Il Mar Baltico non è una meta che viene spontaneo associare al cicloturismo. Eppure basta percorrere pochi chilometri sulla Velo Baltica (R10) per capire come la costa settentrionale della Polonia rappresenti oggi una delle destinazioni più interessanti d’Europa per chi ama viaggiare in bicicletta.
Negli ultimi anni la Pomerania Occidentale ha investito con decisione nella mobilità dolce, realizzando una rete di itinerari ciclabili moderna, continua e perfettamente integrata con il territorio. Il risultato è un’infrastruttura che permette di pedalare per centinaia di chilometri lungo il Baltico attraversando città storiche, lagune, foreste, dune costiere, fari, piccoli villaggi di pescatori e grandi spiagge sabbiose, quasi sempre lontano dal traffico automobilistico.
Il nostro viaggio segue prevalentemente la Velo Baltica (R10), la dorsale ciclabile che attraversa tutta la costa polacca e che, in questo tratto della Pomerania Occidentale, coincide quasi interamente con la EuroVelo 10 – Baltic Sea Cycle Route, il celebre itinerario internazionale di oltre 8.000 chilometri che circonda il Mar Baltico attraversando nove Paesi, che in questa zona si sovrappone alla Euro Velo 13 – The Iron Curtain Trail.


Per tre giorni abbiamo pedalato da Stettino (Szczecin) fino a Kołobrzeg, seguendo il filo conduttore del mare: un viaggio fatto di panorami spettacolari, soste gastronomiche, incontri con la cultura locale e strutture ricettive che dimostrano come il cicloturista sia ormai considerato un ospite privilegiato, in mezzo a tantissimi altri appassionati di due ruote.
Prima ancora di salire in sella vale la pena dedicare almeno una giornata alla scoperta di Stettino, città spesso trascurata dagli itinerari turistici tradizionali ma capace di sorprendere fin dal primo sguardo. Capoluogo del Voivodato della Pomerania Occidentale, Stettino sorge sulle rive dell’Oder, poco prima che il grande fiume si apra nella vasta Laguna di Stettino per poi raggiungere il Baltico. La sua posizione strategica ne ha fatto per secoli un importante porto commerciale e la capitale del Ducato di Pomerania.
La visita inizia dal maestoso Castello dei Duchi di Pomerania (Zamek Książąt Pomorskich), antica residenza della dinastia dei Grifoni. Ricostruito dopo le devastazioni della Seconda guerra mondiale, il castello domina il centro storico e ospita oggi mostre, concerti e manifestazioni culturali. Dai cortili interni si apre un magnifico panorama sui tetti della città e sull’Oder. Pochi minuti di cammino conducono a uno degli edifici contemporanei più iconici della Polonia: la Filarmonica Mieczysław Karłowicz. Disegnata dallo studio Barozzi Veiga e insignita del Premio Mies van der Rohe nel 2015, colpisce per la facciata bianca dalle forme appuntite, ispirata alle coperture gotiche delle case anseatiche e alle vele delle navi che solcano il Baltico.
Passeggiando verso il fiume si raggiunge il rinnovato lungofiume e quindi la Città Vecchia, ricostruita con grande attenzione filologica. Il cuore è Rynek Sienny, l’antica piazza del mercato, oggi animata da ristoranti e caffetterie dove si respira un’atmosfera rilassata. È qui che il viaggio inizia davvero, davanti a una tavola imbandita di specialità della Pomerania. Al ristorante Plenty scopriamo una cucina profondamente legata al Baltico: aringhe preparate in numerose varianti, salmone affumicato, zuppe di pesce, pane di segale e prodotti locali raccontano una tradizione gastronomica semplice ma sorprendentemente raffinata.

