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La nostra pedalata lungo la costa dei Balcani

La nostra pedalata lungo la costa dei Balcani

Pedalare lungo la costa dei Balcani? Perché no!

A volte le idee migliori nascono davanti a una birra. Con un mio caro amico, una sera, ci siamo detti: “Perché non andiamo in bici da Trieste a Tirana?”

A me appassiona l’Est Europa e i Paesi ex socialisti: pedalare lungo le loro strade è un modo per sentire la storia che ancora si respira nei palazzi scrostati, nei mercati caotici e nelle persone che ti salutano per strada. Così a giugno 2024 siamo partiti, con le bici cariche ma leggere, e la voglia di stare sulla strada per giorni interi. Non avevamo piani rigidi, solo l’idea di seguire la costa, con qualche traghetto qua e là, per arrivare fino in Albania.

Pedalare lungo la costa dei Balcani: Trieste e Rijeka

Pedalare lungo la costa dei Balcani

Trieste è stata la nostra porta sul viaggio. Siamo partiti nel primo pomeriggio, dopo essere arrivati in treno. La bora che ci dava un po di spinta lungo le strade che si buttano verso il mare. Lì, mentre uscivamo dalla città, avevamo quella strana sensazione che si ha quando stai iniziando qualcosa di grande ma non lo sai ancora. La prima meta era Rijeka, antica città di Fiume. Siamo entrati in Croazia senza troppi problemi, con il mare che ci accompagnava sulla destra e le strade costiere che ci facevano salire e scendere con costanza. Il traffico non era mai troppo intenso, e ogni tanto ci fermavamo a mangiare un burek e bere una birra. Arrivati a Rijeka abbiamo pernottato in un ostello e la sera ci siamo goduti la vivacità del centro cittadino e la zona del porto.

Le prime salite

Salite nei Balcani

Da Rijeka la mattina seguente, abbiamo puntato verso Krk, attraversando il ponte che collega l’isola alla terraferma. La sensazione di pedalare sull’acqua era bellissima, con il vento che sferzava le gambe e un sole meraviglioso. Krk era tranquilla, con le sue case color pietra e il profumo di pino ovunque.
Dopo Krk, Rab e poi Pag. Qui abbiamo iniziato a prendere traghetti per passare da un’isola all’altra, con la bici accanto e lo sguardo su una distesa di mare.. Pedalare a Rab era come stare in un altro tempo, con le strade strette e i porticcioli pieni di piccole barche di pescatori.
Pag invece è un paesaggio lunare: roccia, vento e mare, con le salite che sembravano infinite ma con viste che ti facevano fermare ogni dieci minuti. Qui abbiamo preso una strada bianca per raggiungere il nostro B&b, all’imbrunire, in un’atmosfera meravigliosa.


Siamo poi arrivati a Zadar, una delle città più belle che abbiamo visto lungo il percorso. Lì abbiamo ascoltato l’organo marino che suona con le onde prima di arrivare in albergo. Dopo Zadar, abbiamo raggiunto Novalja, un piccolo centro che vive del turismo estivo, ma in bici lo attraversammo con calma trovando angoli di pace lontani dai locali. Poi siamo scesi verso Split, una città viva, piena di giovani e di storia, con il Palazzo di Diocleziano che appare tra le strade.

La fine della Croazia e il Montenegro

Costa dei Balcani

La strada da Split a Dubrovnik è stata una delle più belle e dure: salite, discese, scogliere a picco sul mare e piccole baie dove fermarsi a mangiare un panino.

Quando siamo arrivati a Dubrovnik eravamo stanchi ma felici, con le gambe dure e la pelle segnata dal sole. Abbiamo spinto le bici tra le mura della città vecchia e ci siamo persi nei vicoli, tra i panni stesi e i gatti che dormivano all’ombra.

