Itinerari

La Strada delle Mele in bici: 100 km di storia, cibo e pedalate

La Strada delle Mele in bici: 100 km di storia, cibo e pedalate

In Piemonte, nell’area del Pinerolese, esiste un percorso ciclabile lungo più di 100 km che attraversa 14 comuni tra dolci colline e pianeggianti zone di campagna. Si pedala tra frutteti, vitigni, cascine e maneggi, con alcune tra le più alte vette delle Alpi Cozie a fare da sfondo.

È qui che prende vita la Strada delle Mele, itinerario che ho potuto scoprire grazie a due giorni di full immersion: il filo conduttore grazie al quale natura, agricoltura e mobilità dolce si intersecano in un unico racconto.

Prima della partenza

Passo la notte prima della partenza a San Secondo di Pinerolo, uno dei 14 comuni coinvolti nel progetto della Strada delle Mele. Alloggio alla Dimora San Secondo, struttura ricettiva che può contare  su spazi dedicati per il deposito e il lavaggio delle biciclette.

La sera mi trovo a passeggiare per le vie del paese. Silenzio, qualche auto in lontananza, un gatto che attraversa la strada intento a rincorrere qualcosa.

All’apparenza, uno dei tanti paesini di periferia.

Passando dalla piazza principale trovo però del movimento. Un bar, persone di varie età sedute a bere un gruppo di ragazzini che giocano a palla. Un lancio fuori misura e la palla rimbalza verso di me. La raccolgo e gliela passo.

Tutto d’un tratto, il paese smette di essere solo silenzio. Non è un luogo fermo, come sembrava. È un paese vivo.

E due giorni dopo avrò la certezza che non era stata solo un’impressione: nelle ore che seguiranno ritroverò la stessa vitalità, in forme diverse, in tutti i paesi del Pinerolese.

La mattina dopo mi alzo di buon’ora e, dopo un’abbondante colazione, sono pronto a partire. Incontro Giada di Turismo Torino che, con Upslowtour, si occupa dello sviluppo e della promozione del territorio pinerolese. Upslowtour-Pinerolese Terra di Bici è un progetto dell’Unione Montana del Pinerolese che ha come obiettivo la valorizzazione di paesaggio, cultura ed enogastronomia del Pinerolese in chiave cicloturistica. Alcuni percorsi di Upslowtour si intrecciano con la Strada delle Mele rendendo ancora più interessante la scoperta di queste terre tra montagna e pianura.

Con lei c’è Maurizio, che mi farà da Cicerone lungo i 120 km della Strada delle Mele.

Giusto il tempo di un paio di regolazioni alla bici, e si parte.

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La salita a Prarostino e la viticoltura

Sul percorso della Strada delle Mele è presente solo una deviazione facoltativa, verso il comune di Prarostino. Per arrivarci serve rimboccarsi le maniche: 289 metri di dislivello da completare in 4.6 km, con tratti oltre la doppia cifra di pendenza.

Lungo il resto dell’itinerario, qualche ulteriore passaggio panoramico tra borghi e borgate della zona pedemontana è preceduto da strappetti un minimo impegnativi per i meno allenati, ma sono sempre aggirabili con brevi varianti di percorso o facilmente affrontabili in ebike.

Pronti via, puntiamo quindi in direzione Prarostino.

I chilometri di salita scorrono via veloci, accompagnati dal vociare del sottostante Rio Turinella e dagli incontri con la fauna locale: mucche, pecore, asini. Oltre a noi due, un solo essere umano, alla guida di un trattore.

Arrivando a San Bartolomeo, frazione capoluogo di Prarostino, si notano subito due caratteristiche:

  1. Il Faro della Libertà: inaugurato il 18 giugno 1967 per ricordare i 600 partigiani dei 51 Comuni delle valli pinerolesi caduti durante la Resistenza. Dalla sua sommità la vista sulla pianura sottostante, in una giornata senza foschia, si estende fino a Torino e alle Langhe.
  2. La quiete. Siamo soltanto a 45 minuti da Torino e 10 minuti da Pinerolo, ma regna il silenzio. Un bello schiaffo per chi è abituato al frastuono della grande città.

In tutto ciò ci sta aspettando Luciano Nocera, sindaco di Prarostino, perché la terza caratteristica di Prarostino è il vino e con lui visitiamo il recentemente rinnovato Museo della Viticoltura.

La viticoltura è tradizione secolare da queste parti, ma i vigneti che una volta erano improntati a una massiccia produzione per una consumazione di massa si stanno convertendo per una produzione più particolareggiata. Dalla massa alla nicchia, dalla quantità alla qualità: il caso dei vigneti Prarostino è esempio di quanto sta accadendo in tutta l’area. Il Pinerolese sta infatti vivendo una fase di rilancio della viticoltura, con il recupero di vigneti storici e una crescente attenzione alle produzioni locali di qualità.

