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Pedalare sul Mont Ventoux – I consigli del professionista

News • di 15 Febbraio 2018

È uno dei grandi sogni ciclistici degli appassionati di bici da corsa: raggiungere la cima del Mont Ventoux ed entrare nel mitico club des Cinglés del Mont Ventoux, la confraternita dei “matti” del Monte Ventoso.

salita mont ventoux bici

Il Monte Calvo, con il suo paesaggio quasi lunare, è entrato nel mito grazie al Tour de France, che lo affrontò per la prima volta nel 1951, e le vittorie di grandi campioni come Charlie Gaul, Eddy Merckx, Raymond Poulidor, Marco Pantani e Chris Froome.

La salita è una bella sfida e si può percorrere su tre versanti. È importante cimentarsi nell’impresa ben preparati, conoscendo i percorsi e le difficoltà che si potrebbero incontrare, facendo sempre molta attenzione alle condizioni climatiche. Per questo abbiamo chiesto qualche consiglio ad Andrea Ferrigato, ex professionista che il Mont Ventoux l’ha scalato 3 volte in gara, 2 per passione e che a fine aprile guiderà una partenza in gruppo con il tour operator Girolibero Roadbike.

La salita al Mont Ventoux

Esistono tre vie per raggiungere la vetta del Mont Ventoux, a 1.909 m.

in bici sul mont ventoux

La classica parte da Bedoine: 22,7 km con un dislivello di 1.610 metri e una pendenza media del 7,5%, che tocca anche punte del 10%. È la più conosciuta, la storica e la più spettacolare, tanto che viene spesso scelta come tappa del Tour de France.

Una seconda via, più lunga (25,7 km) ma un po’ meno impegnativa all’inizio, è la via ad est, che parte da Sault e riprende per gli ultimi 7 km la via classica, tra le rocce. In questo caso il dislivel-lo è di 1.220 m, mentre la pendenza media è del 5%.

La meno pedalata invece è quella sul versante nord, che parte dalla cittadina di Malaucene: per alcuni aspetti è molto simile alla prima via, ma lungo questi 21,2 km non si incontrano tratti lunghi con pendenza elevata. Per questo è leggermente meno impegnativa della classica da Bedoine. Qui i metri di dislivello sono 1.570 e la pendenza media è del 7.5%. A una decina di chilometri dalla vetta vi aspetta una salita di 5 km, con una pendenza al 9,5%, e senza ombra.

La stagione migliore

mont ventoux

Qualsiasi sia il versante che sceglierete di percorrere, il periodo migliore è maggio, quando le temperature non sono ancora troppo alte. Certo, è affascinante iniziare la pedalata tra i campi di lavanda, ma nel periodo estivo il caldo si fa sentire e alcuni tratti sono completamente esposti al sole, e possono mettere in difficoltà anche il ciclista esperto. Meglio quindi scegliere un periodo più adatto allo sforzo fisico che si andrà a compiere: il vento incattivisce la salita e lo rende uno dei percorsi più difficili da compiere. Evitate quindi di aggiungerci anche le temperature infernali.” – ci dice Andrea Ferrigato.

Le dritte di Andrea Ferrigato

ascesa mont ventoux

Sia che scegliate la classica o che preferiate il versante est o quello nord, all’inizio dovrete fare molta attenzione: i primi chilometri vanno percorsi senza forzare. Assicuratevi di avere due borracce d’acqua piene, e appena ne finite una fermatevi a riempirla”. – suggerisce Ferrigato – “La seconda parte è impegnativa, e il vento e il sole possono giocare brutti scherzi, assieme ai crampi, che possono arrivare all’improvviso. Quindi mangiate qualcosa e proseguite senza forzare almeno fino a quando mancano 3 km alla vetta. Dal monumento a Tom Simpson date tutto: manca 1 solo km alla vetta! Poi tornate al monumento e rispettate la tradizione, lasciando in regalo una borraccia in ricordo di questo ciclista, morto qui nel 1967 durante una tappa del Tour de France“.

Perché fare il Mont Ventoux?

gruppo in bici mont ventoux

Per la soddisfazione e per l’emozione che si prova in cima, seduti su un sasso a guardare il mondo sotto di Te, con il vento caldo che soffia sulla parete e secca il viso. Hai appena scalato una delle 5 salite più famose al mondo, l’Everest dei ciclisti, non ci sono alberi che coprono il panorama, ma solo tu, il cielo e la roccia. Quando sei lì respiri a fondo e ti senti un eroe, come Simpson che qui ci ha lasciato la vita, come Quintana che svenne subito dopo l’arrivo, Pantani che vinse su Armstrong e molti altri campioni.” risponde Andrea Ferrigato

Alessandra Cappellotto invece, spiega perché vale la pena prendersi qualche giorno in più e raggiungere il Monte Ventoso attraverso la Costa Azzurra, sempre in bici: “Partire da sotto e scalarlo non ha lo stesso fascino di attraversare prima la Costa Azzurra, pedalando lungo la costa e sulle colline fiorite, per proseguire verso nord e le alpi fino alle gole del Verdon e ai saliscendi che mettono alla prova e divertono. Il fiume turchese qui toglie il fiato, quindi meglio fermarsi ad ammirarlo. Il vento leggero aiuta nel percorso, e inizia ad abituarci al vento più forte che troveremo poi, verso la vetta. E ancora la piacevole Provenza, i paesaggi di Van Gogh, Avignone, la città dei papi, e poi Bedoin, ai piedi del Mont Ventoux, dove prendere fiato prima della salita e scacciare un po’ di sana paura mista a emozione di fronte a questo gigante. Un’avventura nell’avventura insomma!

gole del verdon

Se state pensando di coronare questo sogno Andrea Ferrigato, Alessandra Cappellotto e il tour operator Girolibero Roadbike partono il 28.04, in gruppo, per una settimana dedicata alla Costa Azzurra e al Mont Ventoux, scalandolo prima sulla via Classica e poi su tutti i versanti, assicurandosi così il brevetto del Club dei Cinglés che dal 1988 premia chi scala le tre vie in una sola giornata.

Il viaggio in dettaglio sul sito di Girolibero

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