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Bikeitalia Talks – Puntata 1: Shimano e il futuro della bicicletta

Bikeitalia Talks, News, Rubriche e opinioni • di 29 Settembre 2019

Ho sempre sognato una trasmissione radiofonica che parlasse di bici, non di ciclismo professionistico, ma di bicicletta vissuta a 360°: un luogo in cui scambiare quattro chiacchiere con chi ha qualcosa di interessante da dire sull’argomento.

Una trasmissione radiofonica, sì, perché alla fine non tutti hanno il tempo di mettersi a leggere e, magari, preferiscono ascoltare le cose dalla voce del diretto interessato, senza passare per i filtri di qualcuno che ne riporta la voce per iscritto.

Con questa idea in mente sono nati i Bikeitalia Talks, un salotto virtuale in cui parlare con amici vecchi e nuovi, con quelli che fanno girare le biciclette nel nostro paese o, perché no, anche all’estero.

L’obiettivo che ci siamo dati è di pubblicare una puntata alla settimana, rigorosamente di domenica e, davvero, non so se riusciremo mai a rispettarne il ritmo. Ma provarci è il primo modo per riuscirci, no?

Ecco quindi a presentarvi l’ultimo esperimento di casa Bikeitalia: un podcast che potete ascoltare quando preferite per sentire le voci di chi il ciclismo lo fa con le proprie gambe, con le proprie mani e con la propria testa.

Cicloturismo, ciclismo urbano, salute, sicurezza, economia e industria sono i temi che di volta in volta tratteremo.

Per la prima puntata mi sono rivolto a Eduardo Roldan, amministratore delegato di Shimano Italia con cui ci siamo lasciati andare a uno scambio sui dietro le quinte dell’industria della bicicletta.

Buon ascolto

Riassunto della puntata.

PP – Iniziamo da un tema di grande dibattito: le fiere di bici hanno ancora senso?
ER – Credo che per un certo tipo di aziende si, il modello è logicamente sotto discussione. I marchi principali di biciclette hanno deciso che sia un modello superano e fanno i loro incontri. Per un’azienda come Shimano ha ancora un senso, permettendoti di avvicinarti al consumatore, ad alcune tipologie di negoziante. Più in generale, se le fiere sono in grado di cambiare un po’ l’ottica, rivolgendosi maggiormente verso il consumatore finale, possono ancora avere un senso, dovendo ovviamente cambiando formato.

PP Cambiando il format, cosa potrebbe succedere?

ER Cercando di essere maggiormente un’esperienza, una opzione per le famiglie, per passare il weekend invece di andare al centro commerciale.

PP Invece parliamo del mondo della bicicletta: dove sta andando il mondo della bicicletta secondo te?

ER Credo di non dire nulla di nuovo, parlando di e-bike; anche il mondo della bicicletta va verso una nuova rivoluzione nel modello di mobilità nelle città, al di là dell’utilizzo sportivo.

PP Qui ad Eurobike si vedono tantissime E-bike, tantissimi veicoli che non so se siano ancora biciclette e se quindi abbia ancora senso parlare di biciclette o invece parlare di veicoli diversi tra loro.

ER Assolutamente, oggi è difficile capire dove finisce il mondo bici, possiamo cominciare a parlare di soluzioni di trasporto o soluzioni sportive. Oggi il concetto bicicletta è difficile da definire, e in futuro sarà sempre più difficile, soprattutto se sia bicicletta che motocicletta diventano elettriche.

PP Per quanto riguarda invece lo sport: cosa sta succedendo al mondo della bici?

ER Per quanto riguarda noi, vediamo un seguito positivo del mondo della corsa su strada, probabilmente spinto anche capacità mediatica e, in Italia, dalla presenza di un mercato dalla grande tradizione, con tanta passione e con i grandi fabbricanti italiani, importanti agenti.
Il mondo della mountain bike, invece, soffre un po’ di più, cannibalizzato in parte dalla e-bike e dal ritorno di una parte del mercato ad un ciclismo più “purista”.

PP Per quanto riguarda il mondo del gravel, invece, avete fondato il gruppo GRX, il primo gruppo dedicato esclusivamente a questo mondo, considerato inizialmente una moda passeggera o una “americanata”, troppo simile al ciclocross; che destino ha secondo te?

ER Personalmente pensavo anch’io fosse una “americanata”, mi tocca ricredermi visto che ha acquisito un certo seguito nel mondo dei consumatori e alcune aziende italiane si sono ben posizionate in questo segmento di mercato, almeno per i prossimi anni.

