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La mia 5Mila Marche tra ciclismo, passione e sapori marchigiani

La mia 5Mila Marche tra ciclismo, passione e sapori marchigiani

La 5Mila Marche è ormai un appuntamento immancabile nel mio calendario. Ogni anno, a fine settembre, a Porto Recanati va in scena una manifestazione che non è solo una granfondo, ma una vera e propria festa del ciclismo. Tre giorni intensi, scanditi da sport, musica, panorami e convivialità, che si sono svolti quest’anno dal 19 al 21 settembre, sotto un sole estivo che ha reso l’atmosfera ancora più speciale.

A guidare il tutto c’è Andrea Tonti, ex professionista e oggi titolare di Bike Division Tour Operator, che con passione e cura maniacale dei dettagli ha trasformato questa kermesse in una “classica di fine stagione”. Il suo obiettivo è chiaro: far vivere a ogni ciclista un’esperienza indimenticabile, in totale sicurezza e con un’attenzione degna di un ospite VIP.

5000 Marche Giorno 1 – Venerdì: Expo e attesa

5000 Marche

Il venerdì si è aperto con l’inaugurazione del villaggio Expo sul lungomare di Porto Recanati. Una cornice perfetta: il mare da un lato, lo skyline delle colline marchigiane dall’altro.

Gli stand espositivi hanno animato la giornata, con le ultime novità di marchi di biciclette, integratori, accessori e partner dell’evento. La sensazione era quella di un grande “salotto del ciclismo”, dove si respirava passione e curiosità. Passeggiando tra gli stand, non era raro incrociare volti noti, scambiare consigli tecnici o semplicemente chiacchierare di percorsi e imprese passate.

La sera Porto Recanati ha iniziato a vestirsi a festa: tra ristoranti pieni di ciclisti, famiglie e turisti, e l’attesa per le prove del sabato, la città sembrava pulsare al ritmo delle due ruote.

Giorno 2 – Sabato: Extreme, Gravel, Family e Spinning

Stand

Il sabato mattina il villaggio si è riempito di musica ed energia grazie a una sessione di spinning sul palco: un allenamento collettivo che ha coinvolto appassionati e curiosi, trasformando la piazza in una palestra a cielo aperto. È stato il preludio perfetto alle sfide sportive della giornata.

La 5Mila Marche Extreme

Mare

All’alba sono partiti i coraggiosi della 5Mila Extreme, una randonnée da 274 km e 5.290 metri di dislivello che ha toccato l’intero territorio marchigiano: dal mare agli Appennini, passando per borghi e vallate che hanno regalato paesaggi unici. Il vincitore ha completato l’impresa in poco meno di 9 ore e mezza, un tempo che racconta la durezza ma anche la scorrevolezza del percorso, disegnato per esaltare chi ama le grandi distanze.

La Gravel

A metà mattinata è stata la volta della 5Mila Gravel, con i suoi 69 km e 800 metri di dislivello. Il percorso ha alternato tratti di asfalto a suggestive strade bianche, attraversando luoghi iconici come Loreto e Recanati. Un mix di panorami, cultura e fatica che ha permesso a tanti di scoprire un volto autentico delle Marche.

La Family

Non è mancata la pedalata Bike&Family, una ciclopasseggiata di 10 km aperta a grandi e piccoli, con arrivo in festa e una ricca merenda per i bambini e i genitori. Un segnale chiaro: la 5Mila Marche non è solo competizione, ma un contenitore capace di accogliere tutti, anche chi vuole vivere la bici come semplice momento di condivisione.

La giornata si è chiusa con musica e intrattenimento: il DJ set ha trasformato Porto Recanati in una discoteca all’aperto, consolidando il clima di festa che caratterizza questo evento.

Giorno 3 – Domenica: la mia Mediofondo della 5Mila Marche

5mila marche

La domenica è arrivato il mio momento: la Mediofondo, circa 87 km con 1.200 metri di dislivello.
La partenza dal lungomare di Porto Recanati è stata emozionante: il mare calmo rifletteva i primi raggi di sole e, voltandosi verso l’interno, lo sguardo correva tra colline dolci e borghi arroccati. Un panorama che da solo valeva la fatica.

Ho corso da solo per gran parte del percorso, cercando di agganciarmi ai gruppi che riuscivo a seguire. L’obiettivo era di chiuderla con qualche minuto in più rispetto all’anno scorso, perché quest’anno era più lunga di 7 km.

Il percorso si è rivelato veloce e scorrevole, ma non privo di impegno: le salite erano tutte pedalabili, senza rampe impossibili, ma abbastanza lunghe e continue da mettere alla prova il ritmo.
La gestione dell’alimentazione è stata fondamentale: ho puntato a circa 90 grammi di carboidrati l’ora, bevendo due borracce d’acqua visto il caldo. Nonostante questo, a pochi chilometri dall’arrivo un crampo alla gamba destra mi ha rallentato parecchio, costringendomi a stringere i denti fino al traguardo.

I due ristori sul percorso sono stati abbondanti e impeccabili, sia come varietà che come organizzazione: un segnale della cura che l’evento mette nei dettagli. E proprio i dettagli fanno la differenza: sicurezza garantita su tutto il tracciato, strade presidiate, segnaletica chiara e volontari sempre pronti a dare supporto.

L’arrivo è stato una festa: ad attenderci un ristoro con cozze e spumantino, e poco dopo un pasta party che è diventato un viaggio nei sapori marchigiani. Sedersi a tavola con vincisgrassi, olive e specialità locali dopo una giornata così è stato il modo perfetto per chiudere l’esperienza.

Conclusioni: 5mila Marche, una classica che merita

5mila marche

La 5Mila Marche non è solo un evento sportivo: è un’esperienza che intreccia ciclismo, territorio e convivialità. Dalla sicurezza impeccabile alla qualità dei ristori, dal villaggio Expo alle feste serali, tutto è pensato per rendere indimenticabili queste tre giornate.

Il merito va ad Andrea Tonti e al suo staff, capaci di costruire una manifestazione che accoglie ciclisti di ogni livello: dagli ultracyclist della Extreme agli amanti del Gravel, fino alle famiglie che vogliono pedalare insieme. Ognuno trova il proprio spazio, con la certezza di vivere un evento sicuro, ben organizzato e ricco di emozioni.

Per me la 5Mila Marche è una tradizione: un modo per salutare l’estate in sella, tra le colline marchigiane e in un’atmosfera che non ha eguali. E già penso al prossimo anno: arriverò più allenato, perché la 5Mila Marche merita davvero di essere vissuta al massimo.

[Alessandro Rampello]

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