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Se il biciplan lo disegnano i cittadini

News, Rubriche e opinioni • di 23 Novembre 2015

La necessità aguzza l’ingegno e, forse, non è un caso che proprio a Roma – città in cui le politiche per la ciclabilità urbana latitano – le istanze di mobilità in bici vengano portate avanti soprattutto da gruppi di cittadini autorganizzati che fanno rete per cercare di proporre soluzioni migliorative di una viabilità da troppo tempo congestionata e ostaggio dei motori. Lo dimostra la ciclabile popolare di Santa Bibiana, riapparsa qualche giorno fa: una goccia nel mare, dirà qualcuno, ma anche un piccolo intervento di ricucitura “a pedali” sotto un tunnel di 100 metri può essere strategico per migliorare gli spostamenti in bicicletta.

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Un interessante laboratorio di sperimentazione urbanistica sta prendendo corpo nel VII Municipio della Capitale dove il Settimo Biciclettari – gruppo di coordinamento della Comunità Territoriale – ha stilato un progetto per implementare la ciclabilità sul territorio e creare un percorso ciclopedonale per unire San Giovanni con i Castelli Romani: un lavoro complesso che ha visto il coinvolgimento di tutti i portatori di interesse del Municipio, per arrivare a un’ipotesi di biciplan condiviso disegnato dai cittadini.

“Il risultato di questo lavoro – spiega sul blog Dario Piermarini, coordinatore del Settimo Biciclettari – è stato un asse principale (denominato “Asse degli Acquedotti”, ndr) che coincide con l’itinerario descritto dalla Carta dell’Accoglienza per il Giubileo 2016 e che viene incntro alle esigenze di mobilità sostenibile ciclopedonale, privilegia l’utilizzo degli importanti parchi presenti nel territorio, valorizza le bellezze archeologiche e i luoghi di culto, l’interscambio con i mezzi pubblici anche attraverso punti di noleggio bici presenti sul territorio, oltreché la capacità ricettiva del nostro Municipio”.

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I benefici di una ciclabilità diffusa e capillare sul territorio sarebbero molteplici, anche per quanto riguarda il commercio di prossimità: dare più spazio alle bici siginifica “aggiungere” qualcosa alla vivibilità di una strada per tutti e non solo “sottrarre” parcheggi alle auto. Anzi, così facendo si crea un terreno fertile per far fiorire iniziative di quartiere, rendendo più sicure le strade soprattutto per i bambini e per un’utenza non motorizzata che può legittimamente riappropriarsi di un bene pubblico valorizzandolo giorno dopo giorno.

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Le priorità individuate da questo ampio progetto sono tre: in primis il sottopasso ciclabile del GRA (Grande Raccordo Anulare), per consentire di entrare/uscire da Roma in sicurezza bypassando il traffico motorizzato su Anagnina e Tuscolana, con l’obiettivo di arrivare in prospettiva fino a Ciampino; un secondo blocco di interventi riguarda la creazione di un continuum ciclabile tra diversi quartieri (Morena/Ciampino, Tor Vergata/Romanina, Statuario/Capannelle) attualmente isolati e scollegati ciclisticamente tra loro; un terzo blocco riguarda il potenziamento e la messa in sicurezza dell’asse principale. I rendering presenti sul blog del Settimo Biciclettari rendono plasticamente l’idea del risultato finale: un Municipio a misura di bicicletta. Un traguardo possibile, se si pedala tutti insieme per raggiungerlo.







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