Le promesse elettorali hanno il fiato corto

7 Marzo 2016

Sogniamo politiche di ampio respiro, ma le promesse elettorali hanno il fiato corto. Ce ne accorgiamo sempre, dopo. Prima, in campagna elettorale, è tutto bellissimo: avete notato anche voi quanto siano ben fatti e quasi reali i rendering delle future ciclabili, delle ex Tangenziali trasformate in Giardini Pensili di Babilonia, delle piazze pedonalizzate con alberi frondosi e comode panchine per ristorarsi tra una pedalata e l’altra? Il dramma è che, nella maggior parte dei casi, quelle proiezioni di bellezza e di modernità restano tali o vengono realizzate in tempi molto più lunghi di quelli promessi, con costi che lievitano, cantieri che si protraggono negli anni e risultati scadenti.

COSMOBIKE_MOBILITY_PRESENTAZIONI_ATTI

Non è una questione di schieramenti politici: la trappola della promessa-dal-fiato-corto è sempre in agguato dietro l’angolo e bisogna fare attenzione a non venirne irretiti. Quale candidato politico o aspirante tale non sottoscriverebbe la frase: “Vogliamo strade più sicure e un ambiente più pulito per il futuro dei nostri figli?”. Soprattutto in un’epoca come la nostra – dove ormai lo smog è una presenza costante e palpabile, impossibile da negare – promettere interventi a favore dell’ambiente non presenta controindicazioni, anzi: un po’ di greenwashing riesce a far tornare pulite ed ecosostenibili anche le coscienze nere di chi per anni ha avallato politiche legate ai combustibili fossili e all’automobile come totem da idolatrare.

Queste sono settimane di grande fermento: i diversi schieramenti in campo stanno scegliendo i propri candidati per la prossima tornata elettorale, le amministrative che porteranno al voto milioni di persone in città importanti e strategiche per lo sviluppo del Paese. E siccome Bikeitalia, nel suo piccolo, si batte per trasformare l’Italia in un Paese ciclabile, credo sia opportuno ricordare – proprio ora che la competizione sta entrando nel vivo – che le promesse elettorali hanno il fiato corto e da sole non bastano più: per poter cambiare davvero la mobilità italiana è necessario cominciare a fare scelte impopolari, limitando la diffusione e la circolazione delle auto private, incrementando il trasporto pubblico in maniera capillare e ridisegnando gli spazi pubblici per far tornare le strade luoghi a misura di persona. Cose che un sindaco eletto può e deve fare per migliorare la vivibilità e la fruizione da parte di tutti i cittadini, non solo di quelli che l’hanno votato.

Milano, Torino, Bologna, Roma, Cagliari, Napoli: al voto andranno, tra gli altri, Comuni strategici per poter dare un’impronta anche alle relative Regioni di appartenenza. Città spesso difficili da amministrare, dove è necessario oggi più che mai portare avanti politiche in linea con una mobilità in cui la bicicletta sia un mezzo di trasporto messo al centro e non ai margini, della considerazione così come della carreggiata. Correva l’anno 2012, quando il movimento #Salvaiciclisti che aveva appena cominciato a pedalare si rivolgeva ai sindaci in carica chiedendo di applicare un decalogo per la ciclabilità urbana e la mobilità nuova: oggi quell’elenco di cose da fare, a quattro anni di distanza, resta ancora valido. Il tempo delle promesse dal fiato corto deve finire: per le politiche di ampio respiro bisogna avere cuore e polmoni, pedalare parecchio e guardare avanti. Senza avere paura del futuro.

Corso correlato

Masterclass in Meccanica Ciclistica
1.799
Acquista
Meccanica Base 1
199
Acquista
Lascia un commento

Iscriviti alla nostra newsletter

Ricevi il meglio della settimana via mail.

Iscriviti