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Francigena in bici tappa 7: da Digione a Pontarlier

Diari • di 11 Aprile 2013

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Esco dal campeggio e da Digione in camper. I motivi sono gli stessi, e già sperimentati, per cui ho evitato l’ingresso ieri pomeriggio. Superiamo la periferia di Dijon (brutta come tutte le periferie delle grosse città industriali), le tangenziali e le autostrade che circondano la città. Ci fermiamo nel paese di Rouvres en Plaine. Da qui inizio la mia settima tappa. Non abbiamo previsto un luogo d’arrivo; devo capire quanta “benzina” ho in corpo; i chilometri di ieri potrebbero avermi lasciato in riserva. Vivremo alla giornata. C’è il sole, la giornata promette bene.

Via, parto. Dai primi chilometri deduco che, finalmente, è una tappa di pianura, era ora. Dopo 12 km cambio idea, ricominciano i saliscendi (con pendenze anche al 7%)! Marisa, che nel frattempo era andata avanti ed è tornata, mi fa capire che la pianura è fantasia. Alle 10,00 in punto suona la sveglia e chi si alza? Il vento! Questo, per niente affaticato dal lavoro delle giornate precedenti, “ci dà dentro di brutto”. Magnifico, ne sentivo la mancanza. I paesini che si susseguono e che si sono susseguiti fin qui hanno la stessa ambizione: abbellire, anche con poco, il loro territorio. E’ testimonianza di civiltà.

Questo inizio di giornata è il migliore da quando sono partito. Cielo terso e tepore gradevole, alle 11,00 c’è addirittura una parvenza di caldo. Pur avendo fatto colazione comincio ad avvertire un languorino…, avviso Marisa che se trova un posto carino ci fermiamo per pranzo. Così alle 11,40 smonto dalla bici e salgo in camper. Placati i morsi della fame e dopo un ristoratore pisolino riparto, sono le 12,45. Poco dopo essere ripartito noto, alle mie spalle, un nero temporalesco preoccupante. Il vento, però, mi soffia contro, quindi dovrebbe soffiare contro anche al temporale. Evidentemente in alto il vento soffia a favore delle nubi. Ingaggio una gara con il temporale, pedalo con forza ma alla fine perdo; a Gendrey le nuvole sono sopra di me; per ora non piove e quindi procedo speranzoso. Il timido caldo di poche ore orsono, scompare con l’arrivo delle nuvole. Non sudo più. La stanchezza, se ci penso, comincia a manifestarsi.

L’idea di arrivare a Pontarlier potrebbe non avverarsi. Attraverso la Foret de Chaux, la strada è praticamente deserta ma uso la pista ciclabile al suo fianco, diritta come una schioppettata, sembra non finire mai. La strada, imperterrita, continua a scorrere sotto i miei piedi, e anche sotto alla ruote. Quasi al termine della Foret de Chaux un cartello stradale mi colpisce, devo fermarmi e fotografarlo. Voglio arrivare almeno a Salins les Bains poi decido. In questo paese ci fermiamo per fare la spesa. Ho tempo per capire se proseguire in bici o con il camper o fermarci qui per la notte. Nel frattempo le nuvole sono scomparse ed il sole è tornato a fare il suo dovere. Per arrivare a Pontarlier mancano ancora circa 45 chilometri, circa 90 sono quello già fatti.

Raggiungo un mio personale compromesso: “se la strada (la D472 e la D72) è sgombra dal traffico continuo in bici altrimenti salgo in camper”. Quindi rimonto in sella. Prima, però, avviso Marisa di non allontanarsi troppo e di sfruttare tutte le possibilità di sosta per aspettarmi. Così, piano piano (quasi fermo), riprendo l’andare. Arrivo al paese di Levier, c’è anche un campeggio; potrebbe andare benissimo per la sosta notturna. Forte di questa convinzione smonto dalla bici, la ripongo e con Marisa mi accingo a cercare il campeggio. Ma un’idea ci fulmina entrambi: “perché non raggiungere Pontarlier, mancano poco più di una ventina di chilometri, con il camper è una bazzecola”. Pensato, approvato e fatto.

Giungiamo a Pontarlier e fatichiamo non poco a trovare il campeggio. Anche il navigatore si trova in difficoltà; strade nuove e deviazioni per lavori lo spiazzano. Contrariamente a quanto credevo il camping non è in città ma alla sua periferia, direzione Svizzera. E’ sufficientemente carino e silenzioso. Mi tolgo tutta la stanchezza con una lunga e calda doccia. Vogliamo entrare in città per una visita ma…autobus comodi non ce ne sono, a piedi è troppo lontano, in bici neanche a parlarne. Quindi vegeto sulle sdraio piazzate sull’erba fresca della piazzola. Domani lasceremo la Francia ed entreremo nella Confederazione Elvetica ovvero in uno stato extracomunitario.

Mappa

Km 115 | Media 19 | Max 48,9
Rouvres en Plaine – Lamarche sur Saone – Gendrey – Rans – Arc et Senans – Salins les Bains – Levier

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[continua]

La Via Francigena in bicicletta da Calais a Pavia
Tappa 1: da Wissant a Divion
Tappa 2: da Divion ad Amens
Tappa 3: da Fricourt a Le Fère
Tappa 4: da Le Fère a Epernay
Tappa 5: da Mareuil a Gèraudot
Giorno di riposo a Geraudot
Tappa 6: da Geraudot a Digione
Tappa 7: da Digione a Pontarlier
Tappa 8: da Pontarler a Losanna
Giorno di riposo a Losanna
Tappa 9: da Losanna a Orsieres
Tappa 10: da Orsieres a San Giuliano Milanese

Report completo del viaggio pdf

Sito web

Libri sulla Via Francigena

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