Tutte le discipline di mountain bike
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Tutte le discipline di mountain bike

Bikelife, Mountain bike, Mtb • di

fonte:nationalgeographic.de

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Prima di concentrarci sugli aspetti tecnici della mountain bike, sulla scelta delle gomme, vedere come si regolano le sospensioni o capire i metodi per girare in mezzo al fango, partiamo con un’ampia panoramica di quello che è la mtb oggi. Inutile negarlo, l’universo delle ruote grasse è attualmente il più sfaccettato e in continua evoluzione del panorama ciclistico. Se da un lato questo aspetto innesca un circolo virtuoso d’innovazione tecnologica, divertimento e diffusione su larga scala, dall’altro può confondere il neofita che si vuole avvicinare ma non ha ancora le idee chiare. I tempi in cui con un Cinelli Rampichino si poteva partecipare a una gara al sabato, fare una lunga escursione con gli amici di domenica e andare a prendere il pane il lunedì sono terminati. La mtb si è specializzata, sono nate nuove discipline con il corredo d’innovazioni settoriali e questo ha influito anche sulle proposte del mercato. Se ci pensate, nel 1990, quando si sono tenuti i primi campionati del mondo di mtb (in quel di Durango, USA), molti atleti partecipavano alle gare di cross-country e di downhill con la stessa bici: oggi sarebbe impensabile!

Partiamo dunque per questo viaggio attraverso le discipline della mtb, cercando di indicare per ognuna le caratteristiche peculiari, il tipo di bicicletta e il suo setup e le doti tecniche e fisiche richieste al biker.
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Cross-Country: cos’è?

Definito XC, è l’unica disciplina della mtb ad essere entrata nel programma delle Olimpiadi estive. Si tratta di una competizione tra corridori che si sviluppa lungo un circuito ad anello di lunghezza compresa tra i 4 e i 10km, molto spesso creato ad arte, che viene ripetuto per un numero definito di giri. Le gare di cross-country durano in media 1,5-2 ore e sono contraddistinte per un elevato livello di sforzo, per la velocità sostenuta e per i passaggi tecnici (rock gardens, discese in single-track, radici, curve cieche). Qui la tecnica non è la caratteristica principale, quanto lo sono la capacità di andare forte e di mantenere l’andatura per tutto il tempo.

Che bici mi serve?

fonte:bikemagic.com

fonte:bikemagic.com

Le bici da XC sono delle front (ovvero presentano soltanto la forcella ammortizzata anteriore) con escursioni (cioè l’ampiezza di lavoro della sospensione) tra gli 80 e i 100mm. Agli ultimi mondiali il campione francese Julien Absalon si è presentato con una bici full-suspended, cosa che ha apportato ulteriore novità nell’ambiente. Le geometrie sono molto nervose e strette, la posizione in sella è molto simile a quella del ciclismo su strada e permette di esprimere al massimo la propria potenza muscolare. Le ruote sono da 29″ (anche se qualcuno inizia a far comparire le 27,5″), con freni a disco idraulici con rotori di diametro tra 140 e 160mm. I telai sono in carbonio, così come tutti i componenti (le bici dei pro biker arrivano a pesare anche 8-9kg complete). Le gomme sono di sezione ridotta da 1,9″ o 2,1″. Ovviamente queste bici sono pensate per andare forte e farlo con continuità, con una trasmissione con doppia anteriore e 10 velocità al posteriore. Su queste bici è apparso il gruppo cambio elettronico anche in versione 1×11. Se il vostro obiettivo è effettuare un viaggio, le geometrie di queste bici risultano parecchie “cattive”.

Come mi vesto?

fonte:seagate29er.wordpress.com

fonte:seagate29er.wordpress.com

Le divise dei pro-biker da XC somigliano molto a quelle dei corridori su strada: calzoncini in lycra con fondello, maglietta in lycra con cerniera lampo, guanti rinforzati con dita intere, occhiali e caschetto leggero e aerodinamico. Le scarpe, se si vuole andare forte per davvero, sono rigide e prevedono esclusivamente l’utilizzo dei pedali SPD.

Come mi alleno?

