Quando la bici incontra il design sostenibile

19 Maggio 2014

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Quando creatività, design e passione per una mobilità green si uniscono ne esce sempre qualcosa di buono, se non altro quanto meno di curioso. La bicicletta di cartone nata nella testa dell’israeliano Izhar Gafni e in attesa che parta la produzione è uno dei frutti di questa miscela esplosiva, ma non è l’unico.

Sulla scia della Sandwichbike interamente in legno e tenuta insieme da giunti metallici senza saldature, Daniel Gestoso, designer spagnolo con un’inclinazione particolare all’eco-sostenibilità ha creato Boske. Una bicicletta con il telaio fatto interamente in legno e le parti metalliche realizzate dall’alluminio riciclato dalle lattine.

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Se queste potrebbero essere delle peculiarità sufficienti ad incuriosire più di qualcuno, ne manca ancora una: la bicicletta, come dice il designer, è stata concepita con la stessa impostazione di un mobile IKEA, quindi, non solo verrà consegnata in scatola – al momento è ancora un prototipo – e completamente smontata, ma è interamente assemblabile utilizzando una sola chiave a brugola, necessaria anche per sostituire parti di ricambio in momenti successivi. L’idea di consegnarla da assemblare implica anche un minor impatto ambientale in fase produttiva e quindi rispetta e asseconda totalmente il concetto eco-sostenibile del progetto.

In tema di biciclette la creatività di Daniel Gestoso non si è limitata a Boske, ma ha sviluppato anche HaseBike, una bici pieghevole avveniristica ispirata al movimento dinamico dell’aria e dell’acqua, ma soprattutto fatta da un telaio con una struttura “shock-absorbing” che può essere interamente stampata in 3D ovunque voi vi troviate.

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E’ interessante vedere come la bicicletta, che è il mezzo più eco-sostenibile esistente, possa diventarlo ancora di più grazie a questi progetti, che non solo permettono di muoversi senza inquinare, ma riducono o annullano l’impatto ancora prima di nascere, eliminando fasi produttive costose, sprechi ed utilizzando materiali riciclati. E ancora, come nel caso della cardboard bike possono avere anche funzioni sociali legate a dinamiche di business 1+1 – compro 1 e dono 1 rendendo la bicicletta il mezzo più eco-sostenibile e sociale in termini assoluti e regalando ancora più soddisfazione e motivi di orgoglio ai suoi utilizzatori.

Oltre all’eco-sostenibilità e al risvolto sociale che la bicicletta interpreta e rappresenta, una spinta al modo di concepire il ciclismo urbano e ai nuovi mezzi per spostarsi in città, viene anche dalla tecnologia e soprattutto dalle forme per sfruttarla verso una forma di ciclismo più sicuro e orientato alla riduzione dei rischi ai mini termini. Dall’incontro tra bici, tecnologia bluetooth e smartphone e soprattutto dall’incontro delle teste di un team di designer di Toronto, che ha puntato tutto sulla bicicletta, ha preso forma un progetto che ha portato alla realizzazione di una bici per commuting, in carbonio, sicura, confortevole e soprattutto iper-connessa. Si chiama Valour e si connette direttamente allo smartphone via Bluetooth tenendo traccia dei consueti dati di velocità distanza, tempo, raccolti durante la pedalata.

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Ok, fino a qui niente di eclatante, una delle cose più smart, però, è la possibilità di impostare un percorso sul telefono, avviare la navigazione e metterselo in tasca o nello zaino ed è qui che Valour fa la differenza indicandoci il percorso attraverso dei LED che si illuminano sul manubrio nel senso della direzione in cui svoltare, senza così dover guardare il display con possibili distrazioni alla guida, ma soprattutto, dei sensori installati nel telaio avvisano il ciclista tramite una lieve vibrazione delle manopole della presenza di qualsiasi oggetto all’interno dell’angolo-morto segnalando così eventuali mezzi in avvicinamento anche quando la visibilità è limitata.

L’obiettivo è quindi di garantire la sicurezza di tutti gli urban-rider e di semplificare la dura vita del ciclista urbano e pare che ci stiano riuscendo, ma soprattutto la costante connessione della bicicletta o comunque l’invio continuo di un segnale digitale sono anche un buon antifurto. Valour, infatti, emette continuamente un segnale che viene riconosciuto dalle altre Valour nella stessa area, che lo raccolgono e, in caso di bici segnalata come rubata, invieranno un alert via email al legittimo permettendogli così di rintracciarla e di localizzarla con precisione.

Vanhawks, l’azienda produttrice, dichiara le prime consegne per l’autunno 2014, nel frattempo è attiva una campagna di fundraising su Kickstarter che ha già raccolto più di 400 mila dollari. Non male, no?

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