La Provincia Autonoma di Trento investe sulla sicurezza e sul rispetto reciproco tra chi pedala e chi guida: a luglio sono stati realizzati oltre 30 chilometri di nuove corsie ciclabili lungo due arterie molto frequentate dai ciclisti, la SP 64 e la SS 43 da Mezzolombardo a Fai della Paganella (12 km) e la SS 612 della Val di Cembra, da Valda a Stramentizzo (18,9 km).
Si tratta delle Bike Lane, corsie ciclabili tracciate sul lato destro della carreggiata, larghe tra 80 e 100 cm, segnalate con strisce bianche discontinue. Non sono piste ciclabili riservate, ma un segnale visivo costante che ricorda agli automobilisti la possibile presenza di biciclette e invita tutti a prestare maggiore attenzione. Le auto possono percorrerle quando non ci sono ciclisti, sempre con prudenza e rispetto della distanza minima di 1,5 metri nei sorpassi.
Durante la presentazione ufficiale a Trento, il presidente della Provincia Autonoma di Trento Maurizio Fugatti ha sottolineato: “Le Bike Lane non restringono la carreggiata, ma ampliano il rispetto reciproco. Per il Trentino, che ha fatto della mobilità sostenibile un valore identitario, significa investire sulla qualità della vita dei cittadini e sulla sicurezza dei nostri giovani”.

Una campagna di sensibilizzazione
L’iniziativa è accompagnata da una campagna di comunicazione con sei spot video per TV, radio e social: tre con l’ex corridore – e campione del mondo 1988 – Maurizio Fondriest, e tre con i giovani ciclisti Irene Campostrini e Mirko Valentini, che spiegano in modo leggero le regole da rispettare in strada.
Fondriest, da sempre impegnato per la sicurezza dei ciclisti, ha ricordato che: “La bike lane non restringe la carreggiata, ma amplia la cultura della sicurezza. Rispettare le regole è il primo passo per vivere la strada con responsabilità, che si pedali o si guidi”.
Non a caso, Fondriest è anche il fondatore dell’Associazione “Io Rispetto il Ciclista”, creata insieme all’ultraciclista Paola Gianotti e a Mauro Cavorso, responsabile sicurezza stradale dell’ACCPI (Associazione Corridori Ciclisti Professionisti Italiani). L’Associazione ha già fatto installare migliaia di cartelli in Comuni di tutta Italia per ricordare la regola dei 1,50 metri nei sorpassi.
Un segno di memoria e responsabilità
Le Bike Lane sono anche un gesto concreto di memoria per Sara Piffer e Matteo Lorenzi, due giovani promesse del ciclismo trentino scomparse tragicamente: investite e uccise durante gli allenamenti in bici su strada. Le loro storie hanno reso ancora più forte l’impegno delle istituzioni a favore della sicurezza sulle strade.
Il progetto è ora in fase di monitoraggio: se i risultati saranno positivi, l’inverno vedrà l’estensione delle corsie ad altre 28 salite storiche del Trentino, per arrivare a 385 km di tracciato.
Un passo importante, quindi, verso una mobilità più sicura, sostenibile e rispettosa, dove il valore dello sport incontra quello della convivenza civile.

[Fonte]


















Complimenti a Sergio Deromedis che è riuscito a farle realizzare convincendo gli amministratori, ma va ricordato che le corsie ciclabili da comma 12bis Art. 3 CdS devono avere una larghezza minima di 1,25 m come da Art. 7 DM 557/99, ciclabili contigue ad altra corsia, ciclabile, veicolare o pedonale. Quindi sono sperimentali e vanno sempre segnalate con cartelli di sorpasso a 1,5 m. Il CdS comunque consiglia sempre le Piste ciclabili anche in corsia riservata in carreggiata, larga min. 1,5 m tra striscia gialla di 30 cm e striscia di margine stradale o Gutter-pan di 30 cm (franco laterale per pedali) verso i marciapiedi.
Quindi ora le ciclabili sono semplicemente una striscia bianca DENTRO la corsia esistente.
Ben fatto così si risparmiano soldi, basta ciclabili solo striscie bianche.
Ridicolo
[Sono corsie ciclabili – le cosiddette Bike Lane – e vengono utilizzate in tutto il mondo, a partire dai Paesi più ciclisticamente avanzati – Bikeitalia.it]