Nell’XC serve capacità polmonare e predisposizione fisica a far lavorare il cuore perennemente sopra la soglia anaerobica. Una gara di XC raschia a fondo le energie del biker, che deve spingere continuamente sui pedali per affrontare gli strappi e i continui saliscendi tecnici.Tecnicamente più che l’equilibrio o la capacità di stare sulla bici, serve intelligenza tattica applicata. In sostanza si deve essere in grado di “leggere il percorso” che ci si para davanti, anticipare la selezione dei rapporti giusti, le traiettorie da seguire, capire quando rifiatare e quando osare di più.

Qual’è la gara da seguire?

fonte:cube.eu

fonte:cube.eu

Per gli appassionati di agonismo, il top dell’XC è il mondiale, gara unica che si svolge una volta all’anno dove partecipano i migliori pro riders del panorama.

Cross-contry marathon: cos’è?

fonte:thehubsa.co.za

fonte:thehubsa.co.za

Denominato XCM non è nient’altro che la versione su sterrato delle granfondo del ciclismo su strada. Qui i percorsi sono ad anello ma raramente si effettua più di un giro, e la lunghezza minima stabilita dalla federazione è di 60km, arrivando a toccare quote di 120km. I dislivelli da affrontare si fanno impegnativi (2000-3000mt di dislivello positivo), le durate si allungano notevolemente (pensate che la Sellaronda Hero può impegnare anche per 8-9 ore di fila) e ciò che conta è sapersi gestire.

Che bici mi serve?

fonte:gambacicli.it

fonte:gambacicli.it

Le bici da XCM mutuano molti aspetti tecnici dalle sorelle dedicate all’XC puro, anche se non sono così “corsaiole”. I telai sono full-suspended (ovvero presentano una forcella ammortizzata anteriore e un ammortizzatore, detto shock, al posteriore) con escursione fino a 120mm e anche qui la presenza del carbonio la fa da padrone. Il diametro delle ruote è tutt’ora oggetto di discussione da parte degli appassionati: c’è chi usa il 29″ come nell’XC, chi preferisce le 27,5″ e chi non abbandona le classiche 26″. Possono essere la scelta giusta per chi volesse effettuare lunghi viaggi in fuoristrada “martellando” comunque sui pedali.

Come mi vesto?

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La “mise” del granfondista da XCM è identica a quella del collega da XC, anche se le maglie presentano ampie tasche posteriori per contenere barrette energetiche, gel e anche una giacca antivento, poiché molte gare si svolgono in montagna a quote di oltre 2000 mt. I caschetti sono leggeri e con molte prese d’aria per consentire l’evacuazione del calore e del sudore.

Come mi alleno?

La resistenza è la base su cui bisogna lavorare perché i ritmi di pedalata sono sicuramente più bassi rispetto a quelli “estremizzati” dell’XC ma devono essere protratti per più tempo. Le gare di XCM si caratterizzano per essere delle “spaccagambe” dove si alternano lunghe salite, discese tecniche, strappi improvvisi e tratti di piano in cui spingere. Sapere stare in sella per molte ore è importante, così come lo è la capacità di gestire la fatica, di sopportare il dolore fisico e la resilienza mentale, ovvero la capacità del nostro cervello di continuare a far protrarre lo sforzo anche quando il corpo è esausto.
Tecnicamente bisogna sapersi gestire, capire quando si può spingere e quando invece è meglio essere attendisti.

Qual’è la gara da seguire?

fonte:ridecairns.com

fonte:ridecairns.com

Il campionato del mondo di XC marathon, dal 2003 inserito nel programma della federazione internazionale.

All-mountain; cos’è?

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L’all mountain “è” la mtb vera e propria o, perlomeno, l’idea classica che si ha di essa: lunghe escursioni in luoghi selvaggi, su carrarecci di montagna immersi nella natura, nel silenzio e nella polvere. In realtà dovremmo effettuare un’ulteriore suddivisione, poiché il cicloescursionismo puro viene definito “trail” mentre con il termine all-mountain si indica il cicloescursionismo con la predilizione della discesa. I dislivelli si fanno impegnativi, i sentieri stretti e difficili, le percorrenze molto simili a quelle dello XCM ma senza l’assillo del tempo. In sé l’all-mountain non è una disciplina agonistica bensì è la possibilità di girare in bicicletta in luoghi di solito frequentati dagli amanti del trekking (a volte anche solo dagli stambecchi).

