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La bicicletta nella seconda primavera

News • di 11 Luglio 2012

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C’è chi da giovane era appassionato della bicicletta e poi, per tanti motivi (impegni di lavoro, di famiglia) l’ha dovuta abbandonare; c’è chi invece, ritiratosi dal lavoro per raggiunti limiti di età, ha scoperto una piacevole amica; c’è poi chi, per motivi di salute, vi ha trovato un rimedio adeguato; chi infine ha individuato in lei un mezzo per socializzare…e così ci siamo ritrovati, un gruppetto di soci di “Bici & dintorni FIAB Torino”, a pedalare insieme, un giorno alla settimana, dando poi origine al gruppo Over.

I nostri percorsi, come lunghezza (intorno ai 40-50 Km) e difficoltà, tengono conto delle nostre età anagrafiche; le nostre mete ci consentono di visitare il territorio nei diversi aspetti, quali la storia, l’arte e la cultura; non ultimo, teniamo presente l’aspetto enogastronomico, con le soste a pranzo in trattorie tipiche.
Siamo accomunati da una sensibilità verso l’ambiente e da una grande passione per la bicicletta come mezzo di trasporto e come stile di vita. Prediligiamo le strade secondarie, pianeggianti e a basso traffico; quando presenti, pedaliamo su piste ciclabili, come quelle realizzate sui vecchi tracciati ferroviari. Ci fermiamo spesso ad ammirare il paesaggio, anche solo per guardarlo da diverse prospettive, o per scattare delle fotografie. Di solito le nostre gite in bicicletta iniziano e terminano da località raggiungibili in treno (servizio treno + bici), accettando qualche volta i comuni imprevisti nell’utilizzo di questo mezzo di trasporto (ritardi, scioperi, ecc.).

Siamo abituati a raggiungere di buon mattino, anche con il freddo, la stazione ferroviaria e poi affrontare un viaggio “sonnacchioso” fino al luogo di partenza previsto, guardando spesso dai finestrini per cercare di capire che cosa ci riservano le nuvole, quando presenti: se pioggia o solo cielo coperto. Appena scesi dal treno, una doverosa sosta al bar della stazione (o nei pressi) per un buon caffè, prima di iniziare.

Cerchiamo di pedalare tutto l’anno, senza smettere mai se non quando le temperature diventano particolarmente rigide. Mettiamo in pratica il motto: “cur nen, va pian!” (“non correre, va’ piano!”): mentre pedaliamo ci piace condividere le nostre esperienze in sella e le nostre passioni, cosicché, nel corso del tempo, si è creato tra noi un clima di sincera amicizia.
Nel nostro cicloturismo tranquillo procediamo con velocità che tengono conto di chi può essere in difficoltà, in modo che nessuno mai si senta “l’ultimo”.
E’ nostro desiderio far partecipare alle gite anche altri amici; per questo, al termine di ciascuna, mettiamo in rete le fotografie e una mappa del percorso, fornendo a chi
lo desidera il tracciato GPS.

A volte ci hanno chiesto: ma a te, non più giovanissimo, chi te lo fa fare di affrontare queste fatiche? La risposta la troviamo dentro di noi: un po’ è la passione, un po’ la nostalgia della giovinezza, quando una biciclettata di gruppo rappresentava il modo più semplice e spontaneo per stare in compagnia.

Mario Titli ([email protected])
Gruppo Over, Bici & dintorni FIAB Torino

Informazioni sull’autore
mario-titliMario Titli. Dopo un’attività lavorativa svolta presso un Centro di ricerca in telecomunicazioni, come ricercatore e poi come responsabile di progetti, una volta in pensione si è dedicato alla bicicletta ed è attualmente il punto di riferimento del “gruppo OVER” nell’ambito dell’associazione di Torino BICI & DINTORNI, aderente a FIAB-onlus e a ECF (European Cyclist Federation). Appassionato di fotografia, documenta le gite in bicicletta con numerose fotografie. Ha collaborato alla redazione di “In bici in Piemonte – itinerari cicloturistici per tutti sulle
strade del Nordovest”, Edizioni del Capricorno, Torino, 2012.







3 Risposte a La bicicletta nella seconda primavera

  1. […] Di solito le nostre gite in bicicletta iniziano e terminano da località raggiungibili in treno (servizio treno + bici), accettando qualche volta i comuni imprevisti nell'utilizzo di questo mezzo di trasporto (ritardi, scioperi, ecc.).  […]

  2. Dazzi Sincero ha detto:

    Sono stato per anni iscritto a B&D ed ho notato che non c’é la volontà di migliorare visivamente, uscendo da quel buco di via Andorno, ho anche suggerito in riunione,(dichiarazioni scritte e messe a verbale) un luogo base e riferimento per B&D ma l’occasione non è stata colta ed a distanza di anni siete ancora là. Non capisco a chi giova questa sudditanza di una associazione che a loro dire APOLITICA ma di fatto poco attenta alla ciclabilità per non disturbare i manovratori COMPAGNI di Torino. Nel 2006 ho provato a chiedere da cittadino degli archetti per parcheggiare le tante biciclette che sostano attorno al mercato di Porta Palazzo (Piazza della Repubblica) ma nonostante l’impegno di 2 consiglieri comunali di minoranza, attendo ancora una valida risposta e gli archetti sulla piazza. Si noti che nell’angusto mercatino di Corso Palestro ce ne sono una ventina, a porta palazzo (area mercatale più grande d’Europa) solo 10 archetti a lato della banca S. Paolo ang. C.so Regina. CAPISCO CHE LA REGOLA È NON DISTURBARE IL MANOVRATORE anche rinunciando a logici diritti presenti in tutta Europa. Saluti Dazzi S.

    • MARIO ha detto:

      Sono pienamente d’accordo. Solo apparentemente l’associazione è apartitica. Ma apertamente schierata con i COMPAGNI che amministrano da anni la ns città. Mai una parola ho sentito pronunciare in merito allo stato pietoso in cui versano le ciclabili. Infestate da cani e dai loro escrementi.

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