Dalla città al Baltico: tra la Laguna di Stettino e il mondo dei Vichinghi
La prima giornata in bicicletta rappresenta un’introduzione perfetta al carattere della Pomerania Occidentale. Lasciato il centro di Stettino, la rete di piste ciclabili urbane conduce rapidamente verso nord, dove il percorso si innesta sulla Velo Baltica (R10). In questo settore la ciclovia coincide con le EuroVelo 10 e 13, seguendo uno dei tratti meglio sviluppati dell’intera rete ciclabile polacca. L’impressione è immediata: fondo regolare, segnaletica impeccabile, attraversamenti protetti e numerose aree di sosta testimoniano un investimento importante nella mobilità ciclistica. Qui la bicicletta non è soltanto un mezzo per il tempo libero, ma parte integrante della strategia turistica della regione.
Pedalando verso la costa il paesaggio cambia rapidamente. Le aree urbane lasciano spazio ai grandi orizzonti della Laguna di Stettino (Zalew Szczeciński), uno dei più estesi ambienti lagunari del Baltico. L’acqua accompagna costantemente il viaggio: canneti, piccoli moli, porticcioli turistici e zone umide ospitano una ricchissima avifauna, facendo di questo tratto un paradiso anche per gli appassionati di birdwatching. La Velo Baltica alterna piste ciclabili indipendenti a tranquille strade secondarie immerse nei boschi e nelle campagne della Pomerania. Il profilo altimetrico rimane pressoché pianeggiante e rende la tappa adatta a qualsiasi cicloturista, anche con biciclette da viaggio cariche di bagagli.
Dopo alcune ore di pedalata si raggiunge Stepnica, piccolo centro affacciato direttamente sulla laguna. Il porto turistico rappresenta uno dei luoghi più piacevoli dell’intera giornata, frequentato da velisti, pescatori e cicloturisti. La sosta ideale è alla Tawerna Panorama, ristorante che gode di una splendida terrazza sul porto. Qui le biciclette trovano facilmente posto mentre ci si concede un pranzo a base di specialità locali. Il pesce del Baltico è protagonista assoluto del menu, accompagnato da verdure di stagione e dalle immancabili aringhe, preparate secondo le ricette tradizionali della Pomerania. È una cucina autentica, abbondante e perfetta per recuperare le energie prima di riprendere il viaggio.


Nel pomeriggio la Velo Baltica continua ad avvicinarsi alla costa baltica attraversando paesaggi sempre più verdi. Le pinete si fanno fitte e annunciano l’ingresso nell’area dell’isola di Wolin, territorio celebre per il suo parco nazionale, le alte falesie e la lunga tradizione marinara.
La destinazione finale della giornata è il Villaggio Vichingo di Wolin, una fedele ricostruzione di un insediamento dell’Alto Medioevo che richiama il periodo in cui l’isola rappresentava un importante centro commerciale sul Baltico. L’esperienza va ben oltre la semplice visita museale. Passeggiando tra le abitazioni in legno, le botteghe artigiane e le fortificazioni si scopre come vivevano le popolazioni nordiche che frequentavano queste coste oltre mille anni fa. Il momento più coinvolgente arriva quando si sale a bordo di una tradizionale imbarcazione in legno. Remare insieme, seguendo il ritmo imposto dal timoniere, permette di comprendere concretamente la fatica e l’abilità richieste ai navigatori vichinghi che attraversavano il Baltico per commerciare o esplorare nuove terre.
Anche il pernottamento mantiene questo forte legame con il luogo. I moderni bungalow tematizzati, costruiti in legno e perfettamente inseriti nel contesto del villaggio, offrono tutti i comfort necessari al cicloturista senza rinunciare all’atmosfera storica dell’insediamento. La cena, servita all’interno del complesso, conclude una giornata intensa tra sapori locali e racconti della tradizione nordica.

Tra le falesie del Parco Nazionale di Wolin e le grandi spiagge del Baltico
Il secondo giorno rappresenta probabilmente la tappa più spettacolare dal punto di vista paesaggistico. Se la prima giornata aveva accompagnato il viaggio dalla città verso il mare, oggi il Baltico diventa il protagonista assoluto. La Velo Baltica (R10), ancora coincidente con le EuroVelo 10 e 13, si inoltra infatti nel cuore del Parco Nazionale di Wolin, uno dei territori naturalisticamente più preziosi della Polonia.
Fin dalle prime pedalate si comprende perché questo itinerario sia considerato uno dei migliori esempi di cicloturismo europeo. La pista ciclabile alterna lunghi tratti completamente separati dal traffico a strade forestali asfaltate, sempre perfettamente segnalate e immerse in un ambiente naturale di straordinaria qualità. Il continuo susseguirsi di pinete, faggi secolari e scorci sul Baltico rende ogni chilometro diverso dal precedente.
Istituito nel 1960, il Parco Nazionale di Wolin protegge oltre 10.000 ettari di ecosistemi costieri, foreste, lagune e falesie. È uno dei pochi luoghi del Baltico dove la natura domina ancora il paesaggio e dove l’intervento umano è rimasto discreto. La Velo Baltica attraversa il parco senza alterarne l’equilibrio, seguendo percorsi progettati con particolare attenzione all’impatto ambientale. Numerose passerelle in legno, aree di sosta e punti informativi permettono di scoprire il territorio senza interferire con gli habitat naturali.

