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Ciclabile del Reno tra Svizzera e Germania – Parte 2

Diari • di 14 Maggio 2014

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Ciclabile del Reno tra Svizzera e Germania – Parte 1

Colmar – Selestat

Questa mattina Colmar sembra una città completamente diversa da quella vista negli ultimi due giorni. Sono le 8,30 e l’aria è frizzante. Le strade sono deserte, i negozi tutti chiusi. Ci sediamo ad una delle poche boulangerie per consumare la nostra colazione dopo di che è già ora di puntare alle colline.

Oggi è giornata di Cima Coppi, abbiamo infatti intenzione di raggiungere il castello HautKoenigsbourg non prima però capire come abbandonare Colmar impresa a dir poco ardua. Dopo quasi un ora di girovagare alla ricerca di indicazioni di piste ciclabili fantasma, riusciamo a prendere la giusta direzione ed a imboccare la tanto agognata RoutedesVins d’Alsace.

Capiamo subito che sarà una giornata impegnativa. Da un lato splende un sole caldo che spacca la testa, dall’altro i vigneti ricoprono interamente le colline che si spianano davanti a noi. Ovviamente la strada sale e il sudore scende copioso.
Le imprecazioni si sprecano ma lo spettacolo che questa terra ci regala è unico al mondo. Lo immaginiamo d’autunno con i colori accesi delle vigne nel loro splendore. Oggi sono di un verde brillante da far impallidire l’Irlanda.

Pedaliamo felici anche se spossati. I paesini, che altro non sono che tappe del celeberrimo tour, passano uno dietro l’altro Ingersheim, Turckheim, Sigolsheim, Kaysersberg, Riquewihr, Hunawihr, Ribeauvillé, Bergheim, St-Hippolyte. Tutti nomi dalla doppia anima, come ogni zona di confine, un po’ tedeschi, un po’ francesci molto alsaziani.
Qualche sosta a base di calici bianchi è d’obbligo. Forse saranno proprio queste a fregarci…

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Finalmente arriviamo alla salita finale. Settte, otto chilometri per raggiungere il castello HautKoenigsbourg da St-Hippolyte. Scaliamo tutte le marce ed in silenzio cominciamo la salita. La foresta inizialmente aiuta ma nel giro di poco le gambe urlano e il sudore imbratta la fronte, la schiena, le mani… è un calvario che siamo costretti ad interrompere dopo poco più di 6 chilometri.
Sarà per un’altra volta…. forse :)

Dietro front e galoppiamo a 50 km/h verso Selestat. Il sole sta calando all’orizzonte quando varchiamo le porte della cittadina.
Abbiamo una sete che solo un disperso nel deserto può immaginare, ovviamente è quasi tutto chiuso e solo dopo una lunga ricerca troviamo un locale che ci accoglie.
Mangiamo veloci e di corsa a letto perché domani si bissa.

Selestat – Molsheim

Oggi si replica la giornata di ieri quindi dopo un’abbondante colazione a base di painauchocolat e altre delizie locali lasciamo Selestat o per lo meno ci proviamo…
Pare infatti che queste città, per quanto non siano affatto grandi e tentacolari, non vogliamo lasciarci uscire dalle loro spire. E’ un impresa riuscire ad orientarsi con pochi e laconici cartelli per ciclabili. Impieghiamo anche oggi quasi un ora per prendere la giusta direzione. La giornata è fortemente soleggiata e il caldo si fa sentire.

Oggi gran giornata di salite tra le vigne e di sudore. Del resto non si potrebbe fare altrimenti dato che la RoutedesVins d’Alsace si sviluppa completamente in collina.
Il panorama è assolutamente fantastico, la vista spazia da una parte verso l’alto inseguendo le file ordinate dei vigneti, dall’altro verso la valle del Reno che scorre in lontananza placido.
Ogni paese che attraversiamo sembra uno di quei piccoli paesini da far west completamente desolati. Nessuna anima in giro fino a quando non si raggiunge la via principale brulicante all’inverosimile di turisti. Ogni volta siamo costretti a districarci tra la folla. Un vero delirio.

