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Colle della Lombarda in bici: bellezza silenziosa e sconosciuta delle Alpi Marittime

Colle della Lombarda in bici: bellezza silenziosa e sconosciuta delle Alpi Marittime

Se c’è una cosa che ho imparato in vent’anni di scalate sulle Alpi franco-piemontesi è che sono i ripetuti passaggi del Tour de France e del Giro d’Italia a calamitare l’interesse degli appassionati verso i grandi colli alpini. Solo così riesco a spiegarmi perché ascese paesaggisticamente trascurabili possano essere molto più note di salite con panorami mozzafiato come quelli che si ammirano scalando il Colle della Lombarda.

Questo colle transfrontaliero posto a 2347 metri di quota unisce le valli Stura e Tinée e si trova nel Massiccio del Mercantour-Argentera. Le grandi corse a tappe hanno superato questo valico soltanto in due occasioni: nel Tour de France 2008 salendo dalla Valle Stura e nel Giro d’Italia 2016 scalando il versante della Vallée de la Tinée. In quest’ultima occasione, il passaggio sul colle franco-italiano mise le ali a Vincenzo Nibali che riuscì a conquistare la sua seconda maglia rosa a 24 ore dall’epilogo torinese.
Va detto che in due occasioni – 1993 e 2024 – la Grande Boucle è arrivata a Isola 2000, fermandosi nella località francese posta a 3 km dalla sommità. Lo scorso anno la “versione ridotta” del Col de la Lombarde è stata teatro di uno degli show di Tadej Pogačar.

Colle della Lombarda: la salita dal versante italiano

Partiamo da una premessa estranea a qualsiasi patriottismo: raramente mi è capitato di riscontrare uno squilibrio paesaggistico così ampio come fra i due versanti del Colle della Lombarda. Se il versante italiano fa di questo colle uno dei più belli su cui mi sia capitato di pedalare, per quello francese posso dire esattamente il contrario.

COLLE DELLA LOMBARDA lato italiano, crediti Davide Mazzocco
COLLE DELLA LOMBARDA lato italiano, crediti Davide Mazzocco

La salita incomincia un chilometro a ovest di Vinadio quando si abbandona la SS21 per immettersi sulla SP255. Si parte da quota 878 metri per raggiungere quota 2347 metri dopo 21 km di ascesa con una pendenza media del 7%. La salita si può dividere in tre segmenti: una prima parte di 10 km all’8% con tratti ombreggiati e alcune serie di tornanti ravvicinati, i 3 km al 4,5% che precedono il bivio per Sant’Anna di Vinadio e l’epilogo panoramico di 8 km al 6,7%.

Lasciato alle spalle l’abitato di Pratolungo – nel quale è possibile rabboccare la propria borraccia a una fontana – si comincia a salire con una sequenza di 13 tornanti in appena un chilometro e mezzo. È un tratto pedalabile che si conclude con l’attraversamento della frazione di Puà. Da qui la strada prosegue con un lungo rettilineo con pendenze quasi sempre in doppia cifra e il conforto dell’ombra di un bosco di latifoglie.

Ultimo tratto del versante italiano

COLLE DELLA LOMBARDA lato italiano, crediti Davide Mazzocco
COLLE DELLA LOMBARDA lato italiano, crediti Davide Mazzocco

A concludere questo primo impegnativo tratto di salita è una sequenza di quattro tornanti ravvicinati che fanno da preludio alla “tregua” di 3 chilometri che precede il bivio per Sant’Anna di Vinadio. In questo segmento, nel quale la pendenza media è del 4,5% la valle si apre offrendo allo sguardo di chi pedala la natura incontaminata delle Alpi Marittime.

Svoltando a sinistra al bivio che condurrebbe altrimenti al Santuario di Sant’Anna di Vinadio, la strada prosegue per 3 km all’interno di una pineta. Quando si torna allo scoperto, a quota 2100 metri, un paio di rampe all’11% pongono fine alla fatica.

Il resto del colle è bellezza immersa nel silenzio. Così tanto che in un mattino nebbioso dell’agosto di cinque anni fa, percorrendolo in discesa, mi sono trovato al cospetto di un lupo. Non dimenticherò mai quell’istante: la fuga immediata dell’animale verso l’alto, le mie mani che fanno fatica a tenere il manubrio per l’emozione.

Negli ultimi 3 km la strada è un sinuoso serpentone di asfalto in mezzo a laghetti di montagna. Giunti in cima, non resta che scattare una foto davanti al cartello del colle.

COLLE DELLA LOMBARDA lato italiano, crediti Davide Mazzocco
COLLE DELLA LOMBARDA arrivo in cima, crediti Davide Mazzocco

Col de la Lombarde: la salita dal versante francese

Dal punto di vista puramente numerico il versante francese della Lombarda – Col de la Lombarde nella denominazione transalpina – è molto simile a quello opposto: si parte a quota 866 metri per raggiungere la sommità in 20,6 km con una pendenza media del 7,2%.

La parte più difficile dell’ascesa è quella che va da Isola al quarto ponte sul Torrent de la Guercha. In questi primi 3,6 km caratterizzati da un lungo rettilineo e da una serie di otto tornanti la pendenza media è dell’8,9% con numerosi tratti in doppia cifra. All’attacco dell’ascesa la valle è molto stretta e nelle giornate estive il caldo non fa che incattivire una scalata già difficoltosa per le pendenze.

COL DE LA LOMBARDE - versante francese, crediti Davide Mazzocco
COL DE LA LOMBARDE – versante francese, crediti Davide Mazzocco

Dopo 22 tornanti inizia una fase della salita caratterizzata da 4 gallerie inframmezzate da ulteriori tornanti. Fino a metà dell’ascesa le pendenze restano consistenti, poi il gradiente scende finalmente al di sotto del 5%. L’avvicinamento a Isola 2000 e il suo attraversamento sono caratterizzati da una pendenza piuttosto regolare che, per cinque chilometri, si mantiene intorno al 6%.

COL DE LA LOMBARDE - versante francese, crediti Davide Mazzocco
COL DE LA LOMBARDE – versante francese, crediti Davide Mazzocco

Lasciati alle spalle gli ultimi edifici di Isola 2000, l’epilogo del Col de la Lombarde torna a essere terreno per scalatori, con una pendenza media dell’8,2% negli ultimi 3 km. Come detto in precedenza, il panorama sul lato francese lascia a desiderare a causa dell’edificazione selvaggia avvenuta nella seconda metà del secolo scorso.

COL DE LA LOMBARDE - versante francese, crediti Davide Mazzocco
COL DE LA LOMBARDE – versante francese, crediti Davide Mazzocco

Al contrario, la veduta che si gode sul lato italiano è premiante, un paesaggio nel quale la natura domina incontrastata.

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Commenti

  1. dario slaviero ha detto:

    Buongiorno , più che un commento cerco un consiglio, ho guardato qua e là in rete, ho avuto l ‘impressione di una salita calda, senza ombra, senza acqua e non ho visto rifugi per ristori…..

    mi sono sbagliato ???? GRAZIE

  2. Sergio ha detto:

    Ho fatto la Lombarda e poi La Bonette per poi scalare la Maddalena e tornare a Cuneo nell’ambito di una Fausto Coppi negli anni ’90

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