Lungo il percorso meritano una breve deviazione alcuni dei più celebri punti panoramici della costa polacca. Il primo è il belvedere di Kawcza Góra, raggiungibile con una breve passeggiata. Da qui il panorama si apre sull’intera baia di Międzyzdroje, con le lunghe spiagge sabbiose che sembrano dissolversi all’orizzonte. Poco più avanti la strada conduce al belvedere di Gosań, il punto naturale più elevato della costa baltica polacca, a circa 95 metri sul livello del mare. Nelle giornate limpide lo sguardo spazia per decine di chilometri, permettendo di cogliere la straordinaria estensione del Baltico e la successione delle alte falesie modellate nei secoli dall’azione del mare.
Per chi dispone di un po’ di tempo è consigliabile una visita anche al Centro Europeo del Bisonte, dove vengono allevati alcuni esemplari del più grande mammifero terrestre europeo, simbolo della fauna polacca. Terminata la parte più naturalistica della giornata, la ciclovia raggiunge Międzyzdroje, elegante località balneare che fin dalla fine dell’Ottocento rappresenta una delle destinazioni turistiche più rinomate della costa baltica. Il suo celebre molo, lungo quasi quattrocento metri, si protende nel mare offrendo una prospettiva completamente diversa sulla costa.
Passeggiando tra le eleganti ville storiche, il lungomare alberato e la Promenade delle Stelle, dedicata ai protagonisti del cinema polacco, si percepisce immediatamente l’importanza turistica di questa cittadina. Per il pranzo scegliamo il ristorante Kredens, locale raffinato ma accogliente, dove la cucina regionale viene reinterpretata con gusto contemporaneo. Anche qui il pesce del Baltico è protagonista assoluto: aringhe, merluzzo, lucioperca e salmone vengono proposti con ingredienti locali e presentazioni curate, dimostrando come la gastronomia della Pomerania sappia coniugare tradizione e qualità.


Lasciata Międzyzdroje, la Velo Baltica prosegue verso est, correndo spesso a poche decine di metri dal mare, nascosta dietro una cortina di pini marittimi che proteggono le dune dall’erosione del vento. A intervalli regolari si aprono passerelle in legno che conducono direttamente sulla spiaggia, regalando scorci sempre diversi sul Baltico.
È uno degli aspetti più sorprendenti della Pomerania: la continuità della rete ciclabile permette di pedalare immersi nella natura senza quasi mai dover affrontare il traffico automobilistico. Ogni piccolo centro abitato dispone di aree di sosta, fontanelle, servizi igienici e punti informativi dedicati ai cicloturisti. Una scelta che rende questo itinerario particolarmente adatto anche alle famiglie e ai viaggiatori meno esperti.
Quando la stanchezza inizia a farsi sentire compare una piacevole sorpresa: il Bike Café Rowerek. Più che un semplice bar, rappresenta un vero punto di ritrovo per chi viaggia sulle due ruote. Rastrelliere, piccola officina, possibilità di ricaricare le e-bike e un’atmosfera informale ne fanno una sosta quasi obbligata lungo la Velo Baltica. Tra una fetta di torta fatta in casa e un ottimo caffè si incontrano cicloturisti provenienti da tutta Europa, confermando quanto questo itinerario stia diventando una meta sempre più apprezzata a livello internazionale.
Gli ultimi chilometri seguono il corso del fiume Dziwna, uno dei tre rami che collegano la Laguna di Stettino al Mar Baltico. L’arrivo a Dziwnów coincide con uno dei centri turistici più dinamici della costa occidentale. Il porto peschereccio, il moderno ponte mobile, le banchine animate dalle imbarcazioni e il lungomare restituiscono l’immagine di una cittadina profondamente legata al mare. Per il pernottamento scegliamo la Pensione Lubar, struttura che interpreta perfettamente il concetto di ospitalità bike-friendly. Le camere, ampie e dotate anche di angolo cottura, rappresentano una soluzione ideale sia per chi viaggia per molti giorni sia per le famiglie. Il ristorante interno propone una cucina casalinga semplice ma curata, con piatti della tradizione polacca preparati secondo ricette locali. Dopo oltre sessanta chilometri trascorsi sulla Velo Baltica, è il modo migliore per concludere una giornata ricca di emozioni, sapori e panorami indimenticabili.