Che bici mi serve?

fonte:nsbm.com

fonte:nsbm.com

Le bici da all-mountain coprono uno spettro molto ampio, che va da impostazioni più corsaiole e adatte anche alle XCM a telai molto rilassati che sembrano essere pensati solo per fare discesa. Facendo una media, possiamo dire che le bici da All-mountain sono sempre full suspended, con escursioni all’anteriore da 120-140mm, con telai in alluminio (anche se le bici più performanti propongono telai in fibra), ruote da 27,5″ o da 26″, freni a disco idraulici più potenti per gestire la velocità in discesa e con rotori di diametro fino a 180mm. Fa la sua apparizione il reggisella telescopico, ovvero quel tipo di reggisella che, tramite un comando remoto posto sul manubrio, si comprime, permettendo al biker di spostare il corpo all’indietro, compensando la tendenza al ribaltamento tipica delle discese ripide. Le gomme iniziano ad avere sezioni molto generose, arrivando anche a 2,3″.

Come mi vesto?

fonte:cyclist.in

fonte:cyclist.in

L’all-mountain non è una categoria definita, per cui non esiste nemmeno un vestiario univoco. I completi in lycra lasciano il posto a magliette tecniche spesso a maniche lunghe, guanti rinforzati, pantaloni leggeri e non aderenti, caschetti con protezioni anche per la nuca e anche qualche leggera protezione come le ginocchiere.

Come mi alleno?

All-mountain coniuga capacità fisiche di resistenza e doti tecniche per affrontare passaggi difficili su sentieri e qualche discesa da emozione forte. Si deve essere capaci di affrontare lunghe salite, di attraversare tratti di saliscendi repentini, ovviamente alla velocità che ci è più consona, poiché spingere a fondo non è la prerogativa di questa disciplina. Molto importanti sono i riflessi, perché la differenza tra una discesa da urlo e una brutta caduta è molto sottile.

Qual è la gara da seguire?

Sicuramente la Mavic Transprovence, l’attraversamento della Provenza Francese dalle Alpi Marittime al mare, dove partecipano i migliori biker.

Enduro

fonte: superenduromtb.com

fonte: superenduromtb.com

La disciplina che in questo momento sta andando per la maggiore. E’ anche l’ultima che si può considerare “pedalata”, ovvero dove sono di più i tratti nei quali si spinge sui pedali rispetto a quelli in cui si scende. Nelle gare di Enduro si guida contro il tempo in discesa per poi risalire, anche se non cronometrati. Possiamo considerarla una versione “corsaiola” dell’ all-mountain.

Che bici mi serve?

fonte: bikemtb.net

fonte: bikemtb.net

Nell’Enduro serve un mezzo polivalente, che sia una “bomba” in discesa ma che permetta comunque di pedalare bene e di esprimere potenza in salita. Deve anche essere robusta, poiché le sollicitazioni sono davvero forti. I telai sono full suspended in alluminio, con travel (ovvero corsa della sospensione) da 160mm e steli maggiorati da 32mm.Le ruote sono da 26” o da 27.5”, con sezioni generose, dove compaiono anche cerchi più larghi. Poiché il grosso della prestazione lo deve dare in discesa, la bici da Enduro è dotata di un monocorona all’anteriore e di 11 velocità al posteriore, freni a disco idraulici con rotori da 180mm e reggisella telescopico.

Come mi vesto?

fonte: weekendwheels.com

fonte: weekendwheels.com

Gli equipaggiamenti di Enduro e All-mountain si somigliano molto. Anche qui maglie tecniche a maniche lunghe, pantaloncini leggeri e non aderenti, guanti rinforzati a dita intere e caschetti con protezione per la nuca. Anche le protezioni cominciano a diventare serie, con ginocchiere e paragomiti.

Come mi alleno?

L’Enduro è una disciplina tosta, che richiede la capacità di pedalare al massimo per i 20 minuti della durata della PS (il termine con cui è indicata la gara). Bisogna avere notevoli doti di resistenza anaerobica unite a tecnica ed equilibrio, oltre che alla lettura delle traiettorie e quel pizzico “d’incoscienza” che caratterizza i discesisti. L’allenamento migliore è quello a intervalli.

Qual è la gara da seguire?

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Di sicuro le Enduro World Series, una serie di competizioni riservate alla disciplina Enduro che si svolgono in differenti parti del mondo e sono solite terminare con l’ultimo atto a Finale Ligure.

Freeride: cos’è?

