Abbigliamento intimo per ciclisti
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Abbigliamento intimo per ciclisti

Accessori, Bikelife • di

Come in tutti gli sport, anche nel ciclismo l’abbigliamento tecnico ha subito un’evoluzione tecnologica considerevole. Dalle vecchie magliette intime di flanella si è passati a tessuti sintetici altamente specializzati. Scegliere i capi intimi giusti permette di godere al meglio l’uscita in bici, facendoci restare freschi in estate e caldi in inverno, per questo è bene conoscere le tipologie di tessuto e gli standard di protezione richiesti. Con questo articolo vogliamo aiutarvi nell’utilizzo e nell’acquisto dell’abbigliamento intimo da usare mentre girate in bici, sia per sport che per spostamenti casa-lavoro.

Le caratteristiche di un buon abbigliamento intimo

bisogna saper scegliere l’intimo in base alle caratteristiche atmosferiche in cui si girerà

bisogna saper scegliere l’intimo in base alle caratteristiche atmosferiche in cui si girerà

Gli inglesi usano chiamare i capi tecnici intimi con il nome di “base layer”, che tradotto potrebbe suonare come “strato base”. Da questo se ne può dedurre l’importanza, poiché si tratta della parte di vestiario tecnico direttamente a contatto con la nostra pelle. Perciò deve essere realizzato con materiali ipoallergenici che non siano aggressivi per la cute, eliminare o nascondere le cuciture che sono fonte d’irritazione, essere traspiranti e non trattenere il sudore e, se usati in inverno, proteggere dal freddo. Inoltre una caratteristica apprezzata è l’impermeabilità, poiché non è raro incappare nella pioggia mentre si gira in bici e ritrovarsi con la maglia intima inzuppata non è proprio simpatico. Devono poi avere una vestibilità comoda e non impacciare i movimenti.

I materiali

L’abbigliamento intimo per ciclismo moderno viene realizzato in fibre sintetiche, eventualmente mescolate a elementi naturali come cotone o lana (solitamente del tipo merino). Quando leggete le etichette o cercate su internet le specifiche dei capi, di solito trovate diciture tipo “100% poliestere” oppure “50% lycra, 30% elastane, 20% merino”. Saper leggere e capire quali sono i materiali utilizzati aiuta a scegliere al meglio il capo giusto per noi e per le condizioni meteo nel quale può essere utilizzato. Ecco un breve excursus:

Poliestere: è un polimero termoplastico dall’elevata resistenza meccanica, resistente all’abrasione e ha cattiva trasmissione del calore, che lo rende adatto per capi invernali che devono mantenere elevata la temperatura corporea;
Poliammide: un’altra famiglia di polimeri sintetici, tra i quali ricordiamo il nylon, che ha buona resistenza meccanica e all’abrasione;
Poliuretani: come l’elastane o la Lycra, sono leggeri, deformabili, resistono a sudore e oli per corpo, sono adatti per capi dall’elevata vestibilità, soprattutto per quelli estivi;
Acrilico: un monomero base che viene impiegato per la produzione di polimeri complessi, ha buona resistenza al calore;
Lana merinos: ricavata da pecore merino, ha una dimensione più sottile della lana comune, un’ottima elasticità e resistenza all’usura, viene utilizzata nei capi invernali per donare calore al corpo.

L’intimo nelle stagioni calde

Partiamo a conoscere i vari capi adatti all’utilizzo in bicicletta, iniziando da quelli più leggeri e traspiranti per l’estate e la primavera inoltrata. Infatti girare in condizioni atmosferiche di gran caldo obbliga i ciclisti a dotarsi di capi leggeri, traspiranti e che permettano di eliminare facilmente il sudore e il calore prodotto dal corpo. Inoltre devono proteggere dai raggi UV ed essere resistenti all’abrasione (per non distruggersi in caso di caduta).

Pantaloncini da ciclismo

particolare esterno di un pantaloncino da ciclismo

particolare esterno di un pantaloncino da ciclismo

fondello interno

fondello interno

Si tratta dello strato direttamente a contatto con la zona genitale dei ciclisti. Si compone di due parti: una più esterna, che forma il pantaloncino vero e proprio, è in materiale sintetico, a volte può essere in poliestere oppure in Lycra. All’interno è posizionata la seconda parte, ovvero il fondello che ha Il compito di supportare la zona genitale, di assorbire gli urti, di mantenere la pelle fresca, di evitare o ridurre al minimo sfregamenti, abrasioni e infezioni. Di solito i fondelli sono realizzati con un misto di poliesteri-poliammidi e poliuretani, le cuciture sono piatte e non affiorano (per limitare le abrasioni) e subiscono un trattamento antibatterico che li rende immuni dalle infezioni batteriche. Uno degli errori più comuni dei ciclisti alle prime armi è quello d’indossare le mutande sotto al fondello. E’ un errore, le mutande non vanno mai messe con i fondelli da ciclista, perché hanno cuciture e sono realizzate in materiali non adatti alla pratica sportiva. Il fondello va indossato sulla pelle nuda.

