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Analizzare il rendimento nel ciclismo: la dispersione

Bikelife, Salute, Statistica • di

Dopo aver visto le misure di tendenza centrale, cioè quale siano i valori medi di un gruppo di numeri riconducibili alla prestazione di un ciclista, passiamo a descrivere le misure di dispersione. Si tratta di un modo di analisi ulteriore, che consente di effettuare valutazioni più approfondite e mirate, per poter comprendere come si stia evolvendo la performance di un ciclista.

Indice
Indici di dispersione
Come applicare la dispersione al ciclismo
Concludendo

Indici di dispersione


Dispersione_1

La dispersione, in statistica, è lo scostamento distributivo rispetto alla media. In sostanza con il calcolo della media conosciamo quale siano i valori centrali di una serie di osservazioni mentre con la dispersione comprendiamo quando sia lo scostamento da tale media.
Si tratta di indici molto importanti, poiché permettono di determinare la differenza e l’andamento di un atleta e determinarne, tra le altre cose, la costanza.

Gli indici dispersione sono:
Devianza: la somma del quadrato della differenza tra i valori osservati e la media;
Varianza: lo scostamento dalla media;
Deviazione standard: detta anche scarto quadratico medio, indica la precisione con la quale variano i vari valori osservati;
Coefficiente di variazione: è l’indice della precisione dei valori osservati. Più il valore riscontrato è basso e minore la variabilità tra i numeri osservati e catalogati.

Come applicare la dispersione al ciclismo


Per passare dalla teoria alla pratica, utilizziamo gli indici di dispersione in un esempio comune. Un preparatore atletico giovanile vuole valutare la costanza e l’andamento della prestazione di 5 atleti promettenti, sulla base delle 10 gare più importanti della stagione.
Prende le gare effettuate e compila una tabella che li mette a confronto:

Dispersione_2

Calcola per prima cosa le medie aritmetiche di ciascun atleta:

Dispersione_3

Da questa prima tabella si evince come Sergio Cromi sia il migliore del gruppo, mentre il peggiore è Silvio Carboni.
Ma questo dato non racconta molto degli atleti. Per esempio non ci dice quale sia il più costante, cioè quello che abbia ottenuto risultati più costanti e meno variabili.

L’allenatore procede quindi nell’ordine a calcolare:
Devianza: si prende ciascun posizionamento e gli si sottrae la media. Si eleva al quadrato ciascuna differenza e poi si sommano i risultati;
Varianza: si prende il valore della devianza e lo si divide per il numero di osservazioni effettuate. Se si fa un’analisi su tutta la popolazione si divide per il numero totale delle osservazioni, mentre se si sta valutando un campione (come in questo caso), si divide per il numero di osservazioni – 1;
Deviazione standard: si fa la radice quadrata della varianza;
Coefficiente di variazione: si divide la deviazione standard per la media e si moltiplica il tutto per 100 (per avere la percentuale).

I risultati sono i seguenti:

Dispersione_4

Cosa può capire l’allenatore da questa analisi? Che la percentuale di variazione è molto alta in tutti gli atleti tranne in Sergio Liti, che ha dimostrato un rendimento costante nel tempo. Ciò significa che gli altri atleti, nonostante abbiano ottenuto risultati migliori, tendono a essere meno costanti e prevedibili rispetto a Sergio. Ad esempio Lucio Cromi, che ha una media dei piazzamenti migliori di tutte, è comunque molto inconstante. Questo fa capire all’allenatore che i problemi possono essere due: una cattiva gestione della periodizzazione, che non consente di allineare i picchi di forma alle gare oppure una difficoltà degli atleti ad attivarsi mentalmente o a vincere l’ansia da gara, che poi li rende incapaci di controllare le emozioni e di esprimere il loro potenziale.
Da questa analisi l’allenatore sa che dovrà lavorare su due fronti per migliorare il rendimento generale dei suoi atleti, cosa che non avrebbe potuto comprendere appieno se si fosse basato solo sulle sue intuizioni.

Concludendo


Abbiamo visto come effettuare un’analisi statistica applicata al ciclismo sempre più approfondita, calcolando gli indici di dispersione che, insieme alla media, ci forniscono molti dati utili al fine di valutare le prestazioni dei ciclisti.





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