C’è chi sogna di fare imprese ai limiti dell’umano, e chi invece parte e le fa davvero. Lorenzo Barone, il giovane esploratore italiano che negli ultimi anni ha già spinto i propri limiti in mezzo a deserti e ghiacci, ha annunciato la data di partenza della sua nuova impresa: Project Dust partirà il 29 ottobre 2025 dalla sua città natale, Terni, con una prima tappa-prologo di avvicinamento in bici che lo porterà fino a Civitavecchia per imbarcarsi con destinazione Tunisi, vero inizio di quello che si preannuncia come il suo viaggio più estremo.
La “via della sabbia”: un filo invisibile che unisce i continenti
Barone lo racconta con le sue stesse parole: “Negli ultimi 10 anni ho percorso oltre 100.000 km usando la forza del mio corpo, dalle immense distese di sabbia del deserto alle implacabili e gelide tempeste artiche. Ho avuto il privilegio di attraversare terre lontane, oltre i confini invisibili tracciati dall’uomo, immergendomi in culture diverse, ma anche in silenzi profondi”.

L’idea nasce da un fenomeno naturale affascinante: le polveri del Sahara che, trasportate dal vento, attraversano l’oceano Atlantico e fertilizzano la foresta amazzonica. Un ciclo vitale invisibile, ma fondamentale per l’equilibrio del pianeta.
“Partirò con l’obiettivo di ripercorrere la via della sabbia, o meglio, della polvere, che dal cuore del Sahara raggiunge l’Amazzonia, nutrendone la vita. Due ambienti così diversi e lontani, ma anche così incredibilmente interconnessi”, dice Lorenzo nel video di presentazione del progetto.

Le quattro tappe di un’impresa ai limiti dell’umano
Il viaggio sarà diviso in quattro capitoli, ciascuno più estremo del precedente:
- In bici nel Sahara – “La prima fase in bici attraverso Tunisia, Algeria e Mauritania, terre remote, poco battute, tra sabbia, campi minati e popolazioni dimenticate”.
- Traversata a remi dell’Atlantico – “In barca a remi, in solitaria, tre mesi di navigazione diretto verso il Sud America, usando un’attrezzatura semplice. Senza internet, lungo questa tratta sarò completamente isolato”.
- Attraverso l’Amazzonia – “La terza fase, l’Amazzonia, a piedi, in bici e usando canoe tradizionali locali, tra Guyana e Brasile, due mesi immersi nel cuore verde del nostro pianeta, a contatto con la natura selvaggia”.
- Verso le Ande – “La quarta e ultima fase, le Ande, attraversando Bolivia, Cile e Argentina, per raggiungere la remota vetta del Loco del Salado, il vulcano più alto della Terra, durante l’inverno australe. A 6.893 metri di altitudine, con temperature attorno ai meno 30, l’aria rarefatta e venti estremamente violenti”.
Una sfida che va oltre la logistica
Barone sottolinea come non sia solo un’impresa fisica, ma un vero rompicapo organizzativo: “Un progetto dove la fatica fisica si intreccia con una logistica estremamente complessa. Attrezzature, permessi, burocrazia e anche fondi economici. Sto personalmente investendo tutte le mie risorse in questo progetto. Coprire le spese è la mia sfida più grande”.
Lo spazio per i sogni
Il cuore del messaggio di Barone va oltre l’impresa sportiva: “In un mondo che sembra aver perso ormai completamente la direzione, voglio ricordare a me stesso e a chi mi segue che c’è ancora spazio per emozionarsi. Spazio per i sogni, spazio per le imprese impossibili, spazio per chi è disposto a rischiare tutto pur di vivere con entusiasmo la propria vita”.
Il video si presentazione dell’impresa di Lorenzo Barone si conclude con un pensiero che racchiude tutta la sua filosofia: “Credere di poter conquistare il mondo è forse stata sin da sempre la più grande illusione dell’essere umano. Lasciarsi invece conquistare dal mondo è possibile e credo sia anche la cosa più bella”.
Pedalata con Lorenzo Barone fino al traghetto per la Tunisia
Chi è interessato a partecipare alla prima tappa-prologo in bici da Terni a Civitavecchia (117 km con 2140 metri di dislivello) il 29 ottobre 2025 alle 8:30 per accompagnare Lorenzo Barone pedalando su strade secondarie e percorsi gravel può intanto iscriversi all’evento Facebook [➡️maggiori informazioni qui] e ricevere aggiornamenti. Eventualmente si potrà percorrere anche solo a una parte della tappa, dato che ci sono diverse stazioni del treno per rientrare da Narni o Orte anche dopo 15 o 35 km.




















Questo ragazzo ha una VISIONE assolutamente straordinaria, nel suo libro traspare chiara. Un grande in bocca al lupo per questa nuova sfida.
Straordinario! Come del resto tutte le sue imprese