Calze estive

calze da ciclismo estive con rinforzi per evitare le abrasioni

calze da ciclismo estive con rinforzi per evitare le abrasioni

Pedalare in estate, data l’alta temperatura e l’elevata umidità, può “cuocere” i piedi. Per questo le calze estive devono essere traspiranti e fresche, in modo da mantenere bassa la temperatura dei piedi. Inoltre devono essere leggermente comprimenti, ovvero supportare al meglio i muscoli del piede e della caviglia. Le cuciture non devono sporgere, per evitare di abradere la pelle. Di solito sono realizzate in tessuti sintetici come poliuretani o elastani, alcune hanno una percentuale di cotone. Devono comunque essere più alte sulla caviglia rispetto a delle calze estive normali, poiché devono proteggere la pelle del calcagno dall’abrasione provocata dal bordo rigido delle calzature per ciclismo.

L’intimo nelle stagioni fredde

Quando fa davvero freddo, all’abbigliamento intimo è demandato il compito di mantenere alla giusta temperatura le zone periferiche del nostro corpo come i piedi e di proteggere gli organi vitali come cuore, polmoni e apparato digerente. Per questo ai capi invernali è richiesta una buona traspirabilità, capacità di asciugarsi velocemente, apporto di calore e protezione dal vento.

Salopette invernali

particolare di una salopette invernale con bretelle e protezione della parte bassa della schiena

particolare di una salopette invernale con bretelle e protezione della parte bassa della schiena

Costruita sul medesimo principio dei pantaloncini estivi, le salopette invernali offrono protezione alle gambe e alla parte bassa del tronco, grazie alle bretelle. Il fondello è dello stesso tipo utilizzato per la versione estiva. Solitamente sono realizzati in poliestere con apporto di materiale caldo come lana merinos o fibre sintetiche e possono essere ricoperti di una lamina in gore-tex per diventare impermeabili all’acqua.

Calze invernali

calze invernali in misto merinos, per donare calore

calze invernali in misto merinos, per donare calore

Se le calze estive dovevano mantenere il piede al fresco, quelle invernali devono proteggerlo dal freddo, dall’acqua e dal vento. Infatti non esiste nessuna calzatura che offra una protezione totale dall’acqua e dall’aria, per cui è buona cosa indossare delle calze apposite. Infatti le zone periferiche del nostro corpo tendono a scendere velocemente di temperatura quando fa freddo, poiché il calore corporeo e la circolazione del sangue vengono concentrati nella parte centrale, per salvare il cuore e gli altri organi vitali (il nostro corpo è progettato per sopravvivere, l’ho già scritto in altri articoli). Se ci pensate bene, gli episodi di congelamento riguardano sempre piedi o mani, per questo la scelta delle calze invernali è importante. Di solito sono più lunghe di quelle estive e possono arrivare a coprire anche tutto il polpaccio. La lunghezza va scelta in base al proprio grado personale di sopportazione del freddo. Sono realizzate in fibra sintetica elastica mista a lana merinos, che è leggera e offre calore. Alcuni modelli sono rivestiti in gore-tex per offrire una protezione altissima all’acqua, a scapito però della traspirazione.

Canottiere termiche

ottime nei periodi autunnali, le canottiere termiche offrono protezione e leggerezza

ottime nei periodi autunnali, le canottiere termiche offrono protezione e leggerezza

Quando iniziano i primi freddi, istintivamente siamo portati a coprire la zona centrale del busto. Per ottenere una buona protezione mentre si gira in bici si può scegliere dell’intimo termico, da indossare sotto la maglietta. In autunno o nel primo periodo invernale, per evitare d’indossare maglie termiche a maniche lunghe, si può optare per le canottiere o le magliette a maniche corte. Questi capi sono realizzati in poliestere, elastico e caldo, e hanno una vestibilità abbastanza attillata, in modo da avere un effetto contenitivo e raggiungere un livello di confort definito “seconda pelle”. In commercio vi sono maglie termiche che fungono essenzialmente da barriera antivento e altre che sfruttano la sudorazione per regolare la temperatura corporea, in modo da mantenerla costante. Alcuni modelli, anche se parecchio costosi, sono progettati per “costringere” il ciclista a sudare anche quando lo sforzo non è intenso, in modo da portare la parte centrale del corpo a una temperatura adeguata e costante.

Maglie termiche a maniche lunghe

quando fa davvero freddo, una maglia termica è la soluzione adatta per non smettere di girare

quando fa davvero freddo, una maglia termica è la soluzione adatta per non smettere di girare

Quando il freddo si fa pungente si può optare per la maglie termiche a maniche lunghe, che offrono protezione anche per le braccia. Ne esistono sostanzialmente di due tipi: a vestibilità attillata e normale. Quelle a vestibilità attillata funzionano allo stesso modo delle canottiere termiche: la compressione aiuta a migliorare lo scambio termico e la sudorazione, mantenendo caldo il busto. Di solito questo tipo di maglie è realizzato in 100% poliestere. Quelle normali invece vestono come una maglia qualsiasi e sono costituite da fibre sintetiche misto lana merinos, per apportare calore. Le magliette termiche devono comunque rendere agevoli i movimenti e non costringere la corporatura, evitando la sensazione di soffocamento che si ha quando s’indossa qualcosa di stretto.

