My Bike Inside, il parcheggio per la bici lo offri tu

28 Maggio 2014

Il progetto “My Bike Inside”, partorito dall’associazione Embrice2030 di Roma, prevede che attività commerciali, musei, e altri enti privati o pubblici accolgano i propri ospiti in bici permettendo loro di lasciare il mezzo in sicurezza, all’interno della struttura.

My bike inside

Inutile negarlo: quello dei furti è un problema serio per chi sceglie di usare la bici come mezzo di trasporto quotidiano. La paura del furto costringe a girare con pesanti catene, e disincentiva l’acquisto di bici migliori e più comode: chi subisce il furto della bici spende in media il 30% in meno per una bici di ricambio; alcuni non ripetono l’acquisto di una bici, e smettono definitivamente di pedalare.  Si tratta di un problema non solo italiano: anche in paesi dove la bici è più diffusa, come Olanda e Danimarca, i parcheggi custoditi (a pagamento) non sono certo sufficienti a dare spazio a tutte le bici.

My bike inside

La vetrofania completa

Il furto esiste da quando esiste la specie umana (e forse anche da prima), ma la possibile soluzione al problema è altrewttanto antica, e si basa sulla collaborazione fra le persone. Il progetto My Bike Inside vuole essere infatti una risposta “dal basso”, fondata sulla buona volontà di negozianti, direttori di musei, rettori universitari, e chiunque abbia uno spazio pubblico o privato accessibile a tutti. Questi enti possono esprimere la propria disponibilità ad accogliere i propri visitatori in bici, permettendo loro di parcheggiare temporaneamente il proprio mezzo all’interno della struttura, in tutta sicurezza.

Chi aderisce – gratuitamente – all’iniziativa viene inserito nella rete My Bike Inside, e segnalato su una mappa presente nella app ufficiale della rete, ricevendo anche una vetrofania. In cambio deve garantire appunto almeno uno spazio bici per i propri clienti o visitatori, che potranno lasciarla in tutta tranquillità sapendo di ritrovarla intatta. Il ciclista è quindi visto come un “utilizzatore responsabile della città e del suo ambiente”, e per questo motivo premiato da questa rete di accoglienza privata, in attesa e con la speranza che anche l’amministrazione pubblica compia finalmente il proprio dovere riservando spazi di sosta alle bici.

 

Parcheggio bici

L’obiettivo è anche quello di sensibilizzare l’amministrazione pubblica affinché realizzi progetti come questo

L’idea è nata all’interno di Embrice2030, un’associazione romana di architetti professionisti, docenti universitari e giornalisti sensibili alle tematiche ambientali, con sede nel cuore della Garbatella, uno dei quartieri più caratteristici della capitale; in particolare è Vincenzo Nizza che da un paio di anni ha in mente di realizzare questo progetto, che si sta ora concretizzando: la presentazione è avvenuta lo scorso 10 e 11 maggio presso la sede di Embrice2030, ed è in corso di preparazione il sito ufficiale.

L’idea è sicuramente valida, e ci piace molto anche per il suo stile “condiviso” e comunitario. Al momento sono ancora pochi i posti in cui è possibile lasciare la bici, ma Vincenzo si sta spendendo per diffondere l’idea, e l’interesse nei confronti di questa iniziativa sta crescendo, anche grazie alla pagina Facebook del progetto.

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