PP Quali sono state le reazioni del mercato all’uscita del GRX?

ER Dopo una certa sorpresa iniziale, l’ha accolto positivamente, una nuova possibilità di avere lo stesso utilizzo con biciclette diverse, una buona soluzione per chi ha più di una bicicletta.

PP Attualmente assistiamo ad una grande frammentazione nel mercato e-bike, Bianchi ad esempio ha lanciato l’e-suv, una mountain-bike simile a una moto. Quale sarà il maggiore ambito di sviluppo della e-bike?

ER Senza dubbio nella ciclomobiltà urbana, guardando alla domanda dei consumatori e soprattutto delle nuove generazioni, che chiedono anche un nuovo modo di trattare il pianeta, di come si sviluppano le città e della qualità dell’aria. Se la bicicletta diventa parte della mobilità sostenibile nelle città, il mondo sportivo, quanto importante per il settore, resterà minoritario.
Sempre più persone usano la bicicletta per muoversi ogni giorno.

PP In Italia i negozianti hanno capito questa evoluzione, o i consumatori sono ancora avanti?

ER Penso di sì, il negoziante viva la realtà giornaliera, ad esempio a Milano esistono realtà che non sono esclusivamente negozi di biciclette, ma negozi di mobilità che vendono anche biciclette. Quindi sì, si evolveranno ma seguendo la domanda del mercato. In generale, siamo tutti un po’ indietro in questo mondo ‘tecnologico’, che cambia così velocemente, il consumatore è oggi il vero re.

PP I dati ANCMA del 2018 ci parlano di un mercato in difficoltà con una crescita negativa, nonostante il sempre crescente entusiasmo quando si parla di biciclette non si assiste ad un aumento delle vendite, ferme dal 2010 agli stessi numeri, circa 1,6 milioni di bici vendute: secondo te, perché?

ER Finché non siamo in grado di aprirci al mondo della ciclomobilità e allagare i consumatori, i numeri resteranno quello che sono, soprattutto quando si raggiunge un certo livello di spesa.
La situazione politica ed economica in Italia non è florida, non è facile che le persone investano, oltre a quelle che già lo fanno, è un mercato stabile con un impatto economico in crescita grazie alle e-bike.

PP Cosa si potrebbe fare per migliorare la performance del mercato?

ER In generale, credo che i fornitori come noi hanno una grande responsabilità, anche per quanto riguarda la formazione, un elemento cruciale e dobbiamo aiutare i rivenditori ad essere sempre più professionali e di digitalizzarsi, cambiamenti che sembrano scontati ma che per un commerciante, se deve farlo da solo, possono non essere facili. Il consumatore dall’altro lato sta spingendo, le nuove generazioni sono tutte digitalizzate, è difficile trovare persone che scrivono a mano, che hanno nuovi modi di lavorare. Come industria dobbiamo essere più collaborativi, senza protagonismi, per modernizzarla.

PP Quando parli di mettersi insieme, viene subito in mente la nostra realtà italiana in cui l’associazione di categoria, l’ANCMA di Confindustria (Associazione Nazionale Cicli Motocicli e Accessori), è in un momento di difficoltà, è stata commissariata.
A te, che vieni dalla Spagna e che hai esperienza sul mercato internazionale, sembra normale che il mondo della bici e della moto stiano insieme?

ER No, perché in tutti i paesi che ho conosciuto non è così. Sono due meccanismi diversi, aree di sviluppo che hanno cose in comune, ma possono essere concorrenti. Quando sono venuto in Italia ero sorpreso che una sola associazione abbia entrambi le attività, ma se il settore pensa che sia meglio così, è giusto che resti così, chi sono io per giudicare.

PP Una risposta molto ecumenica… Per il nuovo anno Shimano che sorprese ha per il mercato, se si può annunciare qualcosa?

ER Non posso svelare nulla, ma Shimano è sempre avanti sul prodotto, non solo per l’anno prossimo ma anche per i prossimi 4-5 anni.

PP Per caso si parla anche di Smart-bike, il tema di fondo di questa Eurobike. Ieri ci sono stati i Business Talks e il tema della Smart-bike diventa sempre più importante, puntando sull’integrazione tra smartphone e bicicletta e cosi via.

ER Shiamano, come tutti i fornitori di biciclette, lavorano sull’integrazione, sulla usabilità, sulla digitalizzazione. La parola chiave è l’esperienza del consumatore, che vada oltre le sue aspettative quando compra una bicicletta.







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