Il settore della bici verso l’iperergonomia

24 Agosto 2015

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Mancano pochi giorni all’apertura della stagione delle fiere di bici (Eurobike, 25-29 agosto a Friedrichshafen e Cosmobike, 11-14 settembre a Verona) e tutto lascia immaginare che una delle grandi tendenze della nuova stagione sarà quella che potremmo chiamare “dell’iperergonomia”.

Ciclismo, medicina e scienza sono aspetti da sempre molto legati tra loro con l’obiettivo di migliorare il comfort e l’esperienza di guida del mezzo. Tocca alla ricerca medico-scientifica dare le basi alle case produttrici per creare metodi e sistemi tecnologici per personalizzare le biciclette in base alle specifiche caratteristiche ed esigenze del ciclista, con il desiderio di realizzare un binomio uomo-macchina il più equilibrato possibile.

Ed è d’altronde evidente a tutti che se ogni corpo è differente dall’altro, è impensabile che possano esistere soluzioni valide per tutti. Questa tendenza è già molto evidente e ormai consolidata nella creazione dei telai (con le varie taglie costruttive) ma anche con la realizzazione di prodotti su misura, lo è meno per il resto dei componenti che formano una bicicletta. Ma qualcosa sta iniziando a cambiare.

Già l’anno scorso, l’azienda scozzese di abbigliamento Endura aveva proposto in fiera il sistema Pad Fit, un modello per calcolare tipo dell’imbottitura e dimensioni del fondello da ciclista calibrato sulla variazione delle ossa ischiatiche e direttamente al tipo di sella scelta, le cui forme variano da produttore a produttore.

Web_Padfit

Quest’anno la corsa all’iperpersonalizzazione di ogni aspetto ergonomico arriverà a coinvolgere anche la sella e, all’imminente fiera di Friedrichshafen, l’azienda italiana Selle Royal ha annunciato che presenterà i risultati di un progetto sviluppato a quattro mani con l’Università tedesca dello Sport di Colonia, uno tra gli atenei più prestigiosi in ambito sportivo d’Europa. Secondo gli studi scientifici effettuati, esisterebbe una sorta di continuità tra le proporzioni del bacino del ciclista, il suo modo di stare in sella e le necessità di supporto della zona ischiatica che sono da valutarsi, tra l’altro, sulla base dell’angolo formato dalla schiena con il terreno una volta sulla bicicletta e dalla larghezza delle tuberosità ischiatiche.Scientia_2

Secondo quanto annunciato, questo nuovo approccio farebbe sparire la tradizionale categorizzazione delle selle sulla base del sesso, per aprire la strada, piuttosto, a soluzioni che mettono al centro le caratteristiche corporee individuali e, soprattutto, il ruolo dei negozi di biciclette che, da semplici rivenditori, dovranno col tempo trasformarsi in veri e propri consulenti di ergonomia.

Di più al momento non è dato sapere, ma tra pochi giorni sarà tutto più chiaro.

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