Quante volte siete entrati dal vostro ciclista di fiducia e l’avete visto alzare le braccia o lamentarsi di chi lo aiuta in officina: spesso giovani o giovanissimi, che non soddisfano mai le sue attese, quelle di chi il “mestiere” lo conosce magari da una vita e vorrebbe una nuova leva cui lasciare le incombenze più immediate: riparare la city bike della signora che ha i raggi storti, regolare il cambio elettronico della bici da corsa del manager di turno.
Sempre più negozianti sono alla ricerca di personale, meccanici nello specifico, ma non solo, esperti, affidabili, aggiornati. In una parola “formati”. E non “da formare”. Una volta insomma il mestiere lo si imparava a bottega, soprattutto quello del ciclo-meccanico, oggi invece i tempi stringono e può diventare molto time consuming formare qualcuno. Sempre più persone entrano in negozio e vogliono tutto e subito, sempre di meno è il tempo per spiegare e insegnare ai propri apprendisti. Meglio avere chi sa già dove mettere le mani.

Dall’altra parte, chi magari vuole affacciarsi nel mondo del ciclismo, non solo per passione, ma per farne un lavoro vero e proprio, ma non ne ha le competenze “tecniche”, non sa come fare e dove imparare: soprattutto giovani non ancora occupati oppure che, illuminati sulla via di Damasco, vogliono cambiar vita e aprire un negozio di bici.
Come si rimane aggiornati sulle principali innovazioni?
Senza contare che stare al passo con le continue e rapidissime evoluzioni tecnologiche delle biciclette è diventato un lavoro nel lavoro per il negoziante: si pensi soprattutto a quelle da corsa, o al settore delle ebike. Corsi di aggiornamento, poco tempo. Stessi problemi di prima. Quanti clienti chiedono al proprio ciclista l’ultima diavoleria, il nuovo gruppo, i nuovi misuratori di potenza? Il negoziante e i suoi collaboratori sono in grado di rispondere o spesso i ruoli si invertono: è diventato più “esperto” il cliente, che magari è anche ciclo-influencer.

Anche questo è compito della formazione. Un aspetto che nella bike industry, spesso ignorato, ma che oggi è diventato imprescindibile. Chi lavora e si occupa di bici – imprenditore o meccanico che sia – deve essere sempre aggiornato, “sul pezzo”. Non può concedersi distrazioni oppure perderà clienti.
Una vera Accademia di alta formazione
Esiste chi ha scelto di investire sulla formazione nel settore della bike industry con una vera e propria scuola. Si chiama RMS Bike Academy. E nasce proprio con l’intento di preparare nuovi meccanici e operatori nel mondo del ciclismo.
RMS Bike Academy è una realtà interessante proprio perché è stata tra i pionieri è stata tra i pionieri nel garantire una formazione tecnica di alto livello all’interno del mondo bici. In questo modo, è stata per prima in grado di fiutare un’esigenza sempre crescente e anche un modo per “svecchiare” il ciclismo e andare oltre il concetto di “meccanico di fiducia” di una volta. Quello che storceva il naso di fronte alle richieste di nuove tecnologie, diffidente e quindi impreparato.
Coprire questo “buco” nel mondo bici era essenziale. Perché anche la bici ha bisogno di cultura e formazione.
Due obiettivi formativi
RMS Bike Academy si distingue oggi per un’offerta formativa strutturata e diversificata, pensata appunto per rispondere alle esigenze dell’intero ecosistema ciclo, principalmente in due direzioni, sia con lezioni in presenza (a ciascuno la sua postazione da lavoro, come per i concorrenti di Masterchef), sia online (modalità e-learning):
- Corsi tecnici avanzati dedicati ai professionisti ed operatori di settore
- Percorsi formativi professionalizzanti per aspiranti meccanici che desiderano avvicinarsi al mondo della bike industry
5 modi per promuovere la Bike Industry

Ma questa realtà intraprendente e innovativa ci ha colpito anche per un altro motivo: ovvero saper allargare lo sguardo a 360 gradi sulla diffusione e sull’educazione a quello che chiamano “ecosistema bici”. Non solo formazione per aspiranti o addetti ai lavori, ma anche progetti culturali nelle scuole, percorsi educativi sulla sicurezza stradale e sull’uso consapevole del mezzo bici, collaborazioni con enti e istituzioni. Insomma la volontà è quella di diventare una sorta di “hub” specializzato per diffondere competenze e formare da una parte, promuovere la cultura della bicicletta e contribuire allo sviluppo del settore dall’altra. Una realtà che in Italia forse mancava.
Riassumendo, quello che RMS Bike Academy offre è una vera e propria “Università della bici” in grado di offrire molteplici servizi:
- Formazione tecnica avanzata: dare supporto a professionisti di settore e operatori della bike industry.
- Masterclass professionalizzanti: formare i meccanici di domani e facilitarne l’inserimento nel mondo del lavoro.
- Progetti educativi nelle scuole e negli istituti professionali: avvicinare le nuove generazioni alla bicicletta e dare loro le competenze tecniche di base
- Collaborazioni con enti istituzionali: ad esempio, come la Camera di Commercio con l’obiettivo di capire come sostenere il tessuto produttivo del comparto ciclo e come farlo crescere.
- Percorsi formativi a impatto sociale: promuovere l’utilizzo consapevole della bicicletta, il bike commuting e, non da ultima, l’educazione alla sicurezza stradale, spesso dimenticata.
In conclusione, crediamo che la scelta di investire nella formazione nel fare “cultura di prodotto”, promuovendo ed educando, apra un nuovo orizzonte di business per la Bike Industry. Un settore che, ça va sans dire, cresce ogni anno in modo impressionante.
Insomma, la bici oggi non è più semplice scelta di un mezzo “green”, ma anche conoscenza: meccanica, sociale e culturale.
Per maggiori informazioni su RMS Bike Academy: www.bbacademy.it
[Contenuto realizzato in collaborazione con RMS]





















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