Durante l’ultima edizione della Fiera del Cicloturismo, i Bikeitalia Talks sono diventati uno spazio di incontro e confronto per chi il viaggio in bici lo vive davvero: storie, esperienze, idee e visioni raccontate dal vivo da ospiti che ogni giorno contribuiscono a far crescere la cultura del cicloturismo.
Da quest’esperienza live è nata la volontà di portare il format anche per iscritto, trasformandolo in una serie di interviste per approfondire temi, percorsi e punti di vista.
Partiamo da Irene Franzoni, creator e grande appassionata di viaggi outdoor, che da anni racconta il mondo dell’avventura e della bicicletta: sul palco della Fiera del Cicloturismo ha raccontato del suo viaggio in Francia, lungo la via del Rodano.
Da qui riprendiamo quella conversazione, per andare ancora più a fondo e capire come nasce il suo rapporto con la bici, cosa significa oggi raccontare il cicloturismo online e quali sono le esperienze che più l’hanno segnata nel corso dei suoi viaggi.

Come è nata l’idea di partire per questo viaggio in bicicletta? Cosa ti ha spinto a scegliere proprio questa destinazione?
Penso che l’idea di fare un cicloviaggio per la prima volta sia nata per la voglia di abbandonare le mie certezze e i miei lati più conosciuti per riuscire a scoprire parti di me ancora ignote. È arrivato in un momento di profonda crisi nella mia vita, dove un forte desiderio di riconnettermi con la parte più intima e di riconoscermi, si è fatto sempre più forte. Così ho deciso di partire, insieme ad Alessandro, il mio compagno, in un’esperienza nuova e inedita per entrambi. Penso che un cicloviaggio in coppia sia un ottimo modo per fare squadra e conoscersi a fondo, ma anche un’ottima occasione di unione e condivisione, nel bene e nel male.
La scelta è ricaduta su un percorso senza particolari difficoltà tecniche, per poterci godere il viaggio in tranquillità sulla bellissima Via del Rodano (Via Rhona, Eurovelo 17), che noi abbiamo seguito dal Lago di Ginevra fino alla Camargue. Il fatto di pedalare sempre accanto a un fiume mi ha aiutata a lasciar scorrere; trovo che l’acqua sia una bellissima compagna di viaggio e una perfetta metafora del lasciar andare.
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Durante il viaggio hai incontrato persone o vissuto situazioni che ti sono rimaste particolarmente nel cuore?
Lungo il percorso non conto più i “Bonjour” detti a persone di tutte le età, bambini inclusi. Mi ha stupito come il cicloturismo in Francia sia ampiamente diffuso nelle famiglie. Trovo che responsabilizzare i bambini e far sperimentare loro questo tipo di esperienza, sia altamente formativo ed edificante. Una delle cose che ricordo con maggiore emozione sono stati gli arrivi nelle città più grandi ed importanti come ad esempio Avignone e Lione.
Abituata ad arrivarci in macchina o aereo, è stata una scoperta intensa poter vivere questi momenti ai 20 km orari, la velocità giusta per scoprire e osservare. Devo dire però che le lacrime sono scese all’arrivo, simbolico e intenso, al mare. Il fiume che ci ha accompagnati lungo tutto il viaggio si è fatto grande, e noi con lui.

Qual è stato il momento più difficile che hai affrontato lungo il percorso e in che modo sei riuscita a superarlo?
Non ricordo di momenti particolarmente difficili, e anzi, questa esperienza mi ha aiutata a ridimensionare i problemi e a prenderli con più filosofia e lentezza. Ciò che non puoi controllare, puoi lasciarlo andare, in tranquillità.
Nonostante il percorso relativamente facile, il caldo di agosto e lo sforzo fisico non sono mancati. Momenti in cui il corpo diceva no, sono stati duri, ma la determinazione e la voglia di arrivare hanno superato di gran lunga la fatica. Ci si aiutava cantando, mangiando caramelle gommose e a volte anche piangendo davanti alla fatica e al vento contro inarrestabile.

Per chi sogna di intraprendere un’esperienza simile, quali consigli daresti sulla pianificazione del viaggio, la navigazione e la scelta del percorso?
Questo percorso nello specifico è stato semplice da pianificare. Sul sito viarhona.com, ci sono consigli e possibilità di programmare le tappe grazie alle indicazioni sul chilometraggio e alle strutture presenti sul percorso. Questo sito offre la possibilità di scaricare le tracce, che non servono però quasi mai dato che la ciclabile è perfettamente segnalata, anche nei pochi tratti promiscui.
Per la preparazione consiglio quello che dicono praticamente tutti i cicloviaggiatori e da cui parte il viaggio vero e proprio: liberarsi del “metti caso che” e portare lo stretto necessario. Liberarsi in generale, è la parola d’ordine.
Consiglio comunque, qualora non si voglia pernottare in tenda, di prenotare le strutture in anticipo soprattutto nei mesi estivi e di sincerarsi che abbiano spazi dedicati e custoditi per le biciclette.
Su questo in Francia sono molto avanti e offrono quasi sempre questo servizio. Consiglio inoltre di affrontare il tratto da Lione a Givors in treno a causa del traffico intenso. Noi l’abbiamo fatto in bici e non è stato rilassante, anche se comunque fattibile. Poco sicuro, anche il tratto per arrivare ad Aigues Mortes, in Camargue, dove il traffico e l’assenza di ciclabile e bike lane lo rendono particolarmente impegnativo a differenza del resto del percorso.

Ci sono ciclovie o itinerari che consiglieresti particolarmente a chi vuole avvicinarsi al cicloturismo? E per te stessa, hai già in mente la meta del tuo prossimo viaggio?
Abitando a Brescia e andando spesso in zona Cremona/Mantova, consiglio diversi percorsi semplici e paesaggistici come: la ciclovia Vento, che corre lungo gli argini del fiume Po da Venezia a Torino, o, nel territorio bresciano, la ciclovia dell’Oglio. A fine agosto, invece, si tiene il Valle Trompia Bike Festival, che si snoda lungo la Greenway Valli Resilienti.
I posti in cui voler pedalare in bici sono tantissimi, mi attira in particolare il Trentino Alto Adige dove non ho quasi mai pedalato, ad esempio il tratto San Candido-Lienz, sicuramente molto turistico, ma spettacolare.
Un percorso che invece vorrei poter organizzare, è il viaggio Brescia-Monaco di Baviera per andare a trovare Rossella, la mia migliore amica che vive lì. Un giorno troverò il tempo per farlo.
Per quest’estate io e Alessandro stiamo pianificando di tornare in Francia lungo la via della Loira, altro fiume, altra storia, sempre per arrivare al mare, dove tutto si fa grande. Questa volta la pianificazione ha richiesto più impegno e qualche accortezza in più, ma sempre in totale relax.
Spero di poter presto scrivere nuovi racconti sul mio blog.




















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