Malpensa in bicicletta: l’idea di FIAB per il Bike To Work

25 Ottobre 2018

L’aeroporto di Malpensa rappresenta il secondo aeroporto nazionale per traffico passeggeri, il primo in Lombardia, seguito da quello di Orio al Serio. Solo nel 2017 sono transitati da Malpensa più di 22,2 milioni di passeggeri.
L’accessibilità di questo scalo aeroportuale è fondamentale per la competitività di tutto il nord Italia e in primis della città di Milano.

Anche per questo motivo il 22 Ottobre FIAB ha presentato ufficialmente il progetto di collegamento del Terminal 2 dell’aeroporto con un percorso ciclabile che permetta agli abitanti dei comuni di Cardano al Campo, Casorate e Gallarate di raggiungere lo scalo lasciando l’auto a casa.
Un’idea nata nel lontano 2002 che oggi viene riproposta in una versione aggiornata grazie a un nuovo studio di fattibilità portato avanti dall’architetto Valerio Montieri, del comitato scientifico di FIAB e relatore del nostro corso “Città delle biciclette”

Il progetto prevede la realizzazione di una pista ciclabile in sede propria della lunghezza di circa 4 km che corra a lato della SS336, spesso teatro di ingorghi e incidenti stradali.
Anche per quest’ultimo motivo il percorso potrebbe essere una valida alternativa per i mezzi di soccorso spesso bloccati nel traffico.
Dallo studio di fattibilità emerge che circa 15mila addetti impiegati all’interno della struttura aeroportuale vivano in un raggio di 7 km dall’aeroporto.
Permettere ai pendolari di raggiungere il luogo di lavoro in bicicletta consentirebbe loro di risparmiare tempo e denaro, con ulteriori benefici in termini di riduzione dello stress e una ricaduta positiva sulla qualità dell’aria.

Il costo del progetto si aggira attorno ai 3 milioni di euro, somma che potrebbe essere sostenuta dal comune di Cardano con l’aiuto del Gruppo SEA (società che gestisce gli aeroporti milanesi) o attraverso finanziamenti regionali/europei.

Cardano al Campo è il comune che più è stato influenzato dalla presenza e dalla crescita dell’aeroporto: non a caso dall’apertura dello scalo il numero di abitanti è più che triplicato.
L’idea di un collegamento ciclopedonale con l’aeroporto non è nuova, è infatti presente nel piano regolatore dal 2002 ma non venne mai presa in seria considerazione fino 2012, quando fu proprio il comune di Cardano a riproporla come unica soluzione per alleggerire il traffico di pendolari.
La proposta progettuale supportata da tutto il consiglio comunale cardanese fu presentata in Regione Lombardia accompagnata da una raccolta firme di 1200 cittadini favorevoli a realizzare il percorso. Tutto è rimasto bloccato fino al 2016, quando l’amministrazione ha deciso di affidare la revisione del progetto allo studio di architettura e ingegneria Montieri-Macchi.

Oggi più che mai l’infrastruttura ciclabile, se realizzata, sarebbe una soluzione per snellire il traffico sulla SS336, unica arteria stradale disponibile per raggiungere l’aeroporto.

Inoltre, il collegamento dello scalo con una pista ciclabile consentirebbe ai sempre più numerosi cicloturisti stranieri che arrivano in italia atterrando a Malpensa di scendere dall’aereo e salire fin da subito in sella alla propria bicicletta, rilanciando così l’economia dell’intero territorio e valorizzando i percorsi naturalistici prossimi al Ticino.
Il progetto riveste dunque una valenza strategica a livello regionale per il sistema del turismo lento e dei percorsi ciclabili lungo il Ticino e i navigli milanesi, arrivando a congiungersi fino al Po e quindi al progetto VenTo già finanziato all’interno del bando per le ciclovie nazionali.

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