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Recensione bicicletta B’Coool di B’Twin

Bici pieghevoli, Bikelife, Urban • di

Bcoool

Nonostante il nome, cool non lo è mai stata. Dunque se della bicicletta vi intrigano soprattutto gli aspetti più fashion, selle Brooks e telai ultraessenziali, tanto per intenderci, difficilmente la B’coool vi dirà granché. Se alla vostra due ruote invece chiedete soprattutto di essere pratica e affidabile, questa bicicletta – ora in offerta a 130 euro sul sito di Decathlon – potrebbe essere un ottimo affare. Io ci giro per Milano da quasi un anno, me la sono portata anche in trasferta ferroviaria in un paio di occasione (operazione non comodissima per via dei suoi 15 km di peso) e, facendo un calcolo molto approssimativo, direi che ci ho macinato circa 500 chilometri. Nel complesso il giudizio è positivo, che diventa più che positivo in considerazione del rapporto qualità/prezzo. Qui di seguito cerco di spiegarne i motivi.

Innanzitutto qualche considerazione sul telaio che non ha la solita geometria ma propone un tubo obliquo di notevoli dimensioni su cui va a innestarsi il piantone. Questa combinazione, insieme al manubrio rialzato (in acciaio), permette una seduta ribassata molto verticale e di notevole comfort. Credo, ma non l’ho mai sperimentato direttamente, che possa avere qualche limite nelle lunghe percorrenze, diciamo oltre i 12/15 chilometri, distanze su cui comincia a farsi sentire anche il peso. Le dimensioni compatte della bicicletta (il passo segna 105 cm) offrono una guida agile che fa il paio con una formidabile stabilità. Il manubrio stretto (54 cm) è comodo nel traffico urbano ma ha una reattività decisamente superiore alla media: se siete abituati con un manubrio tradizionale all’inizio vi sembrerà un po’ strano.

Il cambio a doppia velocità è interno al mozzo della ruota posteriore: il passaggio da un rapporto all’altro avviene automaticamente al superamento dei 16 km/h. Una buona soluzione che, per essere sfruttata al meglio, richiede qualche accorgimento nella pedalata, soprattutto in fase di rilancio della bicicletta. Il rischio è di andare “fuori giri”. Montato per la prima volta su un modello b’Twin, il cambio automatico è solo uno degli elementi che fanno di questa bici un mezzo a manutenzione quasi-zero. La catena anticorrosione non richiede lubrificazioni frequenti e stando al manuale di istruzioni è progettata in modo tale da non cadere (in effetti a me non è mai successo). Il freno posteriore è a contropedale: se i pattini non ci sono, non si consumano e non devono essere sostituiti. Semplice! Per le frenate di emergenza, in ogni caso, c’è il freno anteriore, un tradizionale v-brake. Ci vuole un po’ di tempo per abituarsi, dopodiché diventa quasi naturale girare i pedali indietro per rallentare o arrestarsi. La vera scomodità di questo sistema è che, una volta fermi, non è possibile sistemare il pedale nella posizione ideale per ripartire. Quindi è necessario pensarci in anticipo, prima di fermare la bicicletta.

Il vero punto forte della B’coool sono le ruote. Sui cerchi da 24 pollici, infatti, sono montati copertoni rinforzati in kevlar all’interno dei quali si trovano camere d’aria auto-riparanti. Cosa vuol dire tutto questo? Che è praticamente impossibile bucare. Detto così può sembrare uno slogan pubblicitario e, per verificarlo personalmente, sono passato varie volte su una tavoletta chiodata. La perdita di pressione è stata quasi impercettibile. Ciò è reso possibile da un gel all’intero della camera d’aria (in caso di sostituzione, sono in vendita a 5 euro) che reagisce a contatto con l’aria proveniente dal buco, chiudendolo immediatamente.

Nata per la città, la B’coool non ha lo sgancio rapido sul collarino del reggisella, così da complicare la vita a eventuali malintenzionati. Meno comprensibile la replica di questa scelta anche sulle ruote visto che, se è vero che il sistema anti-foratura limita di molto la frequenza di questa operazione, è anche vero che in caso di necessità è impossibile togliere le ruota senza una chiave inglese.

A naso, direi che la B’coool non sia stata un grande successo di vendita. E credo che a penalizzarla sia stata soprattutto la mancanza di appeal sul pubblico giovane per cui era stata pensata. Resta comunque una bicicletta urbana comoda e funzionale. Che, tra l’altro, si può portare a casa a un prezzo decisamente interessante.






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