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Piemonte: itinerario in bici dei due castelli

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Dove: Zona Roasio – Gattinara fra le province di Biella e Vercelli, comprende le Prealpi Biellesi e la bassa Valsesia – Piemonte. Siamo fra le colline del Bramaterra e del Gattinara, fra castelli medioevali, sentieri antichi e affascinanti ricchi di storia, una finestra sulle Alpi e sua maestà il Monte Rosa a pieno contatto con madre natura per un’avventura unica.
Quando: tutto l’anno, autunno e primavera sono i periodi migliori.
Livello tecnico: medio alto, richiesta buona padronanza del mezzo e discreta preparazione atletica.

Mappa

Altimetria

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Traccia gps gps- Mappa kml mappa
Partenza da Roasio locaità San Maurizio, arrivando dalla SP64 in direzione Sostegno e giunti a San Maurizio si incrocia il primo semaforo del paese, circa 50 metri dopo sulla destra si trova un ampio parcheggio attrezzato di bagni e acqua calda per sciacquarsi, e solitamente anche delle pompe per lavare le bici, per gentile concessione del Comune, quindi fatene un uso intelligente e lasciate il posto pulito e ordinato, da qui si parte con la bici e si svolta a destra proseguendo lungo la SP64 in direzione sostegno, poche centinaia di metri e all’inizio dell’abitato di Villa del Bosco si svolta a destra sul ponte del torrente Giara che ci porterà a Casa del Bosco.

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Aggirata la chiesa di Santa Caterina di Casa del Bosco inizia la ampia salita sterrata che altro non è che una strada taglia fuoco, saranno da qui circa 30′ di salita impegnativa che ci porterà a cima Frascheja, sulle orme di Fra Dolcino, a tratti con rampe dalle pendenze quasi estreme e fortunatamente a tratti pianeggiante per poter riprendere fiato, si supera uno spiazzo dove si incrocia una strada che scende sulla destra, ma noi proseguiamo dritti e superata ancora qualche blanda rampa si inizia a scendere, il fondo è sdrucciolevole e a tratti con molte pietre mobili, occorre prestare attenzione a non far correre troppo la bici perché visto il fondo è facile perdere il controllo del mezzo!

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Si arriva in breve ad un’altro spiazzo, la Bocchetta delle Ovasine, guardando il cartello con la mappa di fronte a noi, si prenderà il sentiero ben marcato alla nostra sinistra che segue in discesa l’andamento tortuoso della montagna, è un sentiero tecnico che richiede una discreta padronanza del mezzo, il sentiero a tratti è molto esposto e presenta un paio di ponticelli in legno che richiedono attenzione, per i bikers esperti è un vero e proprio parco giochi, antico percorso lungo il quale, secondo la tradizione, venivano trasportati i morti da Sostegno al cimitero della Pieve di Naula nel comune di Serravalle Sesia.

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Attraverso le colline le salme venivano trasportate a spalla dentro una specie di gerla chiamata “brenta”, la parte iniziale del sentiero parte da Sostegno fino a risalire il colle ed infatti quel primo tratto è segnato come “il sentiero dei morti in brenta”.

Al fondo valle si deve attraversare il Rio Chezzo, attraversato il Rio il sentiero diventa più morbido e leggermente in discesa, da qui non vi sono più grossi ostacoli e si può pedalare tranquillamente, si attraverserà ancora una volta il Rio dopo di che il sentiero diventerà una strada gippabile, ancora una breve discesa e si arriva alla Cappella Monchezzola e all’omonimo rifugio di proprietà dell’Associazione Nazionale Alpini, sezione Valsesiana, Gruppo di Serravalle. Dal rifugio uno sterrato pianeggiante ci porterà all’abitato di Piane Sesia.

