Ogni inverno cercano di prepararsi al meglio per arrivare pronti alle Classiche del Nord. Che sono il loro sogno. Se non la loro ossessione. Sto parlando di Wout Van Aert e Mads Pedersen. Due corridori clamorosi, fortissimi, completi, ma che per un motivo o per l’altro non sono mai riusciti a conquistare Fiandre o Roubaix. Van Aert, almeno, nel palmarès può vantare una Milano-Sanremo (2020), ma lui è belga e trionfare sulle pietre lo farebbero entrare in modo definitivo nel club dei corridori leggendari.
Nell’epoca di Pogačar e Van der Poel, però, riuscire a imporsi sembra quasi impossibile e la dinastia dello sloveno e dell’olandese non si sa bene quanto possa durare ancora.
Van Aert: da piazzato a vincente?
Dal 2020 ad oggi, dopo la Sanremo vinta, Van Aert ha disputato 12 Monumento, ottenendo 6 piazzamenti sul podio e tre quarti posti e non è mai finito fuori dai primi 8. Insomma, non si può dire che Wout non sia una garanzia di piazzamento, ma da campione qual è il risultato che ci si attende è sempre qualcosa di più alto.

La sfortuna, gli infortuni e il valore degli avversari ne hanno sempre rallentato la corsa verso il successo. Anche questo inverno non gli ha lasciato tregua. Prima l’infortunio alla caviglia in una tappa del ciclocross, poi l’influenza che gli ha fatto saltare il debutto alla Omloop. Sfido tutti voi a dire che non dobbiamo chiamarlo paperino.
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Per fortuna, comunque, la stagione non sembra compromessa. Van Aert farà Strade Bianche e Tirreno-Adriatico prima di affrontare il trittico Sanremo, Fiandre e Roubaix. Sbilanciarsi in pronostici pare quanto mai azzardato e faticoso. Il ritornello è il solito: un Wout in forma può pensare di fare risultato ovunque ma le carte migliori potrebbe spendersele sulle pietre della Roubaix, considerando che al Fiandre le bordate che danno sui muri Pogi e Vdp sono difficilmente assorbibili.
Pedersen al rientro dopo il doppio infortunio
Stesso discorso per Mads Pedersen. A maggior ragione quest’anno, iniziato in maniera nefasta col doppio infortunio a polso e clavicola dopo una caduta alla Valenciana. Oltre a non sapere esattamente la data del rientro, forse a inizio aprile, ci sarà da capire lo stato di forma in vista di Fiandre e Roubaix.

Mads è un gladiatore e dopo 4 giorni dall’infortunio era già sui rulli, mentre in questi ultimi giorni è stato a Maiorca a pedalare al caldo. Quelle due Classiche Monumento non si possono improvvisare e questo stop forzato non ha aiutato i piani di battaglia del danese. La Roubaix è la corsa che insegue da anni (quarto nel 2023, terzo nel 2024 e nel 2025) e in assoluto la più adatta alle sue caratteristiche, ma alla Ronde ha fatto secondo due volte (2018 e 2025) e la sua potenza fa paura a tutti.
Chi ama il ciclismo ama tutti i campioni indistintamente. Ma proprio in virtù della forza e della completezza di questi due atleti, vederli vincere una volta in queste corse simbolo sarebbe un momento catartico e da salutare con grande entusiasmo. L’impresa, comunque, resta molto dura.
Wout e Mads animeranno anche il Tour de France, dove agiranno come sempre con un doppio ruolo: cacciatori di tappe ma anche preziosi e uomini-squadra per i loro capitani Jonas Vingegaard e Juan Ayuso. Perché la loro grandezza, del resto, risiede anche in questo.

Van der Poel dà spettacolo
Infine un accenno alle prime due classiche che si sono corse nel weekend. Alla Omloop Het Nieuwsblad Mathieu Van der Poel, al debutto stagionale, ha offerto immediatamente spettacolo, restando da solo sul celebre Muur de Grammont e dimostrando di fare sempre un altro sport sulle pietre. Così per Vdp, dopo il 13 su 13 nel ciclocross (con annesso l’ottavo mondiale da record), è iniziata col botto anche la stagione su strada, che nelle prossime settimane prevede Tirreno-Adriatico e Milano-Sanremo.
La sua Alpecin sperava di fare poi doppietta alla Kuurne con Jasper Philipsen, vincitore nel 2025, ma il velocista belga non ha trovato lo spunto nel finale di una gara movimentata ma dominata tatticamente dalla Visma. I calabroni hanno festeggiato meritatamente con il guizzo da campione di Matthew Brennan, 20 anni e gioiello che darà tante soddisfazioni ai gialloneri dopo già i 12 successi della passata stagione. Da segnalare una splendida doppietta azzurra sul podio, con Luca Mozzato secondo e Matteo Trentin terzo, entrambi a far gongolare la Tudor.
Insomma, è stato il weekend dei Matteo: Mathieu alla Omloop e Matthew alla Kuurne (con l’aggiunta di Matteo nostro e anche del Matevs sloveno Govekar, quarto).
I motori si sono accesi. Sabato, a Siena, c’è la Strade Bianche. E lì si entrerà in un’altra dimensione…





















perché Trentin in volata non ha pilotato Mozzato , o viceversa?
2° Mozzato 3° Trentin : ognuno per sé. Forse potevano giocarsela meglio