I bambini ci guardano dai finestrini - Bikeitalia.it

I bambini ci guardano dai finestrini

20 Luglio 2015

Sarà capitato anche a voi, mentre pedalate in città o sul ciglio di una strada fuori porta, di sentirvi stranamente osservati. Non tanto dagli automobilisti al volante: loro mediamente ti guardano come un ostacolo mobile da evitare, anche se talvolta lo fanno in modo aggressivo andando quasi a sfiorarti nel sorpasso e clacsonando facendoti sobbalzare sul sellino. Quando, poi, sei tu a superarli perché sono incolonnati nel traffico sbuffano e ti guardano con un’espressione a metà tra la rabbia e la rassegnazione, chiusi in un abitacolo spazioso e confortevole ma pur sempre fermi mentre tu ti allontani scampanellando felice.

E allora quegli occhioni sgranati puntati addosso di chi sono? I piccoli passeggeri di 2-3 anni (o anche più grandicelli), seduti sui sedili posteriori di un’auto e assicurati a seggiolini degni di una spedizione nello spazio sono attratti da quello che vedono fuori dal finestrino e – nel caso dei ciclisti urbani e dei cicloturisti – il campionario è piuttosto variegato e variopinto. Quindi il loro grado di attenzione aumenta e noi lo percepiamo distintamente quando i bambini ci guardano dai finestrini.

BAMBINO_CHE_GUARDA_FUORI_DAL_FINESTRINO_DI_UN_AUTO

Certo, i ciclisti urbani che pedalano in mezzo al traffico motorizzato fanno di tutto per rendersi maggiormente visibili e spesso si equipaggiano con indumenti in colorazioni sgargianti per portare a casa la pelle: indossano capi tecnici, mettono guantini per avere una migliore presa sul manubrio, montano luci anteriori e posteriori sulla bici, nella maggior parte dei casi prediligono borse e indumenti con bande catarifrangenti che riflettono la luce e attirano l’attenzione. In testa mettono una bandana, un cappellino o un caschetto.

Lo stesso discorso vale anche per i cicloturisti, che però scelgono itinerari a bassa densità di traffico e cercano di ridurre al minimo i passaggi lungo le grandi arterie di comunicazione: laddove è possibile – ma non sempre è così – preferiscono strade secondarie più sicure e a misura di bicicletta. Loro di solito – soprattutto se stanno facendo viaggetti medio-lunghi – attirano l’attenzione per le grosse borse montate sul portapacchi, il manubrio pieno di accessori e le borracce (almeno due) che non devono mancare mai soprattutto quando si pedala col caldo.

Se provassimo a osservarci attraverso gli occhi dei bambini chiusi in un’auto – imbragati con la cintura di sicurezza al seggiolino – guardando fuori dal finestrino un ciclista di passaggio che cosa vedremmo? Probabilmente una creatura fantastica: un tutt’uno corpo-bici che ci rende quasi mitologici ai loro occhi, che magari ci stanno guardano attraverso il parasole a ventosa colorato con i disegni dei loro cartoni animati preferiti. Moderni supereroi che mettono la freccia col braccio, evitano le buche, affrontano le salite e pedalano per dimostrare che spostarsi in bicicletta non solo è possibile ma è anche bello e soprattutto salutare per il corpo e per la mente.

Talvolta i bambini che ci guardano dai finestrini ci sorridono e in città possono incrociare lo sguardo di altri bambini, sempre trasportati e imbragati come loro ma all’aria aperta: seduti sul seggiolino della bici, con il caschetto in testa, insieme con la mamma o il papà su un mezzo non inquinante che rappresenta un modo sano di spostarsi. E allora i piccoli bambini “intrappolati” nell’auto realizzano che i ciclisti non sono supereroi o creature mitologiche, non hanno poteri magici e non possono volare: sono proprio come i loro genitori al volante, soltanto che si trovano dall’altra parte del finestrino.

Se anche i loro genitori tutti frizione-freno-acceleratore li guardassero davvero – i ciclisti – riuscirebbero a vedere tanti modi diversi di stare sulle strada, tanti microcosmi colorati che seguono le loro traiettorie e quando s’incrociano tra loro, pur non conoscendosi, si scambiano un cenno d’intesa e una scampanellata di saluto. Perché la bicicletta li avvicina, perché la voglia di pedalare è contagiosa e li accomuna. Perché il bambino che è in loro non ha mai smesso di pedalare.

Foto | Blogmamma.it

Commenti

Un commento a "I bambini ci guardano dai finestrini"

  1. Marco ha detto:

    Proprio l’altro giorno stavo tornando a casa in bici e ad un incrocio ho visto che in una macchina ferma al semaforo c’era un bambino che si sporgeva dall’auto per guardarmi. D’istinto ho accellerato e gli sono sfrecciato a una manciata di centimetri dall’auto per divertirlo ahahah

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Ultimi articoli

Iscriviti alla nostra newsletter

Ricevi il meglio della settimana via mail.

Iscriviti