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Finalmente ci avviciniamo a Molsheim piccolo paesino del basso Reno sede tra le altre cose della fabbrica della Bugatti, noi del resto siamo alloggiati presso l’hotel Bugatti…
La sera ci riserva una visita al centro storico per cena farcita da un’autentica tromba d’aria di 15 minuti.
Uno spettacolo della natura sempre ben gradito. Gente che corre all’impazzata, camerieri che cercano di salvare il salvabile e ristoranti stracolmi.
In compenso questa sera sarà per noi la miglior cena consumata fino ad oggi, il ritorno in albergo ovviamente è bagnato ma questo ormai fa parte del gioco.

Molsheim – Strasbourg

Risveglio frizzantissimo questa mattina. Dopo la tromba d’aria di ieri sera e non so quanti temporali notturno, questa mattina il cielo è terso e la temperatura si aggira sui 16/17 gradi. Dopo un breve passaggio per il centro storico, una vera chicca da vedere assolutamente, ci dirigiamo con velocità verso Strasburgo.

Dopo qualche chilometro imbocchiamo quella che forse è la prima vera ciclabile fatta finora. Una striscia di asfalto immersa completamente nella natura. Alla nostra sinistra il Canal de la Bruche, un canale lungo oltre 76 km situato nella parte sud-ovest del dipartimento del Basso Reno e che confluisce alle porte di Strasburgo nell’Ill, alla nostra sinistra campi sterminati di mais.
Questo canale è in pratica un microcosmo popolato da varie specie di insetti ed animali, è un vero spettacolo.

L’asfalto liscio invoglia a spingere sui pedali. I chilometri che ci separano dalla città sono veramente pochi e se non fosse per le innumerevoli soste dovuto proprio agli incontri con la natura, sbrigheremmo la pratica in poco più di 2 ore.
L’arrivo a Strasburgo è un po’ destabilizzante, dopo diversi giorno passati nelle campagne e in piccoli paesini, la grande città con il suo traffico ed i suoi rumori sembrano un corpo alieno al nostro.
E’ necessario acuire i sensi e prestare mille attenzioni agli incroci, ai marciapiedi, ai parcheggi…
L’albergo fortunatamente è di facile accesso e questo ci consente di risparmiare parecchio tempo. Un giorno e mezzo a spazzo per la capitale europea, aurevoir!!!

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Strasbourg – Rust

E’ ferragosto!!! Strasburgo alle 9 del mattina è praticamente una città fantasma e in poco tempo è solo un lontano ricordo. Abbandoniamo infatti la Francia per tornare nell’amata Germania. Abbiamo infatti constatato diverse cose in questi giorni, due su tutte: la Germania costa moooolto meno della Svizzera e della Francia e la segnaletica in terra tedesca è efficiente come solo loro sanno essere!

Imbocchiamo decisi la ciclovia del Reno verso sud. Pare di essere la mare. Il fiume è larghissimo e il sole abbacinante rende questo paesaggio desolato simile ad una baia marina.
Pedalare lungo la riva oltre ad essere scomodo in quanto tutto sterrato, ha il piccolo problema di non offrire nessun tipo di riparo che sia contro il vento o contro il sole poco importa.
Le uniche variazioni sul tema della giornata sono rappresentate dalle dighe che a cadenza quasi regolare interrompono il flusso del fiume e dai siti di estrazione della ghiaia veramente tantissimi.

Sono quasi le due quando decidiamo di mangiare ma ahimè si sa che in terra tedesca con gli orari non si scherza se poi consideriamo che oggi è ferragosto beh avrete già capito che il pasto si è ridotto ad qualche patatina ed una bottiglia di fanta racimolati in distributore di benzina in un paesino dimenticato da dio lungo il Reno. Fortunatamente Lavi, sempre molto attenta a queste questioni, aveva messo in saccoccia due pasterelle dalla colazione….
Quanto basta per riderci un po’ sopra alla fermata di un autobus mentre il sedere riposa…

