Il palinsesto RAI e la salute pubblica nell’era della quarantena

23 Marzo 2020

Siamo al quindicesimo giorno di quarantena e la cosa più difficile in questo momento è mantenere la stabilità mentale per affrontare giornate sempre uguali a se stesse in cui non succede mai niente e in cui ci è impedito finanche di svolgere attività fisica all’aria aperta.

In questa situazione di costrizione il rischio più grande è di lasciarci andare, di accendere la TV e farci sedurre dal divano, nella speranza di essere intrattenuti per passare un po’ il tempo che non è mai stato così lento.

Noia
Photo by Siavash Ghanbari on Unsplash

Il problema è che accendere la TV in questo momento è il modo migliore per deprimersi, a causa del taglio dato dalle trasmissioni televisive che non fanno altro che parlare dell’epidemia in corso e per la mancanza di spiragli che queste offrono.

Non è un caso che i cittadini italiani (che pure pagano profumatamente il canone) si riversano in massa su piattaforme web per la fruizione di contenuti video a tal punto da aver messo a rischio la stabilità stessa della rete internet. Il motivo di questa fuga è che evidentemente gli Italiani non trovano in TV i contenuti che cercano che non sono solo film e serie tv, ma anche tutorial e lezioni per migliorarsi.

Siamo nell’era della didattica online, ma sembra che agli studi di Viale Mazzini questa nuova realtà non sia ancora stata individuata, e infatti vediamo che il palinsesto televisivo di mamma RAI continua con lo stesso modello di prima dell’esplosione dell’epidemia, ovvero informazione e intrattenimento.

Ma in questo momento straordinario, i cittadini italiani hanno bisogno di qualcosa di più rispetto al caro vecchio panem et circenses: hanno bisogno di resistere, di coltivare la speranza, l’ottimismo e il buon umore e non sarà certo la milionesima puntata di Nonno Libero ad aiutarci.

Esistono migliaia di studi che dimostrano che l’attività fisica è in grado di migliorare l’umore, migliorare le difese immunitarie e aiutare ad affrontare le difficoltà della vita, eppure nulla di tutto questo riesce a permeare i palinsesti della TV pubblica che continua a propinarci programmi che davvero in questo momento servono a poco.

Cosa ci vorrebbe, infatti, a creare una serie di programmi che aiutino le persone ad alzarsi dal divano e ad affrontare queste giornate con lo spirito giusto?

Agli albori della televisione, la RAI si poneva l’obiettivo, prima di tutto di formare gli Italiani: negli anni del dopoguerra la TV pubblica ha insegnato la lingua italiana agli Italiani, anche attraverso programmi come “Non è mai troppo tardi”. Perché oggi non fa la stessa cosa sull’attività motoria?

Il rischio è che, quando potremo tornare a uscire di casa, gli ambulatori medici vengano presi d’assalto da persone in cerca di medicine per uscire dalla depressione, per curare il mal di schiena o le malattie cardiovascolari che sappiamo essere causate dalla sedentarietà.

Cosa ci vorrebbe, infatti, a dedicare una rete minore a una serie di programmi per l’attività motoria in casa? RaiSport, ad esempio, invece di mostrarci la replica della Milano Sanremo del 2019 o del mondiale di boccette del 1985 potrebbe ad esempio offrirci un palinsesto così strutturato:

  • ore 7:00 Ginnastica per anziani
  • ore 8:00 Ginnastica per bambini
  • ore 9:00 Yoga
  • ore 10:00 Aerobica
  • ore 11:00 Ginnastica contro il mal di schiena
  • ore 12:00 Alimentazione corretta
  • ore 13:00 Pilates

E poi rendere tutti i contenuti fruibili su Raiplay affinché chi si fosse perso la lezione la possa recuperare in un altro momento.

Credo che sia giunto il momento che la RAI si metta al servizio dei cittadini e un po’ meno al servizio degli inserzionisti pubblicitari. Perché il rischio, in tutto questo, è che succeda quanto raccontato nel film “Papillon”: Steve McQueen, al termine del periodo di isolamento in una cella che poteva percorrere in soli cinque passi, si ritrova a percorre un corridoio, ma non riesce ad andare oltre il sesto passo.

Nell’attesa che la RAI si renda conto della situazione e prenda provvedimenti, lo facciamo noi: da domani e ogni giorno alle 14:20 il nostro instancabile Omar Gatti realizzerà una diretta dalla nostra pagina Facebook per darci dei compiti di attività fisica da svolgere a casa durante questo periodo di reclusione.

E chissà che qualcuno a Roma, nei palazzi del potere dei media non voglia fare altrettanto.

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