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Nightride Ferrara-Mare, una metafora della vita

Diari • di 26 Giugno 2014

Scongiuri prepartenza © Mario Leaci

Scongiuri prepartenza © Mari Leaci

La luna è una falce riflessa nel fiume, il sole sorge ed è una palla infuocata; la natura si risveglia come all’alba di mille anni fa, il ciclista ritrova sé stesso pedalando nel buio. E’ strano come i luoghi comuni più inflazionati della letteratura ciclo-turistica si rivelino adatti a descrivere un’iniziativa che di banale nulla ha: la Nightride Ferrara-Mare, 100 km da pedalare in notturna su argini e piste ciclabili dal centro di Ferrara al Lido degli Scacchi, attraverso il Bosco della Mesola e il Parco Regionale del Delta del Po.

Ristoro sul Mulino del Po © Mari Leaci

Ristoro sul Mulino del Po © Mari Leaci

Come ha osservato qualcuno, la Nightride è una metafora della vita: si parte tutti insieme in allegria, poi ci si divide, a tratti si pedala con persone nuove, poi ci si ritrova, poi di nuovo soli nel buio più assoluto, e infine riappare la luce all’orizzonte e al traguardo i superstiti festeggiano.

L’appuntamento per i ciclisti è in tarda serata in piazza Ariostea a Ferrara, un piacevole spazio verde circondato da bar e localini con tanto posto per allestire le bici e sé stessi, rifocillarsi prima della partenza e scambiare due chiacchiere con gli altri partecipanti.

Al gazebo Witoor si ritirano gadget e numerini vari e si ricevono le ultime istruzioni. A mezzanotte e mezza, tutti pronti si parte: direzione argine Po. Ben presto il gruppone si distende lungo il percorso: i più scattanti passano avanti, seguiti da campionari di varia velocità, tutti accomunati dalla stessa voglia di pedalare, socializzare, vivere un’esperienza decisamente particolare.

Appena lasciato il centro abitato il buio si fa pesto e il silenzio incombe: unico riferimento, i led dei ciclisti in lontananza e le luci dei paeselli sotto argine. E poi c’è la luna che si specchia nel Po, le stelle, il cielo nero come la pece e i versi degli animali notturni, non sempre rassicuranti. Il percorso è decisamente lungo, da pedalare tutto d’un fiato. Ogni 30 km è allestito un punto di ristoro: una balera in riva al fiume, un paio di furgoni lungo l’argine, il bar al Castello della Mesola. La sorpresa è che l’adrenalina messa in circolo della pedalata notturna mantiene iperattivi e il nemico più temuto – il sonno – si rivela davvero l’ultimo dei pensieri.

Alba nel parco della Mesola © Mario Leaci

Alba nel parco della Mesola © Mari Leaci

Lasciato alle spalle lo splendido Castello Estense, patrimonio UNESCO, si attraversa l’omonimo bosco e il Parco del Delta del Po, accompagnati solo dai rumori della natura che si risveglia e della bici che fende l’aria. La notte è bella per alcuni, inquietante per altri, ma lo spettacolo dell’alba in una terra pervasa dall’acqua mette tutti d’accordo e in pace col mondo.

Il castello Estense di Mesola di notte © Mario Leaci

Il castello Estense di Mesola di notte © Mari Leaci

L’ultimo tratto torna ad essere molto urbanizzato: sono i Lidi Ferraresi dove lo speculazione edilizia del dopoguerra ha generato ammassi di villette a schiera e complessi residenziali decisamente poco attraenti; ma poco importa, a quest’ora dormono ancora tutti e quindi anche il caos vacanziero è momentaneamente svicolato.

L’arrivo è al Camping Florenz al Lido degli Scacchi, ove, dopo i fotofinish di rito, viene offerta ai partecipanti un’abbondante colazione sulla terrazza vista mare, nonché bagni puliti e accesso libero alla spiaggia.La giornata si conclude (o inizia, secondo i punti di vista) con un tuffo in mare, seguito da una pennichella sulla sabbia, dove, mollate le bici, finalmente ci si rilassa al sole.
E, nell’addormentarsi, si riflette sulla strada già pedalata e su quella ancora da pedalare.

La prima edizione della Nightride Ferrara-Mare si è svolta nella notte tra sabato 21.6 e domenica 22.6. Considerato che si tratta di una “prima assoluta” l’organizzazione è stata decisamente molto buona, seppur perfettibile nella segnaletica e nei servizi previsti per il rientro a Ferrara di bici e passeggeri. Lo Staff Witoor giovane ed entusiasta, ha saputo prevenire qualsiasi problema, fornendo assistenza lungo il percorso, e ha tenuto alto il morale delle truppe con tanta allegria, sorrisi e incoraggiamenti.

Nel parco della Mesola © Mario Leaci

Nel parco della Mesola © Mari Leaci

Un grazie di cuore a tuti i ragazzi Witoor, ci avete regalato un’esperienza davvero unica ed indimenticabile.






Una risposta a Nightride Ferrara-Mare, una metafora della vita

  1. Giuliano Germiniasi ha detto:

    Brava biciclettista (ormai questo è l’appellativo che ti ho appioppato, ma è un’esclusiva) Scrivi proprio bene (pur con qualche virgola da sistemare), in un italiano bello ordinato, che denota sensibilità e affetto vissuti per il bello (semplice e genuino) che ti circonda.
    Brava Hanne aus schöner Abstammung! Mantieniti fit! E organizza Tischtreffen insieme all’altra nädra dal söc, Diuska. Alles Gute u. einen schönen Sommer!

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