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Francigena in bici tappa 4: da Le Fère a Epernay

Diari • di 8 Aprile 2013

francigena-tappa4

Alle 2,30 di notte mi sveglio, guardo fuori e c’è una stellata sublime, riesco anche ad intravedere la luminescenza della Via Lattea, da restare incantati. Penso già, con piacere, alla tappa odierna sarà bellissima. Alle 7,30 sveglia definitiva, non ho bisogno di guardare fuori per sapere che il sole è nascosto da pesantissime nubi. Alle 8,40 inizio l’odierna fatica. Sono ancora nella periferia di La Fère che ritrovo due vecchi amici: la Signorina Salita e Messer Vento. Dai loro programmi capisco che resteranno con il sottoscritto per tutto il giorno. E’ bello, gratificante e confortante avere amici così fidati. Anche oggi incontro parecchi cimiteri, sono della seconda guerra. Anche questi, al pari di quelli visti ieri della prima guerra mondiale, sono molto ben tenuti e curati e trasmettono la certezza che i militari che vi giacciono sono ancora ricordati con affetto. Vedo anche molti animali: una volpe, un gufo, una lepre, e anche un gatto…tutti cadaveri per incontri non voluti con le auto.

Con Marisa sono d’accordo, nel caso ci perdessimo di vista, di vederci alla periferia di Epernay (città famosissima per lo champagne). Attraversando boschi e campagne ci avviciniamo alla meta; ad un certo punto, mancano ancora molti chilometri a Epernay, colgo con la coda dell’occhio che il camper, ovvero Marisa, gira a destra. Che strano i cartelli indicano diritto. Comunque la seguo perché lei segue la strada indicata dal navigatore, quindi giusta. Mi ritrovo in mezzo ad una foresta fittissima, di Marisa non c’è traccia (come dicevo nella tappa di ieri: cantare mentre si guida distrae), questo è il meno dei mali, il male è una salita al 17% che appare dal nulla e termina dopo circa 6/700 metri in un alto-bassopiano. Sopra la foresta da cui sono sbucato e a destra l’alto-bassopiano che mi si è parato contro. Con questa ultima fatica sono finite le salite, rimane il vento freddo. Una “amica” se ne è andata ed ecco che un’altra ritorna, Madame Eau. Dice che sentiva nostalgia del sottoscritto! Sono solo poche gocce ma il presagio è negativo. L’alto-bassopiano continua, con il sole godrei di un bellissimo colpo d’occhio ma è da questa mattina che procedo sotto le nuvole.

Dopo pochi chilometri il presagio di poco prima diventa realtà. In un attimo acqua a secchiate, il vento la sposta a destra e a manca; le poche auto che mi superano sollevano un pulviscolo d’acqua che mi acceca rendendo pericoloso il procedere. L’acqua mi cade da ogni parte, anche dal casco, se tengo gli occhiali non vedo perché si bagnano, se non li metto gli occhi mi vanno sotto la doccia. Comincio ad avere freddo malgrado la mantellina. Non scorgo il bianco del camper, male molto male. Per fortuna le stesse condizioni climatiche colpiscono anche Marisa che mi sta aspettando in uno spiazzo sicuro a circa 4/5 chilometri. Quando vedo il camper non ho dubbi: “devo fermarmi”. Ripongo la bici nel vano “garage” del camper e, protetto dal mezzo medesimo, mi spoglio all’aperto per evitare che gli indumenti ciclistici sgocciolino sul pavimento del camper. Salgo a bordo praticamente ignudo, mi asciugo e mi rivesto da turista. Marisa prosegue verso Epernay e io metto il riscaldamento al massimo per cercare di contrastare il freddo che ho addosso. Parafrasando: “tappa interruptus”. O come dice un detto: “Soldato che scappa è buono per un’altra battaglia”. Malgrado il maltempo possiamo notare che tutte le colline sono coltivate a vite. Le vigne hanno tanto di nome e cognome.

Raggiungiamo Epernay e, sotto l’acqua, passeggiamo nella strada dove hanno sede le più rinomate marche di champagne. Acquistiamo una bottiglia che apriremo alla nascita di nostro nipote Lorenzo. Non restiamo nella capitale dello champagne per la notte, non abbiamo trovato posticini tranquilli che fanno al caso nostro, ci spostiamo di pochi chilometri e troviamo quanto andiamo cercando. Il paesino di Mareuil sur Ay ha una graziosa area di sosta che è semideserta. Sempre con l’ombrello aperto facciamo i canonici quattro passi. Una gentile Signora ci comunica che le previsioni del tempo prevedono brutto tempo per tutta la settimana entrante!!! Comincio ad essere seccato, malgrado l’acqua presa. Questa foto testimonia, meglio di ogni descrizione, quanto e come piove nel momento in cui arriviamo a Mareuil sur Ay. Evidentemente il canale/fiume deve essere pieno di pesci pregiati per invitare i pescatori a rimanere sul posto malgrado la “doccia” a cui si sottopongono.

Mappa

Km 45 | media 19 | vel max 60,4
La Fère – St Gobain – Pinon – Vailly sur Aisne – Braine. Poi in camper passando da Fismes e Epernay.

mappa-francigena-tappa4

[continua]

La Via Francigena in bicicletta da Calais a Pavia
Tappa 1: da Wissant a Divion
Tappa 2: da Divion ad Amens
Tappa 3: da Fricourt a Le Fère
Tappa 4: da Le Fère a Epernay
Tappa 5: da Mareuil a Gèraudot
Giorno di riposo a Geraudot
Tappa 6: da Geraudot a Digione
Tappa 7: da Digione a Pontarlier
Tappa 8: da Pontarler a Losanna
Giorno di riposo a Losanna
Tappa 9: da Losanna a Orsieres
Tappa 10: da Orsieres a San Giuliano Milanese

Report completo del viaggio pdf

Sito web

Libri sulla Via Francigena

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2 Risposte a Francigena in bici tappa 4: da Le Fère a Epernay

  1. Massimo ha detto:

    Mi viene una domanda, ma questo viaggio si svolge su strade statali? complimenti per l’impresa!

  2. Severino ha detto:

    Caro Massimo, rispondo alla tua domanda: si si svolge tutto su asfalto ma non su strade statali.

    Ho cercato con certosina pazienza di evitare le strade trafficate e credo di esserci riuscito. L’unico tratto condiviso con il traffico pesante è nella tappa del Gran San Bernardo ma li non avevo scelta.

    Grazie per i complimenti che fanno sempre piacere.

    Ciao.
    Severino

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