Ems-Radweg: 1 fiume, 100 città, 1000 bici. 400 km da Emdem a Paderborn

19 Settembre 2011

ciclabili-germaniaA Emden il mare non c’è.
Sembra mare l’ampio fiume Ems. Le innumerevoli imbarcazioni in movimento e in sosta tra i canali ne fanno un porto di mare. C’è l’odore che viene da ovest con il vento. A poche miglia , il mare del Nord, profuma di maree basse laddove le isole Frisone contendono il territorio al mare. Un mare grigio, tipico del nord, che gli amanti degli spazi senza fine gradiscono particolarmente. Dopo aver attraversato campi, canali, fattorie, questi turisti portano, per sempre, con sè l’emozione di aver visto la fine della terra. Molte di queste emozioni sono possibili solo viaggiando in bicicletta. “Fare una passeggiata in riva al mare, o in campagna è come visitare una galleria piena di stupende opere d’arte.” (Th. H. Huxley 1825-1895). L’autore non aveva ancora conosciuto la bicicletta.
Karl-Heinz Wittwer aveva il suo veliero nel porto. Ora a 80 anni gestisce un hotel garni, con l’entusiasmo di un giovane, in Petkumer Strasse 257 a Emden. Una casa, la sua, piena di fotografie e riconoscimenti. Tutti appesi al muro da non lasciare spazio. Ogni immagine un ricordo. Tenta di spiegare, a chi soggiorna da lui, il romanzo della sua vita: la demolizione del veliero, l’apertura di un Imbiss, (chiosco che vende alimenti in particolare wurstel), la ricostruzione della casa dopo un incendio, la sua notorietà attraverso gli articoli del giornale locale. Nell’interpretare il suo racconto, pur lentamente scandito, con un po’ di fantasia, non è difficile ricostruire, la realtà; per continuare a far vivere le vicende del capitano, decidiamo di aggiungere una fotografia, ripresa con l’autoscatto.

A Ditzum il vento muove le reti secche e inutilizzate, comunica il cambiamento atmosferico nell’aria. Un’ ancora arrugginita attende l’impossibile ritorno in mare della motobarca in disarmo. Con le biciclette sulla barca, i cicloturisti sono pronti all’attraversata. La Ems-Radweg inizia oltre il fiume dove porterà il traghetto.
Presso un’altro traghetto, quello per Leer in località Bigum, c’è il monumento alla bicicletta. Una stilizzata ed essenziale bicicletta che si innalza maestosa verso il cielo a riconoscenza del più ecologico e salutare mezzo di trasporto. Che sia in questo luogo non è un caso: una regione che regala itinerari infiniti. Lo confermano i numerosi cicloturisti, piccoli e grandi, in attesa di imbarcarsi per proseguire il viaggio.
Leer e Papenburg, sono cittadine bellissime. Il centro storico perfettamente conservato, con vie, strade e piazze contornate di case costruite in legno a graticcio, spesso decorate e lavorate nelle facciate con pinnacoli rinascimentali. L’acqua del fiume o dei canali ne ravviva la bellezza. Nei multiformi riflessi, che le barche frantumano al loro passaggio, un raggio di sole gioca con le simpatiche anatre.
Sorprendente l’incontro con il fiume Ems lungo la ciclabile in località Steinbild. Con la luce del sole che penetra tagliente dalle rade nubi, l’Ems dopo la pioggia, manifesta una rinnovata bellezza. Alberat, in fondo naturale, la ciclabile è in ottimo stato. Degna della bellezza delle città attraversate e di quelle che ci si appresta a raggiungere.

La famiglia Braun di Lathen è orgogliosa di mostrare ai cicloturisti, la loro casa in Oldenburger Str.11. Gli undici anni trascorsi dalla costruzione della casa manifesta una cura eccellente delle stanze, del bagno, delle parti comuni. Mentre la signora riserva agli ospiti ogni premura suscitando, di rimando, veri complimenti, il marito, parlando dopo la moglie, introduce i nuovi ospiti nella sua stanza facendo loro ammirare le diverse collezioni. Lui appassionato di cappelli militari di tutti gli eserciti e poliziotti del mondo si rammarica di non possedere ancora il copricapo del Carabiniere. Su un angolo un juke-box, sugli scaffali dischi e una varietà infinita di liquori mignon. Sul bancone con i bicchieri appesi, la spina per la birra e la scritta “il bar non è mai chiuso per gli amici”.
Lathen, che non presenta alcunché di caratteristico, ha una forte testimonianza italiana. Presso il ristorante “Bella Italia” gli spaghetti onorano la loro provenienza, serviti col ragù e al dente.
pista-ciclabile-ems
Può capitare che piova. Il riparo sotto le fronde di grossi alberi, permette di non bagnarsi. Anche se l’attesa è lunga, ci si può accorgere che niente alla fine è stato sprecato se si è stati in grado di osservare che…
La natura è una madre, è una,
è ordine, è legge, è un mondo, è un fenomeno,
è generosa, è testimonianza,
confonde e si confonde,
è semplice, è immaginazione, è armonia,
insegna, si vendica,
è spietata, è matrigna,
è mistero.
La natura siamo noi.

