari attualmente ancora sospese, potrebbe essere infatti necessario adeguare il proprio portabici alle nuove disposizioni per evitare sanzioni o problemi durante i controlli stradali. La questione, insomma, è ancora aperta.
Su Bikeitalia continueremo a seguire la questione e a tenervi aggiornati in caso di novità.













A questo punto mi viene il dubbio se il TAR secondo cui le biciclette non sono mezzi di trasporto essenziali sia a sua volta necessario .
A questo punto mi viene il dubbio se il TAR secondo cui le biciclette non sono mezzi di trasporto essenziali sia a sua volta necessario
Nel 1997 acquistai un VW Westfalia , per applicare il portabici sul portellone dovetti fare il collaudo in motorizzazione con annotazione sul libretto di circolazione( c’erano solo limitazioni alla lunghezza del portabici ) . Dopo 2 anni il collaudo non serviva piu’ ! Buttati tempo e soldi per ottemperare alle fantasie dei legislatori.
Solo pensare di caricare sul portabici sul tetto ( l’unico ” in regola” ) 2 o 3 e-bike mi sembra follia , oltre che di difficile attuazione. Stiamo a vedere come fa a finire questa volta.
desidero acquistare un portabici da gancio traino ma visto come vanno le cose….omologa gancio …..portabici da gancio omologato tassa occulta?? maaàaa
Ma è mai possibile che le cose semplici bisogna renderle sempre più complicate quando basterebbe solo un po di buon senso . Mio caro ministro ci rendiamo conto che migliaia di lavoratori e altrettante famiglie rischiano di trovarsi senza un reddito mettendo in ginocchio un intero settore . Quando c’è da pagare dobbiamo allinearci all’Europa , in questo caso basterebbe fare lo stesso non mi sembra una cosa molto difficile . Che ne pensi ?
Chi legifera dovrebbe anche motivare le decisioni ovvero i portabici hanno causato x incidenti con x feriti e x morti, ecc… se si dedicassero seriamente alla sicurezza stradale ne avrebbero di cose da mettere a posto prima di intervenire sui portabici e piste ciclabili, inoltre quando vado in città mi carico le bici e mi fermo ” fuori porta” per dare un contributo al traffico e all’ambiente, ora se non posso portare le bici andrò in macchina ! intelligentoni i miei complimenti, e poi consentitemi lo sfogo questo succede solo in Italia dove non non è possibile fare nulla, dal gancio ai portabici al camper e cambiare i sedili all’auto, tutto soggetto a regole che poi oltretutto ogni motorizzazione applica a modo suo, purtroppo è mia convinzione che con qualsiasi colore politico al governo non ci arriveremo mai, è questione di DNA. Grazie
Questa incomprensibile situazione di caos che non tiene conto della realtà,riguardo per esempio le dimensioni delle bike,mette a rischio di rivalsa da parte dell’assicurazione in caso di sinistro.
Vergognoso,semplicemente vergognoso l’atteggiamento superficiale e scorretto con cui il ministero affronta la questione. Salvini, non ha nessun rispetto per le aziende produttrici e i cittadini. Un ministero fatto di persone serie avrebbe sentito subito le ragioni dei produttori e delle associazioni ciclistiche. Solo dopo aver raccolto dati e pareri, sempre in collaborazione con gli stessi, poteva deliberare con cognizione di causa. Purtroppo, questo non avviene perchè per loro conta solo l’apparire. Più importante riempire i social di messaggi inutili…per non dire di peggio. Il tempo per quello lo si trova!! Ricordatevi quando andate a votare di questi personaggi…!!
Quando l’incompetenza è la regola, quando chi legifera non solo non conosce il settore, ma nemmeno si guarda intorno (in Europa gli altri paesi che fanno?), queste sono le conseguenze.
Siamo il paese con più leggi al mondo, la metà delle quali incomprensibili e/o in contrasto tra loro. Il paese degli azzeccagarbugli, delle approssimazioni illogiche, della politica che apre bocca ma non sa di cosa parla.
Il Ministro Salvini, poi, sta ai trasporti come un panettiere sta all’informatica (con rispetto di tutti i panettieri di Italia).
Comunque, per far capire i danni sull’indotto, avevo pianificato l’installazione del gancio sulla nuova macchina per poi mettere il portabici. Non comprerò né l’uno né l’altro ( a spanne 1.500-2.000 euro) e le rispettive aziende ringrazino.
Il ministro – oltre che odiare le biciclette – purtroppo è molto ben consigliato in quanto 300 mila portabici che vanno in motorizzazione per far omologare il sistema di trasporto e segnandolo sul libretto di circolazione vanno moltiplicati per almeno 300€ di tassa che fanno tanti euri…..90 milioni di euro.
Ho speso una piccola fortuna per un gancio traino omologato dal produttore della vettura ( no after market) e altrettanto per un porta bici di primaria marca dotata di tutte le omologazioni e sicurezze del caso. Ho comperato anche il cartello quadrato a bande rosse e bianche omologato per i carichi sporgenti. Forse dovrò utilizzare il lampeggiante? O l’auto di scorta per due bici che uso per evitare di inquinare in primo luogo e ridurre il parco di auto circolanti? Il nostro ministro o è mal consigliato oppure deve battere cassa. Di sicuro non va in bici.
( e si vede)
con quel genio al ministero i burocrati hanno vita facile
Siamo come al solito in un paese di matti. Riusciamo a complicare anche le cose più semplici. L’assurdo è che per noi italiani non vanno bene per gli stranieri invece possono circolare con la normativa vecchia. Allora dico: signori funzionari e ministro visto che siete ben pagati spiegatemi dove sta’ la sicurezza come scusante. Leggi senza senso solo ed esclusivamente per fare cassa. Mi piace però ancora pensare e sperare che in questo paese ci sia ancora qualcuno con un briciolo di cervello in modo da poter bloccare questa grande carnevalata senza senso.
in Italia le cose semplici vanno complicate !
le biciclette non saranno mezzi di trasporto essenziali ma un cervello funzionante quello si che sarebbe essenziale ma a leggere certi deliri dei nostri adorati governanti parrebbe non esserlo.
Non capisco se quelli che decidono al solito lo fanno senza cognizione di causa. I portabici sul tetto sono veramente pericolosi (quelli con l’asta centrale) facile perder le bici
basterebbe aggiungere targa e luci obbligatorie e cartello bianco e rosso per i carichi sporgenti anche se la maggior parte ne è già provvista,meno male che siamo ecologisti.