Mobilità

Sconto sulla benzina, ecco dove hanno trovato i soldi

Sconto sulla benzina, ecco dove hanno trovato i soldi

Finalmente una buona notizia: il prezzo dei carburanti alla pompa è sceso.

Grazie al decreto legge 33/2026 tutti gli italiani potranno risparmiare 25 centesimi di euro al litro per 20 giorni per venire incontro al caro petrolio causato dall’attacco degli USA all’Iran e al conseguente blocco dello stretto di Hormuz.

Nel complesso il governo ha allocato 527,4 milioni di euro per affrontare la situazione ma, purtroppo, questi soldi non sono stati recuoperati da un forziere nascosto in qualche cantina ma sono stati sottratti, come riporta l’allegato 1 del decreto legge, da altri ministeri tra i quali:

  • Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (96,5 milioni €)
  • Ministero della Salute (86 milioni €)
  • Ministero dell’Interno (30 milioni €)

In pratica, per un pieno da 40 litri si risparmiano 10 €.

Mentre riporto la notizia non posso fare a meno di pensare a tutte le volte in cui ho letto del politico di turno che, di fronte al progetto di una pista ciclabile, ha parlato di “guerra ideologica all’automobile”.

L’Italia è l’unico paese europeo ad aver messo mano alle risorse del ministero della sanità per intervenire sul caro benzina.

Perché?

Perché mentre da noi la politica faceva campagna elettorale su una riga per terra per ottenere i voti dei più inferociti, altrove si portavano avanti politiche per creare alternative all’utilizzo dell’auto e ai suoi costi.

Non sto parlando di Copenaghen o Amsterdam dove, nonostante il clima infame, il 50% dei cittadini va al lavoro in bicicletta.

Ma di città come Parigi che in 10 anni ha dimezzato l’uso dell’auto in città (e la qualità dell’aria è migliorata sensibilmente).

Londra, nel cui centro ormai ci sono più bici che auto.

Dublino, dove il numero di persone che utilizzano la bici quotidianamente è aumentato del 50% in due anni.

Oggi noi siamo il paese che sta pagando più caro di tutti il prezzo della terza guerra del Golfo ( e non lo dico io, ma la società di consulenza Oxford Economics) e la soluzione trovata non è di ridurre la dipendenza dalla benzina, ma di renderla più economica (però solo per 20 giorni) togliendo soldi alle altre funzioni fondamentali dello Stato.

E se l’idea dei soldi sottratti alla sanità ci può fare arrabbiare, la cosa (forse) ancora più grave è la sottrazione di soldi al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti perché in paesi come l’Italia il trasporto su strada vale il 66% del totale dei consumi di petrolio.

E infatti l’Agenzia Internazionale dell’Energia pochi giorni fa ha pubblicato delle linee guida su come affrontare questa crisi petrolifera:

  • abbassare i limiti di velocità sulle strade;
  • incentivare il trasporto pubblico;
  • incentivare il lavoro da casa;
  • limitare l’accesso alle auto nelle città.

Ma noi in Italia siamo più intelligenti di tutti e sappiamo cosa fare: sperare che questa guerra finisca in fretta e il petrolio torni sotto i 100 dollari al barile.

Però, come ci ricorda la saggezza popolare, chi vive sperando…

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Commenti

  1. Omar Canu ha detto:

    Sono stato un assiduo pedalatore, circa 15-20mila km anno tra strada e sterrati, ma , per quanto sia vicino al luogo di lavoro, per me lo spostamento in bici rimane una alternativa poco praticabile.
    A fronte di risparmi sui consumi (e considerando anche che brevi tragitti non fanno bene ai veicoli specialmente se Diesel), al beneficio dell’ attività fisica e alla facilità di trovare un parcheggio nell’ area aziendale , ci sono diversi lati negativi.
    Essendo il mio un lavoro turnista, per gran parte dell’ anno pedalerei al buio ; per mia scelta non usufruisco della mensa aziendale (che peraltro non è disponibile nei fine settimana) e quindi mi devo portare i contenitori delle pietanze .
    Dopo il turno si fa la doccia ,
    se andassi in bici, dovrei farne un’altra a casa , o no ?

  2. marino ha detto:

    Che noia ancora qualcuno che la mette su governo di destra e sinistra. Negli anni abbiamo avuto svariati governi,ma niente è cambiato.Io vivo in una città tutta a sinistra e vi farei vedere in quali condizioni ciclabili e veicolari si vive.Non c’è interesse per le bike.

  3. Ernesto Garcia Domingo ha detto:

    Grazie Paolo,
    Che un governo di destra italiano si comporti così non può sorprendere (anche se ormai le politiche di mobilità intelligente hanno superato l’appartenenza ideologica e molti amministratori di destra mantengono e promuovono anche loro queste politiche).
    Il rovescio della medaglia è per me più doloroso: farà questo tema parte dei X punti più importanti per cambiare il paese della coalizione di sinistra appena rinvigorita dal referendum. Stiamo a vedere.

  4. Salvatore ha detto:

    A parole non si risolve nulla. Specialmente se queste parole sono a tiratura limitata su un sito di nicchia, mentre stampa, radio e TV non dicono nulla da dove sono stati presi i soldi che consentono ai fanatici dell’auto di risparmiare qualche euro per pochi giorni.

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