Dal confine croato siamo entrati in Montenegro, con una sensazione di attraversare un confine più “sentito”, di entrare in un altro mondo. Abbiamo fatto tappa a Igalo, con le sue acque tranquille, poi siamo scesi a Bar, lungo una costa splendida, con il mare sempre lì, a destra, che ti ricorda che stai seguendo una linea blu che non finisce mai. Bar è una cittadina sul mare molto simile alle nostre località dellalto adriatico. Ci aspettavamo un piccolo porto tranquillo e invece è una città moderna, con palazzi alti, bar eleganti (o quasi) sul lungomare e un’aria di movimento continuo, con gente che passeggia a tutte le ore.

Finalmente Albania

Albania Balcani

Entrare in Albania è stato uno dei momenti più emozionanti del viaggio. Le strade cambiavano, la gente ti salutava, i carretti trainati da cavalli si alternavano alle Mercedes anni80. La campagna che abbiamo attraversato fino a Durrës era molto familiare e ad entrambi ci ha ricordato le giornate d`estate della nostra infanzia.

Da Durrës abbiamo poi pedalato verso Tirana, con un traffico caotico che all’inizio ti spaventa, ma poi impari a scivolarci dentro con la bici, tra le macchine che suonano il clacson, le persone che urlano, i motorini che passano a filo. Arrivati a Tirana, ci siamo guardati in faccia e abbiamo sorriso, con quella faccia sudata e impolverata che ti viene solo dopo giorni di bici. Siamo poi tornati a Durrës per prendere la nave fino ad Ancona.

Perché lo rifarei subito

Salite nei Balcani

Questo viaggio è stato semplice, come deve essere una pedalata. Ogni mattina ti svegli, mangi qualcosa, carichi le borse, controlli la bici e vai. Non c’è nient’altro di cui occuparsi, se non pedalare, bere acqua, mangiare qualcosa, e trovare un posto per dormire.

I Balcani in bici ti regalano il mare sempre vicino, salite che non finiscono mai, paesaggi che cambiano ogni giorno e una gentilezza delle persone che ti fermano per chiederti da dove vieni e dove stai andando. Non abbiamo fatto nulla di eroico. Non abbiamo battuto record. Non abbiamo fatto chilometri impossibili. Abbiamo semplicemente pedalato, giorno dopo giorno, con il vento in faccia e la voglia di arrivare.

E questo, credo, è il bello di andare in bici.

Info utili per pedalare lungo la costa dei Balcani

Birra Balcani

Ecco alcune informazioni utili per pedalare lungo la Costa dei Balcani:

  • Periodo consigliato: Maggio-Giugno o Settembre, per evitare il caldo intenso e il traffico estivo.
  • Strade: Quasi sempre asfaltate e pedalabili, con traffico moderato. Attenzione in ingresso e uscita dalle città. Abbiamo percorso in gran parte l`Eurovelo 8.
  • Traghetti: Utili per le isole croate, portate contanti e informatevi sugli orari in anticipo.
  • Acqua: Sempre disponibile, ma portate almeno due borracce.
  • Traccia: Potete trovare qui la collezione su Komoot.
  • Alloggi: Noi abbiamo dormito in piccoli appartamenti o guesthouse, prenotando di volta in volta, spesso nel tardo pomeriggio.

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Commenti

  1. Ilario ha detto:

    ciao per caso hai la traccia gpx del percorso? grazie

  2. Baldassarre Rossano Pizzagalli ha detto:

    Ciao ho in programma di farlo questa estate in Agosto , ho le ferie in quel periodo . E’ da sconsigliare oppure è fattibile . Grazie

  3. Oscar ha detto:

    Ciao..per caso hai una traccia gpx del percorso?

  4. Corrado ha detto:

    Ciao dove posso trovare la traccia che stiamo programmando questo giro grazie .

  5. Andrea ha detto:

    Ciao Andrea, articolo molto interessante, sicuramente un viaggio da mettere in agenda! Spero di rivederti presto.

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