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Giro delle Fiandre: tutto quello che devi sapere e dove vederlo in tv

Giro delle Fiandre: tutto quello che devi sapere e dove vederlo in tv

Il Giro delle Fiandre (La Ronde), seconda classica monumento della stagione, è un vero e proprio gigante del ciclismo mondiale. Scopriamo insieme la storia, lo spirito, il percorso e il Giro per chi vuole cimentarsi con i muri e i pavé.

Lassù al Nord “la Ronde” è ancora l’istituzione più importante e la domenica che si corre è il vero giorno della festa nazionale. La “Settimana Santa” delle Fiandre inizia la domenica prima con la Gand-Wevelgem (addirittura il venerdì se si considera anche Harelbeke), prosegue il mercoledì con la Dwoors Van Vlanderen e si conclude con il mitico Giro delle Fiandre. Le Fiandre si fermano. È festa, la gente è fuori in strada. Biciclette, muri e birra.

Non soltanto l’amore e la passione della gente, il Fiandre è anche la classica più amata dai Pro, quella che più di ogni altra sognano di correre e vincere. Per i belgi è la corsa della vita. C’è un detto che recita più o meno così: “per un belga vincere un fiandre è come vincere un mondiale, per un fiammingo è come vincere un tour”.

Numeri, storie e volti del Giro delle Fiandre

giro delle fiandre in bicicletta
Bruges

L’edizione numero 109 del Giro delle Fiandre (Ronde van Vlaanderen in fiammingo, o come detto, semplicemente “De Ronde”) prenderà il via domenica 6 aprile dal Markt, la piazza centrale di Bruges, per concludersi dopo 269 chilometri a Oudenaarde, cittadina nel cuore dei muri del Fiandre.

Ideata dal giornalista Karel Van Wynendaele, fondatore del giornale SportWereld, la prima storica edizione si svolse il 29 maggio del 1913 con partenza e arrivo a Gent su di un percorso di ben 324 chilometri. La corsa fu vinta dal Belga Paul Deman (davanti ai connazionali Van Daele e Doms) che impiegò poco più di 12 ore per completare il percorso, alla media dei 26,880 Km/h. Dei 37 ciclisti che si presentarono alla partenza di Gent, solo 16 riuscirono a tagliare il traguardo.

Sempre Karel van Wijnendaele non specificò all’atto della prima edizione, che la gara ovviamente doveva prevedere delle pietre, perché “senza pavé sono tuttalpiù escursioni in bicicletta”. Questo scrisse sul giornale in un articolo dell’aprile 1927. Sospesa dopo due sole edizioni a causa della Prima Guerra Mondiale, riprese nel 1919 e da allora si è corsa ininterrottamente, unica grande classica a non aver subito interruzioni nemmeno durante gli anni bui del secondo conflitto mondiale.

Le Nazioni più blasonate

Sono 11 le nazioni che hanno visto trionfare un proprio portacolori sulle strade della Ronde, la corsa dei belgi per antonomasia. Il Belgio spicca, infatti, sul gradino più alto del podio con ben 69 successi (ultimo Gilbert nel 2017 con un grande attacco ai meno cinquanta dall’arrivo). Ultimo podio tutto belga nel 1999, con Van Petegem davanti a VDB e Museeuw a completare una tripletta regale. Dietro al Belgio troviamo staccatissime l’Olanda con 13 successi (3 per il solo Van Der Poel, vincitore lo scorso anno) e l’Italia che segue a quota 11 (l’ultimo risale alla stoccata emozionante e inaspettata di Bettiol nel 2019).

Gli atleti vincenti

Foto di Romano Brizzi e Francesco Zelotti

È l’unica classica monumento in cui gli atleti che hanno vinto più edizioni si sono fermati a tre vittorie – e questo la dice lunga sulla difficoltà della corsa. A voler fare un po’ di ironia è anche una delle poche corse dove tra i pluri-vittoriosi non compare il nome di Eddy Merckx (il Cannibale si è fermato a due successi).

Sette corridori hanno ottenuto tre vittorie: Achiel Buysse, Fiorenzo Magni, Eric Leman, Johan Museeuw, Tom Boonen, Fabian Cancellara e Mathieu Van der Poel. Il grande Fiorenzo Magni (soprannominato “Leone delle Fiandre” dagli stessi fiamminghi) è stato l’unico corridore capace di vincere la Ronde per tre anni consecutivi, dal 1949 al 1951.