Intimo termico e odori sgradevoli

L’intimo termico, per via delle fibre sintetiche dalle quali è costituito e dal principio di funzionamento basato sulla gestione del sudore, è portato per sua natura a intrappolare un odore sgradevole dopo un’uscita in bicicletta. Infatti la parte acquosa del nostro sudore evapora grazie alla traspirazione, lasciando i sali che impregnano il tessuto e portano alla formazione dei cattivi odori. Di solito non è un grosso problema, poiché una volta terminata l’uscita si butta tutto nel cesto della biancheria sporca e ci si fa una bella doccia calda. Diversa è la situazione ad esempio per i cicloturisti o i ciclisti urbani. I primi possono ritrovarsi in un luogo dove non riescono a lavare i loro capi e i secondi arrivare al lavoro, cambiarsi ma non avere modo di lavare la maglietta intima, che rimane così nello spogliatoio. I capi tecnici hanno un’elevata lavabilità, per cui si possono anche sciacquare sotto l’acqua fredda e mettere ad asciugare all’aria per eliminare i cattivi odori (non metteteli sul calorifero o peggio su stufe perché a base di polimeri plastici) e poi poterli indossare nuovamente. Usare un po’ di sapone di Marsiglia mentre li si sciacqua sotto l’acqua corrente aiuta notevolmente a ridurre i cattivi odori. Rimane il fatto che una maglia termica, se usata spesso, è portata a impregnarsi dell’odore della persona che la indossa. A volte l’odore permane in maniera sottile anche se lavata in lavatrice, poiché non potete certo usare temperature alte o detersivi aggressivi. Io, per evitare questo inconveniente, acquisto l’intimo termico a inizio inverno (basta un budget di 20-30 euro), lo uso intensamente e poi, quando arriva il punto in cui il mio odore rimane “appiccicato” alle maglie anche dopo il lavaggio in lavatrice, le butto (di solito questo accade a metà primavera), per poi acquistarne di nuove nell’Ottobre seguente.

Budget

Parliamo di soldi, che alla fine è la questione che interessa tutti noi. Va da sé che il detto “chi più spende meno spende” valga anche per l’intimo tecnico, ma si può affermare che esistano marche e prodotti che offrono una protezione elevata a un prezzo abbordabile. Un set di abbigliamento intimo tecnico potrebbe essere così composto:

Pantaloncini da ciclista: è l’acquisto più costoso, perché non dovete lesinare sulla qualità del fondello e sulla comodità. Dai 30 ai 50€;
Calze estive: se ne trovano a poco prezzo, anche a 3 euro al paio;
Salopette invernali: premesso che ci sono prodotti che arrivano a costare 300€, una salopette da 70€ è un investimento da fare e che spalmerete su parecchi inverni;
Calze invernali: anche qui, se cercate bene, potete trovare prodotti buoni a 5€ al paio;
Canottiere termiche: dai 5 ai 10€ è un prezzo onesto;
Magliette termiche: qui il discorso varia dal grado di protezione e di sopportazione del freddo, che è estremamente personale. Le maglie termiche possono costare dai 10 ai 35€, ma ne esistono anche da 100 e passa euro, che utilizzano il sudore come equilibratore della temperatura. Il mio consiglio è di acquistare solo ciò che fa per voi e di cui avete bisogno e non quello che la pubblicità vi fa credere sia il meglio.

Libri

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4 Risposte a Abbigliamento intimo per ciclisti

  1. Paolo ha detto:

    sarebbe interessante indicare il nome delle marche indicando il prodotto…. grazie

  2. Marco ha detto:

    Salve, dovrei comprare delle calze sportive per ciclismo, mi servirebbero dei consigli. Sapreste dirmi di che materiale conviene prenderli? Ci sono delle marche migliori rispetto ad altre? Secondo voi che tipo di calze dovrei prendere considerato che vado in bici da primavera ad autunno?
    Ho visto una guida sulle calze sportive, dove ci sono anche dei modelli.
    Ecco quelli che ho visto: http://www.tapisroulantelettrico.org/abbigliamento-sportivo/calze-sportive-come-scegliere-quelle-giuste/ conoscete altri modelli altrettanto buoni da suggerirmi?

    Grazie in anticipo per i consigli

    • Omar Gatti ha detto:

      Ciao Marco,
      visto l’utilizzo, il mio consiglio è di prenderle in cotone, perché sono traspiranti e non fanno puzzare i piedi (cosa che invece può capitare con calze ultrasintetiche). Tra i vari modelli, dipende da che vestibilità vuoi. il mio consiglio è di cercare tra i modelli Gore Wear.

      Buone pedalate!

      Omar

  3. Marco ha detto:

    Grazie!

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