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Se a Londra si pedala sottoterra

News, Rubriche e opinioni • di 14 Marzo 2016

A Londra la popolazione continua ad aumentare e a lungo andare le infrastrutture ciclabili attualmente presenti potrebbero non bastare più. Qualche tempo fa si parlava di una futuristica ciclabile sopraelevata SkyCycle di Norman Forster, che avrebbe garantito a chi pedala un percorso veloce e sicuro lontano dal traffico motorizzato, con una rete interconnessa di 219 chilometri. Ma era una proposta che, a parte i costi altissimi, avrebbe richiesto circa 20 anni di lavori per essere operativa perché avrebbe dovuto essere letteralmente tirata su da zero. Ed è per questo che è stata bocciata. In queste settimane – come avevamo già scritto – si sta facendo invece strada una soluzione alternativa, che cambia la prospettiva da “sopra” a “sotto”: l’idea dello studio di architettura Gensler è quella di trasformare le gallerie sotterranee delle stazioni della metropolitana in disuso, facendole diventare percorsi ciclopedonali veloci con soluzioni tecnologiche all’avanguardia.

LONDRA_PROGETTO_TUNNEL_METROPOLITANA_CICLABILE_GENSLER

Ma una cosa sono i rendering con gli effetti speciali, altra le realizzazioni pratiche. Il progetto “London Underline” ha dalla sua il fatto che mira a recuperare infrastrutture esistenti e le modernizza per renderle di nuovo fruibili, secondo un concetto di riuso a basso impatto ambientale. Ma sull’effettiva utilità per ridurre il traffico motorizzato di superficie, la soluzione sotterranea fa sollevare più di qualche dubbio: come sottolinea l’analisi pubblicata da The Guardian.

THE_UNDER_LINE_GENSLER

Il progetto sotterraneo utilizzerebbe i tunnel dei tratti dismessi della metropolitana per creare percorsi pedonali e piste ciclabili parallele, con punti di ristoro lungo la strada. La sostenibilità economica del tunnel ciclopedonale potrebbe essere garantita dalla pavimentazione cinetica, che utilizza il calpestìo dei pedoni e l’attrito creato dagli pneumatici delle biciclette per generare l’elettricità necessaria all’illuminazione e all’erogazione dei servizi connessi. La ciclabile “underground” sarebbe accessibile anche dalle stazioni della metropolitana, con bici da prendere a noleggio sul posto per effettuare lo spostamento a pedali sotterraneo.

Fatto sta che a Londra – come nelle altre città in forte espansione demografica – anche se un domani i ciclisti pedaleranno sotto o sopra il livello stradale, è comunque necessario implementare oggi le infrastrutture ciclabili esistenti soprattutto sul fronte della sicurezza: visto che statisticamente gli incidenti, con l’aumento delle persone che pedalano, sono destinati ad aumentare in mancanza di una seria politica di messa in sicurezza delle strade, in particolare per quanto riguarda gli incroci e gli attraversamenti ciclopedonali.

La prima misura per favorire la ciclabilità – in ogni città, non solo a Londra – è rappresentata dalla diminuzione del traffico motorizzato: per questo credo che i ciclisti dovrebbero pedalare non “sotto” o “sopra” ma in superficie, su strade condivise ma sempre più sicure perché liberate da buona parte dell’attuale presenza pervasiva di mezzi a motore, il principale pericolo per tutti. E chi pedala vuole poterlo fare alla luce del sole.







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