L’anima della “Ronde”

Visit Oudenaarde © Céderic Vandenberghe
Visit Oudenaarde © Céderic Vandenberghe (FB @VisitOudenaarde)

Lucien Buysse, vincitore del Tour del France del 1926 e pioniere del ciclismo belga dei primi del Novecento, durante un’intervista del 1955 rilasciò le seguenti parole al quotidiano Het Nieuwsblad: “Se morisse il re il giorno della Ronde non se ne accorgerebbe nessuno nelle Fiandre”. E questo perché, continuò il vincitore del Tour de France del 1926, “il re, la monarchia, il governo e tutto il resto valgono molto meno di un Giro delle Fiandre. Se chiedete a un fiammingo quando si festeggia la festa nazionale magari non lo sa, ma sicuramente sa quando si corre la Ronde”. Quali parole se non queste possono rendere al meglio l’anima del Fiandre?

Ed è proprio così, lassù la vera festa nazionale non ha nulla a che fare con il 21 luglio e con il giuramento di Leopoldo I alla nuova costituzione del Belgio. Cade a primavera, di solito vicino a Pasqua. E toccherà al meteo decidere se sarà un Fiandre di pietre e polvere o di pietre e fango. Quasi certo sarà il vento che soffia di lato.

La definizione di “Settimana Santa” rende bene l’idea di come sia vissuta questa corsa. I tifosi iniziano ad arrivare parecchi giorni prima per prendersi i posti migliori. Camper e auto parcheggiati in ogni buco disponibile, tende, bandiere gialle con il leone delle Fiandre che sventolano ovunque, canti, musica e ovviamente fiumi di birra.

I muri del Fiandre

Koppenberg - Ronde  Vam Vlaanderen, Foto di Romano Brizzi e Francesco Zelotti
Koppenberg Giro delle Fiandre, Foto di Romano Brizzi e Francesco Zelotti

L’elemento più iconico della corsa è rappresentato dai suoi muri che sono per la gran parte in pavé. Pochi sono invece i tratti pianeggianti in pavé. Ma si stratta di pietre “gentili”, non sconnesse, ben battute e sistemate, quasi un tappeto in confronto alle pietre infernali della Roubaix.

Il muro più famoso è il Muro di Grammont, (“Muur van Geraardsbergen” in fiammingo). Presente nel percorso dal 1969 al 2011, rappresentava l’ultima o la penultima difficoltà della corsa e pertanto molto spesso si è rivelato decisivo e teatro di epici duelli (tipo Boonen-Cancellara). Quest’anno non ci sarà, il fascino rimane intatto ma il suo ruolo decisivo si è un po’ perduto negli ultimi anni con il cambio della località di arrivo.

Altro muro mitico è il Koppenberg, uno striscia di pietre stretta tra due argini che si arrampica rettilinea in cima alla collina. 800 metri infernali, con punte oltre il 20%, se piove e si mette piede a terra è impossibile ripartire in sella e bisogna portare su la bici a mano. Sorte toccata anche al grande Merckx in un Fiandre piovoso e fangoso.

Altri celebri muri, divenuti decisivi negli ultimi anni con lo spostamento dell’arrivo a Oudenaarde, sono l’Oude Kwaremont e il Paterberg. Il vecchio Kwaremont è il muro più lungo e presenta pendenze meno ripide degli altri, spesso si riesce a far la differenza andando via di forza nella parte intermedia dove spiana appena. Il giorno della corsa, vengono posizionate le tribune e sembra di essere in un’arena a cielo aperto. Inchiostro di giornali, citazioni e commenti di corridori; quante parole son state spese negli anni su questi muri leggendari.

Edizione 2025

Il primo cambiamento rispetto alla passata stagione sarà la sede di partenza. Non più da Anversa, ma Bruges, capoluogo delle Fiandre Occidentali. Confermatissimo ormai da parecchi anni è invece l’arrivo ad Oudenaarde sul lungo rettilineo della Minderbroedersstraat. I chilometri totali da percorrere saranno 268,9 con 16 muri e 7 tratti in pavé, per un dislivello complessivo di poco superiore ai 2000 metri.

Tutto tranquillo fino al chilometro 109, dove si incontra il primo tratto di pavé (Doorn), seguito a ruota dal primo dei tre passaggi sull’Oude Kwaremont. Ci sarà il ritorno dell’Eikenberg, appena prima di Wolvenberg e Holleweg.

Percorso uomini 2025 Giro delle Fiandre

Identico alle edizioni precedenti invece il finale. Ai 45 km circa dall’arrivo c’è il mitico e tremendo imbuto del Koppenberg, seguito da Maria Borrestraat, Steenbeekdries, Stationsberg, Taaienberg e Nuovo Kruisberg/Hotond. L’accoppiata in sequenza Oude Kwaremont – Paterbeg rappresenterà l’ultima sfida “vis a vis”, prima dei 13 chilometri finali che portano sulla linea d’arrivo.

