Torino, da città dell’auto a baluardo contro la malasosta

14 Novembre 2016

malasosta
La presa di posizione della sindaca di Torino Chiara Appendino contro la malasosta è netta. Il video pubblicato venerdì scorso sul canale FB della prima cittadina annuncia una campagna di sensibilizzazione per un maggior rispetto del codice della strada da parte di tutti ma anche un giro di vite contro la sosta selvaggia che ogni giorno imperversa sulle carreggiate creando problemi per la sicurezza e la vivibilità delle strade.

Si tratta di un messaggio molto forte e diretto, soprattutto perché proviene dalla “città dell’auto” per antonomasia dove – a mia memoria – nessun sindaco prima d’ora aveva mai pronunciato parole così nette e inequivocabili contro il malcostume della doppia/tripla fila. Però, come sottolinea la sindaca Appendino: “Non si tratta in alcun modo di voler intraprendere una guerra contro gli automobilisti, anche perché sappiamo bene che il codice della strada non lo rispettano nemmeno i pedoni che attraversano con il semaforo rosso né i ciclisti che sfrecciano sul marciapiede”.

I danni creati da un’automobile parcheggiata male in una zona non consentita sono molteplici e possono avere conseguenze anche mortali: “Un’auto lasciata in doppia fila, oltre a rallentare il traffico, può bloccare a lungo un mezzo pubblico con decine di persone a bordo, causando ritardi e disguidi all’intera collettività. Un veicolo accostato su una pista ciclabile mette a rischio la sicurezza dei ciclisti. Un’auto parcheggiata sulle strisce pedonali può bloccare a un disabile, o a una mamma con il passeggino, la rampa di accesso al marciapiede”.

Il video è stato realizzato grazie a materiali messi a disposizione dal gruppo Malasosta che ogni giorno si adopera per denunciare questo malcostume segnalando la sosta selvaggia tramite una app e rilanciando il messaggio sui social (soprattutto tramite l’account Twitter @malasosta): questo messaggio è dunque il prodotto di un’interazione virtuosa tra cittadini e istituzioni per perseguire l’obiettivo comune e cercare di risolvere il problema.

Strade più vivibili per tutti, come avevo avuto modo di dire anche recentemente, si possono ottenere cominciando a sottrarre spazio alle auto: contrastare efficacemente la malasosta è il primo punto da cui partire per poter gettare le basi di un nuovo paradigma di condivisione degli spazi pubblici. Strade non più come parcheggi a cielo aperto dove chi guida ha la franchigia per poter lasciare la macchina dove meglio crede, ma spazi urbani in cui tutti i cittadini – a piedi, in bicicletta e anche in auto – contribuiscono con il loro comportamento ad aumentarne la vivibilità e la sicurezza.

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