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Raggiunta la SS 299 si svolta a destra percorrendola per un brevissimo tratto, occhio al traffico, giunti al semaforo si svolta a destra e si seguono le indicazioni per Mazzone – Quazzo, sarà un tratto in asfalto con una breve ma ripida salita che ci porterà fra le case di Quazzo, qui ci si infila nel cortile di un’abitazione, non è proprio così ma la sensazione è quella di entrare nella proprietà di qualcun altro, in realtà c’è una stradina sterrata che correremo in discesa fino ad arrivare a Martellone, e svoltando bruscamente a destra una volta raggiunto il suo abitato si ricomincia a salire la salita piano, piano, si impenna e raggiunto un bivio terremo la destra, qui una ripidissima e breve salita a tratti cementata ci porterà fra i vigneti di Vintebbio e dopo un breve tratto pianeggiante si percorrerà una breve discesa che ci porterà ai ruderi del castello di Vintebbio.

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Oltrepassato il castello si scende prestando molta attenzione, per i paurosi o i biker più tranquilli consiglio di scendere a piedi lungo la scalinata mista legno-pietre che picchia giù verso l’abitato di Vintebbio, a breve il sentiero diventa più percorribile e superata una brevissima galleria fra le abitazioni si svolta a destra per proseguire lungo il selciato dell’abitato del paese.

Usciti dalle case teniamo la destra per portarci nuovamente su una strada sterrata che passerà dietro l’insediamento della Gessi, seguiamo sempre la salita, a tratti molto impegnativa, abbastanza lunga da sfiancare gambe e mente, l’ultimo tratto in cemento è ad una pendenza davvero estrema, ma superato questo ostacolo la cima è praticamente raggiunta, il rifugio degli Alpini di Lozzolo e la piccola cappelletta sovrastano la cima.

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Superato il rifugio si prosegue sulla strada tagliafuoco, si susseguono tre sali scendi non lunghissimi ma dalle pendenze sempre impegnative, siate prudenti durante le discese per le numerose pietraie che fanno perdere il controllo del mezzo facilmente, ai lati della strada si aprono numerosi sentieri e single track, che potrete trovare nelle mie numerose tracce GPS, dopo aver superato il ripetitore Rai ho proseguito fino a raggiungere la sbarra che evita il passaggio alle auto, ora si prosegue senza prendere alcuna deviazione e stando sulla strada principale fino ad arrivare al castello di San Lorenzo.

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Da qui si gode di un’ottima vista sulla Valle del Sesia e si posso scorgere gli abitati di Serravalle Sesia, Romagnano Sesia, il Monte Fenera da un lato e dal lato opposto si possono vedere le Alpi Biellesi fino al profilo della Serra morenica di Ivrea e parte della pianura Padana, si possono anche visitare i ruderi del castello e scattare suggestive fotografie, in più l’area è attrezzata per i pic-nic! E’ ora di scendere, riprendendo la strada appena percorsa sul primo tornante che incontreremo si apre di fronte a noi un sentiero, percorrendolo si sbuca sui vigneti e tenendo la sinistra si prosegue su di un altro sentiero.

Questo tratto richiede particolare attenzione, il fondo varia molto frequentemente e a tratti il single-track è tecnicamente impegnativo, si tratta comunque di un breve tratto di sentiero che ci porterà fra i vigneti di Gattinara, da qui si apre un panorama unico, alla nostra destra si trova la piccola chiesa di San Grato del ‘600, ormai in rovina, eretta dai contadini per proteggere i vigneti dalle grandinate, a destra si scorgono i profili delle colline Gattinaresi e la Torre delle Castelle, uno degli ultimi resti delle fortificazioni medievali (con il castello di San Lorenzo), risalenti al XII-XIII secolo ed oggi simbolo della città, mentre di fronte a noi si apre un panorama sulla pianura Padana senza confini!

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Non resta che scendere verso l’abitato di Gattinara e riprendere la strada verso casa, ci sono due opzioni per il rientro a seconda di quanto abbiate ancora voglia di pedalare, il primo diretto in piano fino a Lozzolo per tornare successivamente a Casa del Bosco e scendere a Roasio, il secondo invece una volta raggiunta Gattinara risale ancora per un breve tratto verso le colline e scende su una velocissima strada sterrata immersa nei boschi per poi ricongiungersi a Lozzolo con la prima opzione.





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