Dove vedere il Giro delle Fiandre

Tutte le informazioni sulla corsa maschile si trovano su Race info – Men Elite | Ronde van Vlaanderen.
Il Fiandre sarà trasmesso in diretta sui canali Eurosport (con la telecronaca di Luca Gregorio, Riccardo Magrini e Moreno Moser). Se non volete perdervi neanche un metro/minuto della corsa, la potete seguire in streaming su Discovery+.

I (potenziali) protagonisti del Fiandre 2025

Chiudiamo la presentazione dell’edizione di quest’anno con una menzione sui possibili protagonisti e favoriti della corsa. In pole mettiamo sicuramente il campione olandese Van der Poel, sia per l’ottimo stato di forma (Sanremo e Harelbeke in meno di una settimana) sia per il feeling incredibile con il Fiandre (nelle ultime cinque partecipazioni, tre vittorie e due secondi posti). Partirà con il numero 1 ed è il favorito, con l’occasione di vincere il suo quarto Fiandre, impresa mai riuscita a nessuno in più di cent’anni di storia della corsa. Il rivale principale sarà Tadej Pogacar, il fuoriclasse sloveno, vincitore a Oudenaarde nel 2023 proverà a prendersi la rivincita staccando VDP su uno degli ultimi muri, cosa non riuscitagli su Cipressa e Poggio.

Altri due pretendenti di primissima fascia sono il belga Van Aert e Pedersen. Il belga, idolo dei fiamminghi, si è fatto vedere poco in gara con l’intento di presentarsi al meglio per la settimana Fiandre-Roubaix. Finora tanti piazzamenti ma è mancata la stoccata giusta, che sia la volta buona? Il danese, sempre protagonista negli ultimi anni nelle classiche del nord, arriva con un ottimo colpo di pedale, dopo il secondo posto ad Herelbeke (battuto solo da VDP) e la grande vittoria alla Gand con una fuga solitaria di cinquanta chilometri.

Le speranze italiane sono affidate in primis a Filippo Ganna (anche lui in gran forma), che ha sciolto le riserve e tornerà a correre il Fiandre dal 2019, anno in cui proprio l’altro nostro portacolori Alberto Bettiol andò a prendersi un’indimenticabile vittoria. Facciamo anche il nome di Luca Mozzato, l’anno scorso secondo al traguardo dietro al fenomeno olandese.

Ronde al femminile

La XXII edizione del Giro delle Fiandre femminile non parte da Bruges ma ha come sede di partenza ed arrivo Oudenaarde, con un percorso ad anello di 168,6 km.

Percorso donne Giro delle Fiandre 2025

Il gruppo femminile affronterà 12 muri (molti in comune con la corsa maschile) e diversi settori in pavé, con arrivo identico sul rettilineo finale della gara uomini.

Prima parte di gara piatta e senza difficoltà, poi al chilometro 65 si incontra la prima salita, l’Edelareberg che dà l’avvio alla seconda parte dove si concentrano muri e difficoltà. Ai meno 50 il passaggio da Oudenaarde con a seguire il tremendo Koppenberg, poi Steenbeekdries, Taaienberg e Oude Kruisberg. Ultimi 17 chilometri uguali identici alla gara maschile, Oude Kwaremont e Paterberg prima della picchiata di 13,2 km al traguardo.

I sogni tricolori sono sulle spalle dell’eroica Elisa Longo Borghini vincitrice in carriera di due Ronde, nel 2015 e lo scorso anno sotto una pioggia battente. Partirà con il numero 1.

Tutte le informazioni sulla corsa femminile si trovano su Race info – Women Elite | Ronde van Vlaanderen.

Il Giro delle Fiandre per i cicloamatori e cicloturisti

Per chi ama la bicicletta e nutre una vera e profonda passione per questo magnifico sport non può mancare nella vita un viaggio per pedalare in sella alla propria bicicletta sulle strade delle Fiandre.

Stradine di campagna tra le fattorie, percorsi lungo la costa del Mare del Nord, sugli argini dei canali, pianura, colline e i mitici muri. Piste e percorsi ciclabili praticamente ovunque, poco traffico, cultura della bicicletta e rispetto totale degli automobilisti verso chi pedala. Se non si ha paura del vento e di qualche goccia di pioggia sempre in agguato, pedalare lassù è un’emozione indescrivibile.
Le possibilità sono tantissime.

We Ride Flanders

Volete mettervi alla prova sul percorso dei professionisti? Il giorno prima del Fiandre si svolge la We Ride Flanders (quest’anno sabato 5 aprile) ovvero l’edizione della Ronde dedicata ai cicloamatori. Il percorso è lungo 230 km, in pratica lo stesso dei pro. Si evita solo il doppio passaggio Oude Kwaremont-Paterberg (lo si affronta una volta sola) e si parte dalla piazza di Bruges. L’arrivo è ad Oudenaarde sotto l’arco di arrivo dei Pro. Si taglia lo stesso traguardo e si può fare la foto ricordo sullo stesso podio sul quale il giorno dopo saranno premiati i Pro. Roba da pelle d’oca.

