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La giusta distanza: come sorpassare i ciclisti

Andare in bici, Bici, Bikelife • di

Il sorpasso di una bicicletta è una manovra che chi guida un’auto compie frequentemente, e vista l’esposizione del ciclista, sprovvisto di una corazza di metallo a protezione, è bene prestare ancora più attenzione di quando si sorpassa un’altra auto. Il Codice della Strada non si esprime in merito al sorpasso di uno o più ciclisti ma, come vedremo nell’articolo, alcuni mesi fa è stato presentato un ddl per aggiornare una voce del regolamento in merito alla distanza di sorpasso. Come sempre alla guida, però, non è solo questione di regole ed anche il buon senso può aiutare a migliorare la sicurezza dei sorpassi, evitando pericoli e incidenti per sé e per gli altri utenti della strada, non solo i ciclisti.

Indice
Cosa dice il Codice della Strada
Distanza di sorpasso 1,5 m: il nuovo ddl
Per gli automobilisti: rallentare
Per i ciclisti: viaggiare al centro della carreggiata su strade strette
I ciclisti possono sorpassare a destra?
Proposta: test di convivenza bici-auto per la patente
Concludendo

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Cosa dice il Codice della Strada

Come detto, il Codice della Strada non si esprime in modo specifico circa i sorpassi alle biciclette (peraltro, ancora definite “velocipedi”), ma piuttosto sul sorpasso di un veicolo in generale, attraverso l’articolo 148, che recita:

3. Il conducente che sorpassa un veicolo o altro utente della strada che lo precede sulla stessa corsia, dopo aver fatto l’apposita segnalazione, deve portarsi sulla sinistra dello stesso, superarlo rapidamente tenendosi da questo ad una adeguata distanza laterale e riportarsi a destra appena possibile, senza creare pericolo o intralcio. Se la carreggiata o semicarreggiata sono suddivise in più corsie, il sorpasso deve essere effettuato sulla corsia immediatamente alla sinistra del veicolo che si intende superare.

4. L’utente che viene sorpassato deve agevolare la manovra e non accelerare. Nelle strade ad una corsia per senso di marcia, lo stesso utente deve tenersi il più vicino possibile al margine destro della carreggiata.

Come si legge dal comma 3, il Codice della Strada parla di “apposita segnalazione” (mettere la freccia) e di una distanza di sorpasso “adeguata”, senza però fornire un’indicazione quantitaiva della stessa.
Inoltre, come indicato nel comma 4, si consiglia di tenersi “il più vicino possibile al margine destro della carreggiata”, indicazione senz’altro corretta per le auto ma non sempre per le biciclette, tra poco vedremo il perché.

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Distanza di sorpasso 1,5 m: il nuovo ddl

A marzo del 2017 alcuni deputati di vari schieramenti (dal PD a Forza Italia) hanno presentato una proposta di disegno di legge per colmare il vuoto normativo del Codice sul sorpasso delle biciclette, proponendo l’obbligo di effettuare tale manovra a non meno di 1,5 metri di distanza, pena una multa fino a 600 euro e sospensione della patente nel caso in cui l’infrazione venga compiuta due volte nello stesso anno.

Che la politica sollevi il tema della sicurezza dei ciclisti è senz’altro una nota positiva, d’altra parte resterà da capire in che modo la Polizia municipale sarà in grado di rilevare l’effettiva distanza di sorpasso tenuta da un’auto nei confronti di un ciclista, sia sul momento che nelle rilevazioni dopo un incidente. Un metro e mezzo è un’indicazione millimetrica, per cui chi sorpassa a pochi centimetri in meno di questa distanza potrebbe già essere multato. La debolezza del ddl è essenzialmente qui, nella sua effettiva possibilità di attuazione.

Per gli automobilisti: rallentare

Come NON fare un sorpasso

Se la parola d’ordine numero 1 è “spazio”, subito dopo viene “velocità”, o meglio “rallentare”. La velocità è infatti una delle principali cause degli incidenti stradali ed influisce enormemente sulla gravità degli stessi. Durante il sorpasso di una bici la visuale in auto non è quasi mai ottimale poiché chi è al volante si trova leggermente defilato a sinistra in posizione di guida e il ciclista a destra, e occupando molto meno spazio di un’auto può risultare poco visibile. Per questo è bene, oltre che mantenere un’adeguata distanza di sicurezza, moderare la velocità: per aumentare la percezione dello spazio disponibile, rassicurare il ciclista di essere stato visto e, nella peggiore delle ipotesi ovvero lo scontro, scongiurare traumi fisici gravi.

Per i ciclisti: viaggiare al centro della carreggiata su strade strette

Quando si pedala su strade strette, procedere come suggerisce il Codice della Strada “il più vicino possibile al margine destro della carreggiata”, può essere pericoloso perché induce l’automobilista a pensare che ci sia sufficiente spazio per il sorpasso e ad azzardare la manovra. In questi casi l’unico modo per evitare un comportamento simile è viaggiare al centro della carreggiata ed impedire fisicamente il sorpasso.
Può essere utile anche fare un gesto indirizzato all’auto in coda, per far capire che ci si è accorti della sua presenza ma invitando ad attendere un tratto di strada più opportuno per il sorpasso.

I ciclisti possono sorpassare a destra?

Sì, i ciclisti possono sorpassare a destra ma solo, come nel caso delle auto in marcia per file parallele, quando esse sono ferme o in lento movimento, tipicamente in attesa del semaforo o incolonnate nel traffico.

Proposta: test di convivenza bici-auto per la patente

Il ddl presentato e attualmente in discussione al Senato è un primo passo nella giusta direzione ma, anche qualora venisse introdotto, non è detto che riuscirà da solo a ridurre sensibilmente gli incidenti tra auto e bici in caso di sorpasso. Al solito la politica agisce con la logica della sanzione o dell’inasprimento della pena – vedi la recente introduzione del reato di omicidio stradale – senza andare però alla vera radice del problema: la cultura.

Il comportamento generale al volante è figlio dell’educazione stradale ricevuta, a partire dalla scuola guida per il conseguimento della patente. Per quel poco che ho visto, oggi la scuola guida italiana non garantisce un’adeguata preparazione alla convivenza tra auto e bici. E se fino a qualche anno fa le bici in città si contavano sulle dita di una mano, oggi la situazione è diversa e queste sono un mezzo di trasporto sempre più presente nei centri urbani, pertanto i programmi delle scuole guida dovrebbero essere aggiornati e prevedere dei test specifici per insegnare la convivenza con le bici e le giuste manovre da effettuare. D’altra parte anche un minimo di educazione all’andare in bici a partire dalle scuole elementari sarebbe utile e oggi manca del tutto. Se i futuri utenti non vengono formati correttamente per affrontare la strada in sicurezza, che senso hanno poi le pene più severe?

Concludendo

Come abbiamo visto, la sicurezza stradale e la correttezza dei sorpassi alle bici non dipendono solo dall’osservanza del Codice della Strada, che comunque è un riferimento imprescindibile, ma anche, come sempre in ogni situazione, dal buon senso. Così come mantenere la giusta distanza in fase di sorpasso è una prima prerogativa indispensabile, anche una velocità moderata può ridurre i rischi di incidente e, se non è proprio possibile evitarlo, limitare al minimo i traumi fisici del ciclista.

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