Tra fari, dune e borghi marinari: la Velo Baltica porta a Kołobrzeg
L’ultima giornata del viaggio rappresenta la sintesi perfetta di ciò che la Pomerania Occidentale offre al cicloturista: un’infrastruttura moderna, paesaggi costieri sempre diversi, piccoli centri ricchi di storia e un’accoglienza che sembra pensata su misura per chi viaggia in bicicletta.
La partenza da Dziwnów avviene nelle prime ore del mattino, quando il porto è già animato dai pescherecci che rientrano dalla notte trascorsa al largo. Attraversando il moderno ponte mobile sul fiume Dziwna, uno dei tre bracci che collegano la Laguna di Stettino al Baltico, la Velo Baltica (R10) riprende la sua corsa verso est, ancora coincidente con la EuroVelo 10 – Baltic Sea Cycle Route.
Fin dai primi chilometri colpisce la continuità dell’infrastruttura ciclabile. La pista segue fedelmente il margine della costa alternando lunghi tratti completamente separati dal traffico a tranquille strade locali, sempre caratterizzate da un traffico limitato. L’asfalto è scorrevole, la segnaletica uniforme e le aree di sosta frequenti: elementi che confermano la vocazione della Pomerania come una delle regioni europee più attente al cicloturismo.


Lasciata Dziwnów, il percorso attraversa una successione quasi ininterrotta di boschi di pino marittimo. Il profumo della resina accompagna la pedalata mentre il mare, nascosto dietro il cordone dunale, si manifesta a intervalli regolari attraverso passerelle in legno che conducono direttamente alla spiaggia. Questa è una delle caratteristiche più affascinanti della Velo Baltica: il continuo dialogo tra foresta e mare. In pochi minuti si passa dall’ombra fresca dei pini alla luce intensa delle grandi spiagge baltiche, ampie decine di metri e sorprendentemente poco urbanizzate. Lungo questo tratto si attraversano alcune delle località balneari più note della costa occidentale polacca, tra cui Międzywodzie, Pobierowo, Pustkowo, Rewal e Niechorze. Pur mantenendo una forte vocazione turistica, questi centri hanno saputo preservare un rapporto equilibrato con il paesaggio, evitando un’eccessiva edificazione del fronte mare.
A Trzęsacz la costa cambia improvvisamente aspetto. Le spiagge pianeggianti lasciano spazio a una spettacolare falesia sulla quale si ergono le celebri rovine della chiesa gotica di San Nicola, uno dei monumenti più fotografati della Polonia. Costruita nel XV secolo a quasi due chilometri dalla linea di costa, la chiesa è stata lentamente raggiunta dall’erosione marina. Oggi ne rimane soltanto una parete affacciata sul Baltico, testimonianza impressionante della forza con cui il mare continua a modellare questo territorio. Le moderne piattaforme panoramiche realizzate lungo il ciglio della falesia permettono di osservare il monumento e l’intera costa da una posizione privilegiata, offrendo uno dei panorami più iconici dell’intero itinerario.
Pochi chilometri più avanti compare una delle immagini simbolo della costa baltica: il faro di Niechorze. Costruito nel 1866, alto quarantacinque metri, domina la vegetazione costiera e continua ancora oggi a guidare la navigazione nel tratto centrale della Pomerania. Una breve deviazione dalla ciclovia permette di raggiungerne la base e, per chi lo desidera, di salire sulla terrazza panoramica. Lo sguardo abbraccia il Baltico, le foreste costiere e la lunga successione delle spiagge percorse durante la mattinata, offrendo una prospettiva privilegiata sull’itinerario appena affrontato.