Per chi non ha nelle gambe il percorso lungo sono disponibili altre distanze, tutte con partenza e arrivo a Oudenaarde. I chilometri a disposizione sono 80, 128 e 158 e salgono tutti sui muri più famosi comunque presenti).

Flandrien Challenge

In bici nelle Fiandre come un vero Flandrien
In bici nelle Fiandre come un vero Flandrien

Per chi vuole sfidare tutti i muri del Fiandre e prendersela un po’ più comoda (ma non con meno fatica) c’è la Flandrien Challenge, una sfida ciclistica in cui il mondo digitale e quello fisico si incontrano. Bisogna andare sul sito STRAVA della manifestazione e scaricare tutti i segmenti digitali delle salite leggendarie e dei tratti in pavè delle Fiandre. Sono 59 segmenti di pavè (muri o tratti in pianura) da completare in meno di 72 ore. Chi riesce nell’impresa diventa un Flandrien, cioè (parole loro) “un uomo o una donna d’acciaio. Un ciclista eroico che non si arrende mai, assapora le sfide e mangia il dolore a colazione”. Si ha diritto ad avere una pietra personalizzata con inciso il proprio nome esposta all’interno del Centre Ronde van Vlaanderen a Oudenaarde.

In vacanza in bici nelle Fiandre

Per chi vuole approcciare le Fiandre con uno spirito più “turistico e vacanziero” può leggere i contenuti che abbiamo realizzato su questa regione incredibile. Però vi segnaliamo ancora un paio di luoghi che un vero amante del ciclismo e della bicicletta non deve farsi scappare.

Nella piazza principale di Oudenaarde, c’è il Museo del Giro delle Fiandre (Centrum Ronde Van Vlaanderen). Il museo ripercorre più di cent’anni di storia di questa mitica classica monumento. Applicazioni multimediali, oggetti da collezione, maglie, biciclette e foto di campioni riportano in vita il Giro delle Fiandre. “…Pavé, pioggia, cielo grigio, birra a fiumi, la quintessenza del ciclismo e le Fiandre, anima di una corsa che trascende e prescinde su tutto…”.

Al Peloton Cafè, dentro al museo, potete sedervi tra i cimeli esposti e sorseggiare una Kwaremont. La Kwaremont è una birra chiara con una storia decisamente particolare. Il suo nome fa ovviamente riferimento al muro del Giro delle Fiandre e la sua gradazione alcolica si riferisce all’esatta pendenza della salita. Viene servita in un bicchiere studiato appositamente per lei e con l’immagine di un ciclista sullo stelo. Birra, muri e biciclette…che passione!

Kwaremont Beer Foto di Romano Brizzi e Francesco Zelotti
Kwaremont Beer, Foto di Romano Brizzi e Francesco Zelotti

Altra tappa imperdibile è il Koers nella cittadina di Roeselare (circa 40 km a sud di Bruges). Il Koers – Museum van de Wielersport è un museo del ciclismo aperto in un’ex caserma dei pompieri nel centro della città. Ricco di cimeli, bici d’epoca, foto, maglie e testimonianze di grandi campioni del passato, il museo racconta il culto dei fiamminghi per la bicicletta. E soprattutto è la casa che raccoglie le memorie e i grandi trionfi dello squadrone belga Quick Step.

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Commenti

  1. G. Pezzitta ha detto:

    complimenti per il bellissimo articolo, completo in ogni aspetto.

  2. Maurizio Villani ha detto:

    Complimenti si nota passione per il ciclismo, capacità di osservazione e attenzione ai particolari…lettura piacevole e scorrevole 🔝

  3. Germano Mattei ha detto:

    Mitiche gare, imperdibili con la TV. Grazie per proporle!

  4. Giusto Buroni ha detto:

    Solo due stranezze, in un articolo bene impostato e ricco di dati storici e statistici molto interessanti:
    1. Chi è VDB, protagonista nel 1999?
    2. le tribune lungo i “muri” formano “un’arena a cielo aperto”: e come altro dovrebbe essere una “arena”? Coperta?

    [1. Frank Vandenbroucke, chiamato VDB > https://it.wikipedia.org/wiki/Frank_Vandenbroucke 2. L’arena può essere anche coperta > https://it.wikipedia.org/wiki/Arena_(edificio) – Bikeitalia.it]

  5. Raffaele Picone ha detto:

    da appassionato di ciclismo, voglio complimentarmi per questo articolo a dir poco meraviglioso.

  6. claudio merusi ha detto:

    Articolo scritto benissimo, fa venire voglia di affrontare il giro delle fiandre , o passare una breve vacanza in bicicletta nelle fiandre!

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