Avendo una ripida discesa da fare non testo il prodotto locale, ma avrò modo di recuperare.

Strada delle mele… ma non solo

Scendiamo quindi verso San Secondo e lì torniamo sul percorso principale della Strada delle Mele.

Poco dopo il castello di Miradolo arriviamo a costeggiare il torrente Chisone su un divertente tratto gravel. Nel frattempo le nuvole che coprivano l’arco alpino si stanno diradando e ne approfittano per fare capolino il Monte Friolànd e sua Maestà il Monviso.

Attraversiamo il centro di Osasco e proseguiamo sempre su stradine secondarie verso Bricherasio. Tra mele e vitigni spunta anche qualche nocciolo. E poi i kiwi.

Maurizio queste strade le conosce molto bene. La Strada delle Mele passa proprio davanti a casa sua, dove abita da più di 40 anni: mi racconta con un pizzico di emozione di quando, una volta, dove adesso ci sono nuove abitazioni e vitigni, c’erano solo kiwi. Sì, perché il Pinerolese è stato per anni uno dei principali produttori di kiwi a livello nazionale finché, verso la metà degli anni Dieci del Duemila, un batterio ne ha distrutto gran parte.

Con i kiwi, mi stupisco della varietà di coltivazioni che finora abbiamo incontrato. Ma d’altronde, come Maurizio fa notare, stiamo percorrendo la Strada delle Mele, ma anche dei kiwi, delle nocciole, dei mirtilli, delle albicocche, del vino…

Val Pellice e Bibiana

Dopo Bricherasio tocchiamo la Val Pellice: tra Luserna San Giovanni e Lusernetta è terra dal grande peso storico, crocevia di popoli e memorie – dai Galli agli Occitani, dai Saraceni ai Carolingi, fino a piemontesi e francesi – segnata da tensioni e resistenze che hanno attraversato i secoli, dalle comunità valdesi fino alle lotte partigiane.

Usciamo dalla Val Pellice e torniamo nel basso Pinerolese passando da Bibiana. A poca distanza da lì ci aspetta un eccellente pranzo all’Agriturismo Il Frutto Permesso, con prodotti km 0 dell’azienda agricola accompagnati da una ottima varietà di vini locali. Tutto questo dopo aver apprezzato i servizi appositi per il cicloturista offerti dall’Agriturismo: rastrelliera, ciclofficina, punto ricarica ebike.

Villa, castelli e giardini di Campiglione-Fienile

Con la pancia piena e la gamba felicemente imballata ripartiamo in direzione Cavour. Si è unito a noi Daniele Mourglia, vicesindaco del vicino Comune di Campiglione-Fenile. Ci arriviamo dopo aver pedalato per qualche km immersi nelle mele: a destra, a sinistra davanti e dietro di noi vengono prodotte le più pregiate mele del Piemonte.

Campiglione-Fenile è un piccolo comune di 1300 abitanti che non sa di esserlo quindi ha e una chiesa di origine medievale, una villa in stile neoclassico, 2 castelli e un magnifico giardino con alberi secolari da far impallidire le maestose regge della Valle della Loira. La Strada delle Mele ci passa proprio in mezzo e sono sicuro che chiunque passi di lì verrebbe travolto dallo stesso improvviso inaspettato stupore.

Cavour tra storia e enogastronomia

Se Campiglione-Fenile è luogo di dimore storiche e frutteti, Cavour è l’epicentro delle mele. Il motore che ha avviato la messa in moto del progetto di riqualificazione della Strada delle Mele, grazie alla vittoria del bando Bici in Comune. Punto di riferimento non solo progettuale, ma anche geografico: la collina (nel gergo tecnico, “rocca”) attorno alla quale si sviluppa l’abitato è visibile da qualunque punto della pianura circostante.

La stella polare del Pinerolese.

Sul lato sud-est della rocca sorge l’antica Abbazia di Santa Maria, di origini medievali. Nella sua cripta è presente quello che è considerato il più antico altare del Piemonte.

A poche centinaia di metri, in paese, una delle più antiche tradizioni della zona, la coltivazione della mela, è cullata e venerata da anni. Uno dei suoi frutti migliori è la Mela in Cartoccio, dolce creato oltre 35 anni fa dalla Pasticceria Artigiana e marchio registrato.

Noi non possiamo esimerci dall’assaggiarlo – dopotutto siamo in bicicletta e dobbiamo mantenere il picco glicemico.