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Entriamo ora nel mondo vero e proprio delle discipline da discesa, denominate gravity. Si pedala nel bike park, ovvero circuiti in discesa predisposti con salti, ripidi, curve paraboliche e trampolini che permettono di compiere evoluzioni come drop, manual o altre figure proprie della disciplina. La risalita in sella non è contemplata, poiché i bike park sono dotati d’impianti di risalita o attrezzati con furgoni, per cui le bici da freeride sono difficilmente pedalabili.

Che bici mi serve?

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Le bici destinate al freeride devono resistere a salti di parecchi metri, sollecitazioni, sponde e ovviamente anche alle cadute. Qui il peso non è una prerogativa essenziale, quanto invece lo è la robustezza. I telai sono in alluminio, full suspended con escursioni da 180-200mm, shock posteriore a molla, freni a disco idraulici con dischi da 200mm, gomme di sezione generosa con cerchi robusti e larghi e un gruppo monocorona.

Come mi vesto?

fonte: ballang22-wallpaper.blogspot.com

fonte: ballang22-wallpaper.blogspot.com

Se date un occhio a qualche video su Youtube noterete subito che i freeriders si vestono come meglio credono! Ci sono gli amanti dei completi tecnici simili a quelli del Downhill e chi invece scende in jeans e camicia di flanella a quadri. Cosa importante sono le protezioni, dove vengono inseriti anche paraschiena e coprispalle, e il casco integrale con mascherina (che ricorda l’occhiale da aviatore), che fa apparire i freeriders quasi dei motociclisti. Le scarpe sono rigide ma senza tacchette, poiché i pedali sono rigorosamente flat per consentire al rider di sollevare i piedi per compiere le sue evoluzioni in aria.

Come mi alleno?

Una buona dose di capacità aerobica e di resistenza non guasta ma non essendo pedalabile, il freeride richiede soprattutto tecnica. Bisogna essere capaci di leggere il tracciato, saper approfittare di dossi e salti per effettuare le evoluzioni e, naturalmente, si deve anche saper atterrare! Imparare il freeride non è facile, ci sono varie tecniche codificate, ogni salto o figura ha un nome e una sua peculiarità.

Qual’è la gara da seguire?

fonte: redbull.com

fonte: redbull.com

Niente di meglio della Red Bull Rampage, che si svolge in un canyon in Utah (USA) ed è un mosaico di evoluzioni, salti, figure e spesso anche rovinose cadute.

Downhill: cos’è?

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Concludiamo questo lungo viaggio con la disciplina che condivide con il cross-country i palcoscenici dei campionati del mondo di mtb. Il downhill consiste nel percorrere un tracciato completamente in discesa, contraddistinto da un elevato tasso tecnico. A dirla tutta, il downhill è la disciplina che incarna lo spirito dei pionieri della mtb, che si lanciavano a tutta velocità lungo le pendici del monte Tamalpais con delle vecchie bici da postino e che, a metà degli anni ’70, diedero vita alla Repack downhill, la prima gara di mtb mai realizzata.

Che bici mi serve?

fonte: nsmb.com

fonte: nsmb.com

La bici da downhill è progettata per uno scopo: andare forti e stabili in discesa. Quindi telai in alluminio full-suspended, forcelle a doppia piastra con ammortizzazione ad aria e travel da 200-220mm, shock posteriore a molla, ruote a sezione generosa (ma meno mastodontiche di quelle da freeride) e trasmissione monocorona, poiché sono pressoché impossibili da pedalare se non in discesa. La bici da DH però non deve essere solo robusta ma anche leggera, perché il downhill è una disciplina agonistica dove i contano anche i decimi di secondo.

Come mi vesto?

fonte:365mountainbike.com

fonte:365mountainbike.com

La mise da DH è composta da: pantalone leggero e non aderente, molto spesso lungo fino alle caviglie, scarpe per pedali Flat, maglia tecnica ampia e a maniche lunghe, casco integrale con mascherina e un set di protezioni completo.

Come mi alleno?

La DH è sangue freddo, elevata concentrazione, capacità di lettura del tracciato, spiccato senso dell’equilibrio, grandi doti tecniche e quel briciolo “d’incoscenza” che permetta di lanciarsi giù a parecchi km/h per discese o tracciati che a volte si insinuani tra le case (alcune gare importanti si svolgono in città collinari come Lisbona o La Paz).

la gara da seguire?

fonte: dirtmountainbike.com

fonte: dirtmountainbike.com

I mondiali di DH che si svolgono in contemporanea a quelli di XC una volta l’anno.

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