79 giorni per il giro del mondo in bici: il nuovo record di Mark Beaumont

20 Settembre 2017

Il ciclista scozzese Mark Beaumont è arrivato a Parigi 79 giorni dopo la sua partenza, un giorno prima del previsto. Si tratta del nuovo record per il giro del mondo in bici.

Mark Beaumont

Beaumont era partito da Parigi il 2 luglio. Dopo aver attraversato l’Europa e l’Asia, è passato all’Australia e alla Nuova Zelanda, per poi sbarcare negli Stati Uniti e in Canada. Mercoledì scorso era atterrato in Portogallo per l’ultima parte del suo viaggio.

In totale ha percorso quasi 30mila chilometri, passando in sella circa 16 ore al giorno, per una media di circa 350 km al giorno.

Gli ultimi giorni sono stati i più duri del viaggio, a causa del forte vento contrario. Venerdì Beaumont era anche caduto lungo le strade dei Pirenei.

Mark Beaumont

Il record precedente era del neozelandese Andrew Nicholson, che aveva impiegato 123 giorni; prima di lui lo stesso Beaumont, 10 anni fa, aveva stabilito un record, ma all’epoca aveva pedalato per ben 194 giorni.

Durante il suo viaggio, il ciclista scozzese ha stabilito anche un altro record, quello della maggiore distanza percorsa in bici in un mese: 11315 km.

La bici usata da Mark

Bici

La bici usata da Mark Beaumont è una versione personalizzata della Koga Kimera Premium. Il telaio è in carbonio, con freni a disco, e gruppo Shimano Ultegra Di2.

Il manubrio aveva delle appendici aerodinamiche; il cambio elettronico senza fili ha permesso di posizionare i pulsanti per la cambiata sia sulla parte principale del manubrio che sulle appendici.

È importante notare che Mark era seguito da uno staff di supporto, per cui non doveva trasportare sulla bici bagagli, ricambi, cibo e quant’altro.

Le parole di Mark dopo l’arrivo

Mark Beaumont

Ecco il commento del ciclista: “Questa è stata senza dubbio la sfida più grande a cui ho sottoposto la mia mente e il mio fisico. La resistenza mentale e fisica necessaria ogni giorno è stata enorme, ma ho avuto un grande team che mi ha sostenuto.
Questo record mostra che ciò che sembra impossibile è invece possibile. Ho ridefinito i limiti degli sport di resistenza.
Ogni parte del viaggio ha avuto le sue diverse difficoltà, come ad esempio la necessità di adattarmi velocemente a climi diversi. In particolare la Russia e la Mongolia erano terre sconosciute per me.
Sono molto grato per il sostegno che ricevuto da tutto il mondo, sia dai ciclisti che hanno condiviso parte del viaggio con me, sia da chi mi ha seguito online. È stata un’esperienza incredibile, e non vedo l’ora di condividerla con gli altri per i prossimi anni”.

Leggi anche: la nostra intervista a Valentino Rolando, il primo italiano a girare il mondo in bici tra ili 1956 e il 1958 – una storia imperdibile! Clicca qui per leggerla

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