Verso Pinerolo e oltre

A Cavour salutiamo Daniele e riprendiamo la marcia verso Pinerolo, passando da meleti, maneggi, l’acacia di Garzigliana, il piccolo Santuario di Montebruno a ridosso del Torrente Pellice, e il castello di Macello, per finire su una strada particolarmente arzigogolata che, secondo la tradizione, segue il tragitto percorso da un maiale.

Dopo aver soggiornato all’Albergo Regina di Pinerolo, il mattino seguente proseguiamo la ricognizione del percorso accompagnati anche da Giada. Procediamo spediti direzione nord su stradine secondarie e piste ciclabili tenendo sempre sulla nostra sinistra le prime pendici delle Alpi, verdi pendii boscosi che nascondono i segreti delle valli.

Cumiana e Frossasco

Arriviamo a Cumiana, il comune più a nord tra i 14 aderenti alla Strada delle Mele, dove ci accoglie l’assessore Paolo Poggio. Dal piazzale davanti alla chiesa si ha una vista panoramica sulle montagne circostanti, per le quali sono sparse le più di 100 borgate che compongono il territorio di Cumiana.

Le campane rintoccano le 11:00 ed è il momento di tornare sui nostri passi, puntando nuovamente verso sud, fino alla tappa seguente: Frossasco.

Frossasco è uno di quei luoghi che restano impressi. Perché per carpirne la storia non serve entrare in un museo, dove i resti sono accuratamente posizionati sotto delle teche. Basta alzare lo sguardo, camminare lungo cardo e decumano, osservare le porte d’ingresso e le antiche mura, le chiese e i campanili.

È quello che ci racconta Lucia, siciliana trapiantata a Frossasco. Nei suoi racconti traspare l’emozione di chi sa di vivere ogni giorno in un pezzo di storia. E si capisce come mai questo paese è un museo a cielo aperto: le case, le chiese, le piazze, le strade vengono gestite da chi le apprezza non come contenitori di persone, ma come raccoglitori di storie, di tutti coloro che sono passati prima di noi da quelle parti.

E così, quasi senza accorgercene, anche noi – in sella alle nostre bici – entriamo a far parte di quel racconto.

La Strada delle Mele: una storia da scoprire

A due colpi di pedale da Frossasco ci fermiamo alla Cascina Granello di Senape per l’ultimo pranzo sulla Strada delle Mele. La Cascina è un agriturismo con fattoria didattica che offre ospitalità, cucina tipica, attività a contatto con la natura e gli animali e servizi ad hoc per il turista in bicicletta come ricarica ebike e noleggio bici. Quando arriviamo noi, la sala interna è in preda a una scuola materna: ci accomodiamo su un tavolino all’esterno, dal quale ci godiamo la vista su meleti, vigneti e il curatissimo giardino interno.

Lungo gli ultimi km di saliscendi verso Pinerolo (la sua stazione ferroviaria è il punto di partenza del percorso e, da sola, merita almeno mezza giornata di visita) ripenso a quando, nel periodo universitario passato a Torino, mi capitava spesso durante le uscite in bici di passare per questi territori.

Da buon stradista incarognito, ero più interessato al KOM o alla velocità media che ad alzare lo sguardo per guardarmi attorno. 

Adesso, invece, la velocità lascia spazio all’osservazione, e lo sguardo si allarga su un territorio che non scorre più indistinto ai lati, ma si rivela nella sua reale forma: le geometrie dei campi, i profili delle colline, le trame ordinate dei frutteti, le antiche vie di paese.

Con la Strada delle Mele, il Pinerolese non è un territorio di passaggio: è una destinazione con storie da raccontare.

Maggiori informazioni sulla Strada delle Mele

Per avere maggiori informazioni riguardo l’itinerario, è possibile consultare la pagina della Strada delle Mele sul sito ufficiale di Upslowtour a questo link.

[Contenuto realizzato in collaborazione con i comuni della Strada delle Mele, Turismo Torino e Provincia e Upslowtour-Pinerolese Terra di Bici]

Commenti

  1. Luca ha detto:

    Molto interessante, grazie

  2. Stefano ha detto:

    Ritengo che questo sia il modo migliore di vivere un esperienza gidendo della bellezza dei paesaggi.

  3. RENZO PEDONI ha detto:

    molto interessante. Bravi

  4. Andrea Scarazzato ha detto:

    molto interessante, ma non riesco a trovare il file gpx né qui né su altri siti.
    potete condividerne uno? grazie

    [Salve Romina, ecco il link alla traccia ufficiale: https://upslowtour.it/anello/66/La-Strada-delle-Mele – Bikeitalia.it]

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