Lorenzo Barone è finalmente partito per il suo nuovo progetto, Dust – La Via della Sabbia. Non è stata una partenza semplice: prima di partire ha dovuto affrontare mesi di preparazione, burocrazia, allenamenti e logistica, e soprattutto problemi con i visti per l’Algeria (dove l’avrebbero obbligato a farsi scortare dall’esercito lungo tutto il tragitto, ndr), che lo hanno costretto a modificare l’attraversamento del deserto del Sahara rispetto a quanto inizialmente previsto. Non partirà dunque da Tunisi ma direttamente da Nador, in Marocco.
Con la bici pronta e lo zaino carico, Lorenzo si è diretto dall’Italia in targhetto verso la Spagna, dove ha pedalato da Barcellona ad Almeria in attesa di imbarcarsi nuovamente per l’Africa e poter cominciare ufficialmente questa sua nuova avventura, con la determinazione e la concentrazione che lo contraddistinguono.
Questo progetto è il più complesso Lorenzo Barone che abbia mai immaginato: un anno e mezzo di lavoro, pianificazione e prove per dare forma a quattro spedizioni in una, tutte consecutive e senza supporto esterno. L’obiettivo è attraversare il Sahara in bici, l’Atlantico in barca a remi, l’Amazzonia e le Ande a piedi, seguendo il percorso delle polveri sahariane che fertilizzano la foresta amazzonica.

Preparazione ed esperienza
Durante l’estate, Lorenzo ha attraversato la depressione di Bodélé in Ciad ed è stata un’esperienza molto intensa sotto il sole bollente, tra sabbia che spingeva contro la bici e chilometri di deserto che sembravano non finire mai. Ogni litro d’acqua era prezioso, ogni piccola pausa fondamentale, e la mente doveva restare lucida e concentrata sulla strada e sull’obiettivo. Quella esperienza gli ha insegnato molto sulla gestione del caldo, sulla resistenza fisica e sull’adattamento alla solitudine, competenze che saranno fondamentali nel progetto Dust.
La preparazione è stata lunga e dettagliata: dalla scelta dell’attrezzatura, alla barca a remi con cui tenterà la traversata oceanica. Lorenzo l’ha cercata usata per abbattere i costi e l’ha preparata con l’aiuto di un ragazzo della sua zona che lo ha supportato nell’installazione dell’impianto elettrico di bordo. Da solo sarebbe stato impossibile affrontare tutto questo. Anche la gestione delle spese è stata una sfida, ma fortunatamente lo hanno sostenuto i suoi sponsor con cui ha ormai relazioni da diversi anni.
Cosa porta con sé
Lorenzo non porta con sé solo attrezzatura e borse cariche: porta un’esperienza accumulata in anni di viaggi estremi, il ricordo della Bodélé, le conoscenze sulla sopravvivenza in ambienti difficili, ma anche la curiosità e la voglia di osservare il mondo e di capire i legami tra i luoghi e la natura. Ogni tappa sarà una scoperta: il vento del deserto che cambia direzione al tramonto, le notti senza città intorno, il silenzio interrotto solo dal respiro.
Porta con sé anche la dimensione scientifica: i campioni di polvere raccolti in Ciad verranno analizzati e, insieme a quelli raccolti in Amazzonia, contribuiranno a studi sull’impatto delle polveri sahariane sulla fertilità della foresta. In questo senso, il viaggio non è solo personale, ma anche un’esperienza che può dare informazioni preziose sul mondo che attraversa.
Emozioni e motivazioni
Perché Lorenzo si mette ancora una volta alla prova? La risposta è semplice: perché sente che il momento è arrivato e perché vuole dimostrare a se stesso che le sue gambe, la mente e lo spirito sono ancora in grado di andare lontano. Spesso afferma di voler arrivare ad un’ età matura dicendo di avere fatto “qualcosa”. Le emozioni sono molte: l’euforia della partenza, il gusto di lasciare la quotidianità, la paura dell’ignoto e la gratitudine per chi lo sostiene.
Pedalare in luoghi remoti, affrontare la fatica e la solitudine, vivere senza tutto ciò che di solito diamo per scontato, gli permette di sentirsi vivo. Ogni difficoltà diventa parte della storia, ogni chilometro una prova di resistenza e di attenzione, ma anche un’opportunità per godere dei paesaggi, degli incontri e dei gesti semplici che rendono il viaggio unico.
Lorenzo sa che ci saranno momenti in cui penserà: “Ma perchè?”. La risposta arriverà pedalando (o remando in mezzo all’Oceano): perché vuole sentirsi parte del mondo, perché vuole scoprire, capire e vivere fino in fondo ogni esperienza, senza scorciatoie, senza aiuti esterni, seguendo solo la propria determinazione e curiosità.


Verso il deserto e oltre
Non è una vacanza. È un viaggio vero, estremo: di quelli che ti cambiano. Servono pazienza, rispetto e soprattutto coraggio. Lorenzo non cerca applausi: vuole solo essere sé stesso, con la sua bici e la strada davanti. Noi lo guardiamo da qui, sperando che il vento lo aiuti, che l’acqua non manchi, che le ruote tengano e che il cuore resti aperto. Perché alla fine è semplice: un uomo, una bici, e il mondo che aspetta.




















I commenti che non rispettano queste linee guida potranno non essere pubblicati