Bici in cerca di Stabilità

26 Ottobre 2015

Qualcosa si muove sul fronte della ciclabilità italiana: il prossimo triennio sarà interessato da investimenti mirati a favore della bicicletta. Non si tratta di cifre astronomiche, ma da qualche parte bisognerà pur cominciare. La notizia è uscita nei giorni scorsi, riportata dall’agenzia Public Policy che ha visionato una bozza della Legge di Stabilità: 38 milioni di euro sul piatto fino al 2018 per sostenere le politiche ciclabili delle amministrazioni locali.

BIKE_SILHOUETTE

Secondo il take a firma di Fabio Napoli, la dicitura presente in bozza è la seguente: “Per la progettazione e la realizzazione di ciclovie turistiche, di ciclostazioni nonché per la progettazione e la realizzazione di interventi concernenti la sicurezza della ciclabilità cittadina, è autorizzata la spesa di 10 milioni di euro per l’anno 2016, 13 milioni di euro per l’anno 2017 e 15 milioni di euro per l’anno 2018”.

In queste ore frenetiche di lavori per limare le spese e trovare la quadra la bozza della manovra economica è ancora suscettibile di cambiamento, ma già il fatto che per la prima volta venga inserito un comma ad hoc per le bici lascia ben sperare. Una volta approvata la legge – che da domani sarà in discussione al Senato – la palla passerà ai Ministeri competenti per individuare i progetti e gli interventi da finanziare con apposito decreto: in primis da parte del dicastero delle Infrastrutture e dei Trasporti e, per quelli relativi alle ciclovie turistiche, di concerto anche con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.

Per quanto riguarda le coperture, vero nodo di ogni tentativo di inserimento di nuove misure a sostegno del cambiamento, Public Policy ricorda che sono state trovate “in parte dalla riduzione delle risorse destinate all’erogazione del contributo per le spese di trasporto delle piccole e medie imprese siciliane, in parte da fondi del Mit e in parte dalla riduzione delle risorse destinate nel 2009 all’attuazione del trattato di amicizia, partenariato e cooperazione tra Italia e Libia, firmato ai tempi di Gheddafi”.

La notizia di questo fondo per le bici fa seguito all’annuncio del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio che nel corso del Primo Summit Europeo di Lussemburgo aveva sostenuto la necessità di nuove politiche di mobilità, con interventi mirati a favore degli spostamenti in bicicletta. Trattandosi di un annuncio la cautela è d’obbligo, ma c’è già chi si dichiara felice per questa scelta, come la presidente nazionale della Fiab (Federazione Italiana Amici della Bicicletta) Giulietta Pagliaccio: “Siamo lieti di questo cambio di passo della politica italiana e ci auguriamo che il percorso intrapreso possa proseguire celermente per rendere più sicure e vivibili le nostre città e rilanciare un’economia sostenibile nel nostro Paese attraverso la pratica del cicloturismo”.

Sul web, intanto, c’è chi sottolinea la portata innovativa del provvedimento annunciato e chi invece tende a ridimensionare il tutto parlando di “briciole”, suddividendo la consistenza dei fondi stanziati rispetto all’enorme mole di lavori da portare avanti per rendere l’Italia un Paese ciclabile. Per quanto mi riguarda, ritengo che se passasse l’idea di uno stanziamento certo e di un fondo organico per poter sviluppare la ciclabilità a tutto tondo i vantaggi sarebbero per tutti: le amministrazioni locali più lungimiranti potrebbero moltiplicare gli introiti a favore della ciclabilità destinando parte delle risorse derivanti dalla sosta tariffata e dalle multe, oppure sovvenzionando i cittadini che decidono di rottamare l’auto senza acquistarne una nuova con tessere del bikesharing e sconti sull’acquisto di abbonamenti al trasporto pubblico locale.

Un altro ingrediente essenziale per poter far andare in porto nuove politiche di mobilità cittadina all’insegna della bicicletta è a disposizione di tutti, non costa niente e dà molti benefici: pedalare. La moltiplicazione delle biciclette in circolazione, nonostante strade in cui i motori ancora dominano, rappresenta un ottimo incentivo per indurre gli amministratori a modificare le carreggiate in senso ciclabile: mi piacerebbe molto che un domani l’ora di punta nelle nostre città assomigliasse a quella di Copenhagen, senza ingorghi di auto e senza stress. Con un fiume di bici che scorre, continuo e ininterrotto: la mobilità nuova va praticata ogni giorno, cominciamo a farlo anche noi e i risultati non tarderanno ad arrivare.

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