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Graz, mobilità dolce dal 1992

Campagna30, News • di 12 Luglio 2013

Graz_30kmh

Graz è una città di 250’000 abitanti, capoluogo della regione della Stiria in Austria. Quando si parla di città 30, viene spesso nominata: è stata infatti la prima a introdurre questa misura di rallentamento del traffico in tutta la superficie urbana, con l’eccezione delle strade di scorrimento. Nel 1992 si cominciò a parlare a Graz di “mobilità dolce” (sanfte Mobilität), fra i cui principi vi è una distribuzione equilibrata dei mezzi di trasporto, compatibilmente con le esigenze della società e dell’ambiente, e una pianificazione dell’infrastruttura urbana con la partecipazione dei cittadini.

In termini pratici, questi principi si sono tradotti nell’ammodernamento e riorganizzazione dei mezzi di trasporto pubblici, con un aumento delle corsie preferenziali, e una revisione della rete stradale mirata soprattutto ad evitare che le zone residenziali siano zone di passaggio per le automobili. Il componente principale delle misure di mobilità dolce tuttavia erano le Zone 30. In circa l’80% dei 1000 km di cui si compone la rete stradale cittadina furono introdotti limiti a 30 km/h, mentre nelle strade di scorrimento continuava a essere possibile, allora come oggi, viaggiare a 50 km/h; è in queste ultime strade tra l’altro che si concentra l’80% del traffico automobilistico, dato che conferma ancora una volta che l’impatto sugli automobilisti in termini di aumentati tempi di spostamento è minimo.

Fin dai primi tempi, il numero di incidenti stradali con feriti è diminuito significativamente, passando dai quasi 2500 del 1991 ai circa 1800 del 1993. Contemporaneamente, il numero di spostamenti quotidiani in bici è aumentato di circa il 10%.
Il dato più interessante che si può ricavare dall’esperienza di Graz è però un altro. Le Zone 30 sono uno di quegli argomenti che ispirano aspri dibattiti fra favorevoli e contrari, e molti amministratori locali sono restii a introdurre novità in temi così delicati. Anche a Graz l’opinione pubblica all’inizio degli anni ’90 era spaccata in due: durante il dibattito precedente all’introduzione delle misure di “mobilità dolce” infatti solo il 44% degli intervistati si dichiarava favorevole. A due anni dall’inizio dell’esperimento però questa cifra era salita al 77%, per stabilizzarsi intorno all’80% negli anni successivi. Questo ci fa capire l’importanza della leadership politica nel proporre nuove soluzioni ai problemi della cittadinanza.


aida

Graz_public opinion

Fondamentale per assicurarsi il sostegno del pubblico è stata una attenta campagna di informazione prima e dopo l’introduzione delle Zone 30 (con assemblee pubbliche, volantini, articoli sui giornali…) e la collaborazione della polizia nell’assicurare il rispetto del limite. Le due cose sono strettamente legate: come è intuitivo riconoscere infatti, solo se il limite viene effettivamente rispettato si hanno tutti quei benefici che conosciamo, e che possono essere poi comunicati, dati alla mano, alla cittadinanza. Alla fine della prima fase sperimentale durata due anni si è deciso quindi di continuare con la mobilità dolce, e Graz è oggi una città a misura di pedoni e ciclisti. Se lo si vuole sperimentare di persona, si può visitare la città che giace poco distante dal tratto austriaco di Eurovelo 9.

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mob-nuova

Fonti su Graz | comune.re.it | velomondial.net







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