E tanto più perdura la sosta, più i pensieri stimolano l’immaginazione e raggiungono luoghi oltre i confini del naturale.

Solitamente, per il riposo serale, il cicloturista dorme in camere private. Oltre che per il risparmio, anche per la possibilità di relazioni e conoscenza. Il rito della prima colazione, nella Privat Zimmer, è l’occasione per la famiglia di presentare il meglio della propria ospitalità. La stanza del soggiorno, sempre molto arredata, ne mostra la personalità.
In Dangstmoore, un esempio per tutti: un portaombrelli metallico, all’angolo della porta, decorato con fiordalisi e folletti che spuntano dalla base dei fiori, è posto sotto una mensola sopra la quale sorridono gli animali di uno zoo in miniatura di fianco al telefono. Appesa al muro, una bacheca contiene fotografie di famiglia alle quali si mescolano appunti, biglietti da visita e numeri telefonici.
Sulle pareti a fianco della vetrina, ricca di bottiglie e bicchieri, una serie di piatti decorati, sono appesi a ricordo delle innumerevoli città visitate. L’orologio a pendolo arricchisce l’angolo del salotto e con il battito delle ore porta una atmosfera britannica. Mozart, diffuso sommessamente da un moderno apparecchio stereofonico, crea la giusta atmosfera. A centro tavola, due candele rosse accese all’interno di bicchieri lavorati, proiettano una insolita luce sopra un cestino di vimini colorato entro il quale due gallinelle di tessuto covano altrettante uova tiepide. Il piatto dei salumi si mette in mostra tra foglie di lattuga e pomodorini tagliati. E centralmente, il bricco del latte, il thermos del caffè, le marmellate, gli umili fiori freschi e il pane. Il pane che si mangia solo al mattino, caldo e profumato, bianco e nero, intero e a fette, liscio o con semi, sempre esclusivamente gustoso. Tutto per assicurare l’inizio di una giornata piena di felicità.
ems-radweg
La ciclabile del fiume Ems attraversa numerose meraviglie architettoniche: monasteri, castelli e chiese. Le città di Munster e Paderborn ne raccolgono esempi importanti. Entrambe legate alla storia per antiche e lunghe vicende religiose, manifestano ancora un forte legame alle loro grandi cattedrali, ai loro santi protettori e alle tradizioni.
E le bici? Entrando in queste città si ha l’impressione di constatarne l’occupazione da parte di questo mezzo. A centinaia, sulle numerose corsie dedicate, a tutte le ore, le biciclette tessono una rete da primato. Se sembrano più numerose laddove gli itinerari conducono al posto di lavoro, sono tuttavia molto presenti anche nel centro storico dove è praticamente impossibile trovare rastrelliere vuote o un palo libero a cui legare la propria. Le zone 30 sono numerose e rispettate, il centro storico è solo ciclo pedonale. Il rispetto per le regole è in genere buono. A far la parte del leone, in questa savana ciclistica, i numerosi studenti universitari.

C’è un filo che unisce le città tedesche a quelle italiane: la cucina. Adattatisi a cucinare anche piatti tipici locali, i cuochi italiani amano presentare le più note specialità italiane condite con amore e un po’ di nostalgia. A Paderborn questo filo si chiama “Spago” la trattoria di Armando e Franca dove, diversamente che altrove, la carbonara viene ancora preparata con pancetta, uova e grana.
Il mesto viaggio di ritorno capovolge i sentimenti dell’andata. La strada che era stata desiderio di avventura e “lezione di speranza all’aria aperta”, diventa, in treno, una sorgente ritmica di ricordi. Oltre il finestrino, sulla parete verde delle piante in corsa, si accendono, ritmicamente, immagini dei giorni “in sella”; il torpore del sonno scriverà la parola fine.
“Benvenuto passeggero, dovunque tu vada la strada di casa è sempre la più bella strada”

Fernando Da Re
ciaobici.it

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