Finalmente siamo a Rust inutile località tedesca sede del parco di divertimenti Europa Park, un Gardaland nostrano molto più grande però.
Ovviamente qui è tutto sold out e vista anche la nostra fame ci mettiamo a tavola che sono giusto giusto le 18.
Terminata la cena non rimane che concedersi una vasca per l’unica via del paese, vasca galeotta perché ci porta a scoprire un orrore bestiale, infatti alle porte del paese di fronte all’ingresso del parco, sorge un complesso assolutamente finto, nel quale sono state ricostruite alcune situazioni: si va dall’hotel in stile New England al Colosseo nostrano passando per altri piccoli pezzetti dello stivale riproposti in un’accozzaglia di qualche centinaio di metri quadri.

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Con nostra gradita sorpresa questa sera va in scena uno spettacolo denominato Impero, un qualche di assolutamente abominevole, un non so che di informe senza capo ne coda, ma tanto basta a farci divertire e ridere a crepapelle.
Quello che ci vuole per una sana dormita.
Buon ferragosto a tutti.

Rust – Freiburg

La fatica comincia un po’ a farci sentire. Complice anche il caldo importante di questi giorni e forse anche la monotonia del paesaggio che non aiuta a stuzzicare i sensi. Ci lasciamo velocemente alle spalle Rust, e la bolgia infernale di automobilisti in fila per l’entrata al parco divertimenti, e ci inoltriamo nella campagna tedesca. Dopo qualche chilometro di sgambata decidiamo prendere una variante per movimentare un po’ la giornata e ci immergiamo in un dedalo di sentieri che si sviluppa all’interno di un bosco. Inutile sottolineare l’assoluta mancanza di indicazioni. Dopo un avanti e indietro di una mezzora finalmente sembra che la direzione presa sia quella giusta. In verità questa variante non aggiunge molto alla varietà del paesaggio semplicemente abbiamo sostituito l’orizzonte piatto della pianura con una quinta di alberi e un po’ di ombra, che in fondo non guasta mai.

Passiamo un paio di villaggi veramente graziosi nei quali però non c’è anima viva… Giardini perfetti, orti perfetti… pensiamo al nostro orto a casa che normalmente si presenta come una savana incolta e un po’ invidiamo quello che stiamo vedendo. Non invidiamo però i naturisti che incontriamo dopo qualche chilometro che come mamma li ha fatti se ne stanno beati a bordo fiume e prendere il sole.

Finalmente passiamo Riegel e da qui iniziamo una lunga e lenta salita verso Friburgo. Un ruscello/canale (Dreisam) ci accompagna in questi ultimi chilometri che sono tutto fuorché semplici. Infatti se da un lato il paesaggio è veramente piacevole, dall’altro questo lunghissimo tratta di ciclabile è completamente sterrato. Questo ci costringe ad un ulteriore sforzo in una giornata nella quale l’unico desiderio sarebbe quello di starcene seduti al bar a sorseggiare una birra ghiacciata.

Man mano che ci avviciniamo a Friburgo incontriamo sempre più gente. Tanta gente si gode il sole a bordo ruscello, c’è che fa picnic, chi prende il sole, chi si rinfresca nell’acqua. Pare una scena idilliaca. Noi in compenso arranchiamo tra la ghiaia della ciclabile ostiando quanto di peggio la nostra immaginazione può concepire.

Finalmente le porte di Friburgo si aprono e ci accoglie una città in fermento. Il salto dalla campagna alla città è sempre complicato. Tanto traffico, tante auto e tante biciclette, semafori, marciapiedi tutti elementi che normalmente ignoriamo completamente. Fortunatamente il nostro alloggio è nei pressi della stazione ferroviaria e raggiungerlo risulta quindi estremamente semplice. Qui fortunatamente usufruiamo dell’immenso parcheggio per biciclette posto esattamente sopra la stazione, un pensiero in meno per i prossimi 2 giorni.

Friburgo è anche l’ultima tappa per i nostri compagni di viaggio, Scott e Pam, domenica infatti loro devono rientrare in Italia, per noi invece ancora un paio di giorni in sella alle nostre biciclette.

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