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10 milioni per le piste ciclabili in Piemonte

News • di 7 Novembre 2017

La Regione Piemonte nelle ultime settimane ha stanziato diversi fondi a favore del ciclismo urbano, della mobilità casa-scuola e del cicloturismo.

fondi ciclabili piemonte

Prima sono stati stanziati 10 milioni di euro per interventi di mobilità ciclistica nei comuni piemontesi. Il bando specifico (ancora da pubblicare) prevede che la Regioni co-finanzi interventi di interesse sovra-comunale, percorsi funzionali alla mobilità sistematica, al pendolarismo o a servizio di nodi di interesse collettivo, come ad esempio percorsi che colleghino le stazioni e le fermate del trasporto pubblico alla rete ciclabile.

Questi criteri dovrebbero garantire che i percorsi finanziati siano effettivamente utili per chi usa la bici come mezzo di trasporto quotidiano; si dovrebbe quindi evitare di spendere soldi per percorsi ciclabili che iniziano e finiscono nel nulla, come purtroppo spesso accade. Stona un po’ una frase del comunicato stampa della regione, in cui si legge che verranno privilegiate “soluzioni che comportino il disimpegno della sede stradale da parte dei ciclisti”: come al solito sembra che la cosa più importante sia togliere fastidi alle automobili; l’importante è che non si dia spazio ai ciclisti togliendolo ai pedoni, come si è fatto recentemente a Roma.

Il cofinanziamento regionale potrà essere pari al 60% del costo per i progetti presentati da Comuni con meno di 10mila abitanti, percentuale che scende al 50% per i Comuni più grandi.

Abbiamo chiesto a Fabio Zanchetta, presidente dell’associazione FIAB Torino, una sua opinione. Zanchetta ricorda che “la sola città di Amsterdam mette a bilancio circa 20 milioni di euro l’anno per la ciclabilità, e i risultati si vedono”; lo stanziamento di questi fondi è ovviamente un passo positivo: “il problema è che sono cofinanziati, il che significa che i singoli comuni devono mettere una loro parte per usufruire del finanziamento ma manca un progetto comune“.

Altri fondi per mobilità scolastica e cicloturismo

Altri fondi di minore entità sono stati stanziati per progetti di minore ampiezza ma comunque importanti: 162mila euro andranno infatti a programmi di promozione della mobilità sicura casa-scuola basati sull’alternativa all’automobile, iniziando da bicibus e pedibus. In questo caso la regione finanzierà il 100% dei progetti, fino a 7mila euro.

Nei giorni scorsi infine la Giunta ha stanziato infine 645mila euro per comunicare e diffondere anche online progetti e pacchetti turistici in tema di cicloturismo, enogastronomia, itinerari della fede e miglioramento dell’accoglienza.

L’assessore alla Cultura e al Turismo Antonella Parigi, promotrice della delibera approvata venerdì scorso, commenta: “Le attività regionali di promozione turistica sono state pianificate seguendo obiettivi precisi e puntando sui punti di forza del nostro territorio, che spesso sono riconducibili a un valore aggiunto culturale: che si tratti di enogastronomia, di paesaggio, o di cultura in senso stretto, credo sia proprio questo elemento a poter costituire per il nostro territorio un motore di crescita. Sui temi dell’outdoor e del cicloturismo siamo impegnati, anche con altre misure e finanziamenti, per ampliare l’offerta, a partire dalle principali ciclovie regionali, e valorizzare l’importante patrimonio paesaggistico piemontese puntando su un turismo slow e sostenibile.”

Secondo Zanchetta i fondi dovrebbero essere spesi interamente per VenTo, senza disperderli in micro progetti.






3 Risposte a 10 milioni per le piste ciclabili in Piemonte

  1. zioluc ha detto:

    Vorrei sapere come mai Zanchetta disdegna i micro progetti a favore di VenTo. Io vedo pro e contro in entrambe le destinazioni e non saprei decidere.

    • Paolo Volpato ha detto:

      Probabilmente perché i soldi sono pochi e quindi meglio fare una cosa fatta bene che 100 fatte male. Tra l’altro VenTo fa parte delle 10 ciclovie nazionali quindi ha anche questa importanza extra.

  2. Lucilio Cogato ha detto:

    10 milioni per tutta la regione Piemonte sono una buona cosa ma sono pochi. La sola municipalità di Parigi ha messo in campo 63 milioni di Euro per l quinquiennio 2015-2020.
    Si spera almeno che i 10 milioni non vengano dati a pioggia ma concentrati su pochi interventi che possano davvero essere tutti completati con questi soldi.
    Uno dei problemi più seri che incontra lo sviluppo della mobilità ciclistica è l’idea che le nuove piste ciclabili debbano costare poco o nulla. E’ un idea che percorre il fronte dei molto favorevoli alla mobilità ciclistica e in egual modo il fronte dei molto contrari. Nonostante la sua “trasversalità” si tratta, tuttavia, di un’idea sbagliata.
    Intendiamoci che le piste ciclabili sono davvero l’infrastruttura di trasporto meno costosa in rapporto alla domanda di mobilità che possono soddisfare , ma non è realistico pensare che si possano fare quasi gratis.
    Credere e far credere che basti un secchio di vernice per fare una pista ciclabile è fuorviante e porta a finanziamenti insufficienti che a loro volta portano a interventi inadeguati, incompleti o frammentari.
    Se la ciclabilità urbana deve “svoltare” anche nelle medie e grandi città italiane, servono investimenti maggiori.
    Le piste ciclabili realizzate senza interventi strutturali (“dipinte”) in metropoli medio-piccole come Amsterdam o Copenhaghen sono solo il 10-20% del totale. Tutte le altre (circa 3-400 Km in ciascuna delle due città) sono state realizzate con interventi di modifica strutturale delle strade urbane esistenti, ad un costo medio di 1000 euro al metro. Quindi per rendere davvero ciclabile una città di pari dimensioni serve investire 3-400 milioni di euro. E’ una cifra ingente ma non insostenibile per una grande città dal bilanci sani: è il costo di circa 2 Km di metropolitana o di un grattacielo.
    Certo, quando posso prendere una strada o una sua parte e scriverci semplicemente sopra “riservato a i ciclisti”, come nel caso di molte ciclovie turistiche estraurbano, il costo chilometrico scende a livelli irrisori. Ma questa circostanza fortunata ricorre purtroppo, all’interno di qualunque grande area urbana del mondo, assai raramente.

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