Poco oltre Niechorze arriva il momento della sosta gastronomica. L’Amber Park Spa Seaside Hotel & Restaurant rappresenta una piacevole sorpresa lungo la Velo Baltica. L’ambiente elegante contrasta con la semplicità della pedalata appena conclusa, ma l’accoglienza rimane calorosa e informale. La cucina valorizza il pescato del Baltico e i prodotti del territorio con piatti curati sia nella presentazione sia nella qualità delle materie prime. Le porzioni sono abbondanti, caratteristica sempre apprezzata dai cicloturisti dopo una mattinata trascorsa in sella.
Nel pomeriggio il percorso continua attraversando piccoli porti turistici, dune costiere e aree umide dove numerose specie di uccelli trovano rifugio durante le migrazioni. La Velo Baltica mantiene sempre un andamento estremamente piacevole, alternando lunghi rettilinei immersi nella pineta a brevi attraversamenti dei centri abitati. L’impressione è quella di un itinerario progettato per essere vissuto senza fretta, lasciandosi guidare dal ritmo della bicicletta. Poco alla volta il paesaggio si apre e compaiono le prime infrastrutture portuali di Kołobrzeg, una delle città più importanti dell’intera costa baltica.
Con oltre mille anni di storia, Kołobrzeg rappresenta una delle principali città marittime della Polonia. Il suo porto commerciale e peschereccio continua a essere uno dei più attivi del Baltico, mentre il lungomare, il molo e il faro ottocentesco testimoniano la lunga tradizione marinara della città. Dopo aver raggiunto il centro, la sistemazione presso l’Hotel New Skanpol si rivela perfetta per concludere il viaggio. La posizione centrale consente infatti di raggiungere comodamente sia il centro storico sia il mare, senza dover più utilizzare la bicicletta. La serata diventa così l’occasione per passeggiare fino al celebre molo di Kołobrzeg. Quando il sole inizia a scendere sull’orizzonte del Baltico, la luce dorata illumina le onde, il faro e le imbarcazioni che rientrano lentamente in porto.
In meno di duecento chilometri la Velo Baltica ci ha accompagnato attraverso lagune, foreste, falesie, villaggi marinari e città ricche di storia, dimostrando come la Pomerania Occidentale rappresenti oggi una delle destinazioni cicloturistiche più complete d’Europa.
Il viaggio è stato agevole, privo di problemi tecnici e con ottimi mezzi gravel o citybike o MTB grazie al supporto logistico e al noleggio di Rowerujemy, un servizio locale di assistenza completa per cicloturisti offerto da Piotr Lew. Per navigare comodamente lungo tutti i percorsi descritti potete scaricare l’APP ufficiale dal sito.


Il futuro a pedali: la grande ciclovia internazionale Berlino–Stettino–Kołobrzeg
Se oggi la Pomerania Occidentale rappresenta una delle regioni europee più interessanti per il cicloturismo, il merito non è soltanto della bellezza dei suoi paesaggi, ma anche di una precisa strategia di sviluppo che guarda al futuro. Il viaggio appena concluso lungo la Velo Baltica offre infatti un’anticipazione concreta di quello che, nei prossimi anni, diventerà uno dei più importanti itinerari cicloturistici transfrontalieri del continente: la ciclovia Berlino–Stettino–Kołobrzeg.
Si tratta di un ambizioso progetto sviluppato con il sostegno del programma europeo Interreg VIA Mecklenburg-Vorpommern / Brandenburg / Polska 2021–2027, nato dalla collaborazione tra il Voivodato della Pomerania Occidentale e i partner istituzionali tedeschi. L’obiettivo è creare un nuovo prodotto turistico internazionale capace di collegare tre destinazioni simbolo dell’Europa centro-settentrionale: la capitale tedesca Berlino, la capitale della Pomerania Occidentale Stettino e la rinomata località balneare di Kołobrzeg.
Il progetto non parte da zero. Gran parte dell’infrastruttura ciclabile è già esistente e comprende proprio i percorsi che abbiamo avuto modo di percorrere durante questo viaggio, dalla Velo Baltica alla Blue Velo e ad altre ciclovie regionali già perfettamente integrate nella rete del territorio. Gli investimenti in corso sono destinati soprattutto a realizzare i tratti ancora mancanti, migliorare gli standard qualitativi delle infrastrutture, uniformare la segnaletica lungo tutto il percorso e creare un’identità comune facilmente riconoscibile dai cicloturisti europei.

L’itinerario definitivo avrà uno sviluppo di circa 800 chilometri, organizzato come un grande anello internazionale che attraverserà Polonia e Germania. Sul versante polacco il tracciato utilizzerà prevalentemente la rete ciclabile già realizzata negli ultimi anni, mentre i principali interventi riguarderanno il completamento di alcuni collegamenti strategici, in particolare tra Stepnica, Golczewo, Gryfice e Rymań, rendendo finalmente continuo il collegamento tra Stettino e Kołobrzeg.
Una scelta strategica che va ben oltre la semplice realizzazione di una pista ciclabile. Significa creare un corridoio verde internazionale capace di collegare grandi città, aree naturali protette, borghi storici e località balneari, generando nuove opportunità economiche per i territori attraversati e offrendo ai viaggiatori un’esperienza continua, sicura e di elevata qualità.
Fotografie di Raffaella Cegna


















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