Mobilità

Quanto ho risparmiato andando per un anno al lavoro con il bike sharing

Quanto ho risparmiato andando per un anno al lavoro con il bike sharing

Giovanni è un ricercatore del Politecnico di Milano e, come tanti suoi colleghi e studenti, ogni giorno deve affrontare il classico dilemma dei pendolari: come muoversi in città senza perdere tempo, soldi e pazienza. Per rispondere a questa domanda, ha deciso di trasformare la sua routine quotidiana in un esperimento: per un anno intero ha scelto di andare al lavoro usando solo BikeMi, il servizio di bike sharing del Comune di Milano.

350 corse in un anno

Il suo ufficio dista circa 7 km da casa, quindi ogni giorno ha percorso 14 km tra andata e ritorno. Nel giro di un anno ha totalizzato 350 spostamenti, di cui 206 solo casa-lavoro, usando bici a pedalata assistita prese da ben 79 stazioni diverse della città.

Spesa totale? 106,25 euro, abbonamento compreso.

Per avere un’idea: un abbonamento annuale ATM per i mezzi pubblici costa 330 euro. Con BikeMi ha speso meno di un terzo.

E non è solo questione di soldi. Pedalare gli ha regalato anche quella dose di attività fisica che, con un lavoro d’ufficio, difficilmente avrebbe trovato.

Il confronto con gli altri mezzi

Giovanni ha voluto confrontare i suoi costi con altre forme di mobilità condivisa. I numeri parlano chiaro:

  • Con un servizio di monopattini o bici elettriche free floating (tipo Lime, Dott o RideMovi) avrebbe speso circa 420 euro.
  • Con uno scooter sharing – come Cooltra – sarebbe arrivato a 1.214 euro.
  • Con il car sharing (Enjoy) il conto sarebbe schizzato tra 2.300 e 3.200 euro.
  • Con un’auto privata, tra benzina, assicurazione, bollo e ammortamento, la stima annuale avrebbe facilmente superato i 5.000 euro.

Insomma, non c’è paragone.

Un alleato contro il traffico

Secondo il ricercatore, BikeMi non è solo economico: è anche affidabile. In un anno non ha mai avuto problemi seri, e la sensazione di scivolare tra le auto in coda, senza doversi preoccupare del traffico e delle zone a traffico limitato, è stata impagabile.

E non serve usarlo tutti i giorni per trarne vantaggio. Può essere utile come piano B quando la metro è troppo affollata, o come collegamento veloce per raggiungere una fermata lontana. Oppure per il pendolare che arriva in treno e deve spostarsi in una zona della città non coperta dai mezzi.

La conclusione

Dopo dodici mesi di sperimentazione, Giovanni è convinto: BikeMi è uno dei sistemi più convenienti e flessibili per muoversi a Milano. Con poco più di 100 euro ha avuto libertà totale, niente traffico, niente stress da parcheggio e un po’ di movimento gratis incluso.

Certo, non tutti possono farlo ogni giorno: c’è chi ha figli da portare a scuola, chi lavora fuori città o chi ha problemi fisici. Ma per molti, davvero molti milanesi, potrebbe essere la svolta.

Forse non è esagerato dire che BikeMi non è semplicemente un servizio di bici in affitto: è un piccolo pezzo di futuro già presente nelle nostre giornate.

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Commenti

  1. Roberto ha detto:

    I numeri sono giusti, i conti no.
    Non si possono paragonare costi che prevedono l’acquisto di un mezzo a quelli del mero noleggio.
    E quanto detto vale, come detto, solo per gli spostamenti urbani: molti, come il sottoscritto, che lavorano in aeroporto a 40 km di distanza e/o con orari notturni, non hanno questa possibilità.
    Non capisco poi come abbia fatto a spendere ben 106€, quando si puó acquistare un abbonamento a 36€ all’anno che comprende 30 minuti di pedalata oltre allo sblocco del mezzo, più che sufficienti per i 7 km.
    Mah…

  2. Giuliano ha detto:

    Tutto molto bello.
    Però a onor del vero il costo al km dell’auto va motivato un po’ meglio.
    350 spostamenti di 14 km (o di7? Non si capisce) fanno 4900 km.
    Il TCO di una piccola auto è circa 0, 5 €/km. il che fa circa 2.500€/anno.
    Gli altri soldi sono per cosa? Parcheggio? Accesso areaC?
    Perdonatemi ma oltre che ciclista, Mobility Manager sono anche Fleet Manager.

  3. Ric ha detto:

    Da molto che non bazzico a Milano, l’ultima volta non ho potuto usare BikeMi perché non accetta prepagate come forma di pagamento. È ancora così?

  4. SEVERINO ha detto:

    Come dice Stefano ce la suoniamo e cantiamo sempre tra noi, le altre parti in causa non leggono quello che leggiamo noi.
    Ribadisco un concetto già espresso in altro commento: le aziende di bici dove sono? le loro pubblicità sono mirate solo a farci spendere svariate migliaia di euro, almeno una parte degli incassi li potrebbero dedicare alla sensibilizzazione dei comuni (vedi Milano), l’assioma più vado in bici più acquisto bici è a mio parere valido.
    Ciao.

  5. Lorenzo Masi ha detto:

    Non abito a Milano vivo a Ceccano Fr ,sono rimasto in credulo per quanto si spende per andare al lavoro con un’automobile privata ,solo per fare 14 km al giorno circa 5.000 euro faccio il conducente precario e prendo molto poco ,ma l’anno scorso per nove mesi facevo circa dai 60 e i 70 km al giorno per 9 mesi casa lavoro 2 volte in una giornata, soldi che non ritornano più oltre al rischio tutto in trasporti se ne vanno i pochi mah…..

  6. Stefano ha detto:

    è tutto vero, ma purtroppo c’è lo raccontiamo sempre tra di noi. Il comune non ha voglia di ampliare la città con piste ciclabili, e quando quelle poche volte che le fa, le fa male! abbiamo un sacco di piste fatte male e mal collegate tra di loro. Ne basterebbe la metà, ma fatte meglio. La gente non ne vuole sapere….quindi? articolo stupendo, comunque. Io faccio il btw da ormai tre anni, sono uno di voi.

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